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MERCATINI DELL'USATO: PER CRISI O MODA,
''CI SONO I POVERI E CHI CERCA LE HOGAN''

Pubblicazione: 07 ottobre 2014 alle ore 08:28

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L’AQUILA - Dalle macchine fotografiche a pellicola ai seggioloni per bambini, passando per mobili d’epoca fino all’abbigliamento.

Non c’è solo la passione per il vintage e la moda dietro il successo dei mercatini dell’usato. Merce di seconda mano vuol dire anche risparmio, che in tempi di crisi economica non guasta mai.

Moderni rigattieri, le attività del settore trasformano il “vecchio” in una fonte di guadagno per chi decide di vendere, risparmio per chi acquista.

A dare una misura della floridità di questo mercato sono le dimensioni dei locali in cui operano queste attività, dove si trova davvero di tutto: elettrodomestici usati ma funzionanti, libri, mobili e addirittura vestiti.

All’Aquila uno dei più forniti è il “Mercatino dell’usato”, che oggi si trova in zona Vetoio ma ha iniziato l’attività nel 2000 nella zona della “Rotonda” vicino piazza d’Armi.

Il locale, enorme, è sempre affollato. La zona dedicata ad abbigliamento e calzature non ha nulla da invidiare a un negozio di roba “nuova”: camerini, specchi, espositori stracolmi e gente che si aggira nei vari reparti alla ricerca del capo da acquistare.

Ma perché comprare un vestito usato? Chi gestisce queste realtà parla di necessità di 'tirare la cinghia', spesso, ma altrettanto spesso anche di un vezzo.

“C’è chi viene perché ha bisogno di risparmiare - spiega il titolare del ‘Mercatino dell’usato’ Roberto Capobianco - e si tratta della maggioranza. Sono persone che hanno necessità di soldi, si nota dal fatto che cercano di vendere oggetti di scarso valore, oppure vengono solo per acquistare ma non vendono nulla. Da noi arriva però anche la signora che compra una borsa Louis Vuitton, a un prezzo accessibile, o il ragazzo che prende le scarpe Hogan seminuove a un costo basso”.

Non solo crisi, dunque, il motivo che spinge verso l’usato. “Un’altra causa del successo di questo mercato - aggiunge - è anche data dalla buona informazione che c'è sul riuso. Il senso del mercatino è dare una seconda vita agli oggetti. C’è chi ha capito che è un peccato buttare e si rivolge a noi”.

Capobianco ha aperto 14 anni fa. Da allora è cambiato anche il tipo di clientela: “Se prima veniva solo chi comprava esclusivamente merce usata, gli appassionati, i collezionisti, adesso siamo riusciti a coinvolgere anche chi ci guardava con diffidenza”.

Nella realtà aquilana il terremoto si è aggiunto alla crisi internazionale, e “le vendite da allora sono aumentate leggermente”, spiega.

Accanto al risparmio c’è anche la tendenza a ricercare la qualità di ciò che si può trovare tra i numerosissimi oggetti in vendita. Ne ha fatto un suo punto forte anche “Mercatopoli”, attività che ha aperto nel giugno dello scorso anno e che si estende su 830 metri quadrati.

“Non è solo un discorso economico - spiega la titolare Laura Consorte - le persone acquistano anche perché trovano merce buona”.

Sull’abbigliamento, il cliente che vende guadagna il 50 per cento. “C’è chi acquista perché trova un’occasione - spiega ancora - magari si può trovare un pantalone Prima Classe a 15 euro, chi vende recupera 7,50 euro e noi anche. Dopo 60 giorni la merce invenduta va in beneficenza”.

“Capita anche che qualcuno acquisti cose perché non può permettersi il nuovo - aggiunge -  ma devo dire che parecchi comprano anche per un discorso di eco sostenibilità, una cultura che si sta fortunatamente diffondendo sempre più. Il nostro mercato deve la sua fortuna alla consapevolezza dell’importanza del riuso più che del riciclo”.



© RIPRODUZIONE RISERVATA


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