MIGRANTI L'AQUILA, PD CONTRO
SALVINIANI, ''SOLO DEMAGOGIA'';
GIORGI, ''POVERTA' E' PROBLEMA''

Pubblicazione: 31 ottobre 2017 alle ore 20:02

L’AQUILA - "Prendiamo atto della proposta emersa nel corso della Terza commissione consiliare, per mezzo della presidente Elisabetta De Blasis, di puntare all’estensione della rete Sprar, che sta per Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati, a tutti i casi di accoglienza ai migranti all'interno del Comune dell’Aquila".

Lo scrive in una nota il gruppo consiliare del Partito democratico dell'Aquila a margine della riunione di oggi sulla sicurezza del centro storico e sulla situazione migranti che vivono in via Roma.

"Fare in modo che i centri di accoglienza del nostro comune aderiscano a questo meccanismo - si legge ancora nella nota del Pd - renderebbe il governo dell’accoglienza più razionale, ci sarebbe ad esempio la garanzia di vedere rispettato un rapporto sostenibile tra popolazione e migranti accolti; è una proposta che ci vede concordi, tanto concordi che siamo stati i primi in Abruzzo ad aderirvi, con estrema lungimiranza, già nel 2011 quando avevamo la responsabilità dell’amministrazione della città, e proponendo nel marzo del 2016, all'indomani del caso Fossa, questa possibilità come soluzione anche per i comuni limitrofi, che guarda caso oggi iniziano ad aderire".

"Nel piano sociale d'ambito che abbiamo lasciato in eredità all'amministrazione Biondi, abbiamo anche previsto l'adesione allo Sprar per minori stranieri non accompagnati (Msna), cosa che consentirà di ridurre l'impegno economico del bilancio comunale per le rette delle comunità per minori, essendo il finanziamento Sprar completamente ministeriale. Sempre nel piano sociale, abbiamo, ancora, previsto di investire sull'affidamento familiare dei Msna e su interventi di integrazione culturale e sociale nelle scuole", prosegue il gruppo consiliare piddino.

"Non discutendo quindi la sensatezza dell’approccio, ci chiediamo cosa sia cambiato in questo anno e mezzo da qualificare allora quella soluzione amministrativa come meritevole di attacchi e grida allarmistiche, specialmente dagli esponenti di Noi con Salvini, attuali assessori, che allora parlavano di 'invasione pianificata del territorio', e oggi tanto valida da essere sostenuta dalla maggioranza. Ad essere cambiata, è evidente, è solo l’amministrazione, ma la demagogia come le bugie ha la gambe corte. L’amara considerazione che rimane, riguarda la serietà, l’onestà intellettuale e l’affidabilità di chi ha attualmente l’onere del governo della città. Che sono evidentemente quelle di chi, in definitiva, parla in un modo e agisce diversamente, a seconda della convenienze immediate", conclude la nota. 

Nel frattempo, una lettera aperta ai consiglieri comunali dell’Aquila e per conoscenza al prefetto Giuseppe Linardi è stata inviata da Paolo Giorgi, priore generale della Fraterna Tau, dopo la riunione di oggi.

“Il fenomeno dell’immigrazione ci tocca personalmente con i nostri centri di accoglienza - scrive Giorgi, presente alla riunione di oggi - Con la presente sento il dovere civico di contribuire per una discussione democratica e pacifica finalizzata al ripristino della verità. Si parla inopinatamente di sicurezza nel centro storico, di decoro e quant’altro.

Certo, è vero. Soprattutto il giovedì sera con la movida notturna che lascia il centro storico lastricato di ogni sorta di immondizie, muri imbrattati da scritte indescrivibili, vicoli inumiditi dalle urine dei nostri giovani che tornando a casa scendono giù anche per via Roma ed ogni portone è buono per scaricare”.

“Nei nostri centri di accoglienza - prosegue - funzionanti da alcuni anni, non vi è stato mai un caso di rilevante gravità, sia perché la nostra associazione è attenta a far rispettare le regole con l’immediato allontanamento dei soggetti ‘focosi’ sia perché la risposta ad una accoglienza dal volto umano è positiva e collaborativa”.

LA LETTERA COMPLETA

Gentile amico,

uno dei temi oggi in discussione a L’Aquila è quello del fenomeno dell’immigrazione che ci tocca personalmente con i nostri centri di accoglienza.

Con la presente sento il dovere civico di contribuire per una discussione democratica e pacifica finalizzata al ripristino della verità.

Si parla inopinatamente di sicurezza nel centro storico, di decoro e quant’altro.

Certo, è vero. 

Soprattutto il giovedì sera con la movida notturna che lascia il centro storico lastricato di ogni sorta di immondizie, muri imbrattati da scritte indescrivibili, vicoli inumiditi dalle urine dei nostri giovani che tornando a casa scendono giù anche per via Roma ed ogni portone è buono per scaricare.

Nei nostri centri di accoglienza, funzionanti da alcuni anni, non vi è stato mai un caso di rilevante gravità, sia perché la nostra associazione è attenta a far rispettare le regole con l’immediato allontanamento dei soggetti “focosi” sia perché la risposta ad una accoglienza dal volto umano è positiva e collaborativa.

Essi sono utilmente impiegati in diverse attività: corsi di italiano, artigianato, corsi di musica, attività sportive presso il vicino campo dei Salesiani con la collaborazione dell’associazione giovanile “Immagina” che cura anche l’incontro e lo scambio multietnico tra giovani. 

Per tutto il sistema di accoglienza occupiamo circa 20 giovani, regolarmente assunti e stipendiati, con dietro altrettante famiglie.

Autonomamente i ragazzi di via Roma hanno assunto l’iniziativa di pulire le strade e i vicoli circostanti, per rendersi utili alla collettività. In loro c’è il seme del buon giudizio, presente in ognuno di noi. L’importante è saperlo valorizzare. 

A loro proporrò di andare il venerdì mattina al centro storico per pulire le strade e i vicoli imbrattati dai nostri amici italiani e per i quali nessuno fa problema di civiltà. 

Il problema vero è la paura del diverso, è il terrore fobico della povertà.

Nella mia esperienza professionale militata nel mondo delle diversità bisognose, ricordo quello che avveniva attorno ai poveretti di Collemaggio, quando essi vagavano al centro storico chiedendo elemosine, urinando in ogni dove, eccetera: anche lì c’erano prese di posizioni molto forti contro chi gestiva le loro vite.

Penso che ogni famiglia d’Abruzzo abbia avuto esperienze di nostri connazionali emigrati all’estero. Io stesso ho tre zii, due in Australia e uno in Francia, due ancora in vita. Ho sentito dai loro racconti la disperazione, il dramma dei pregiudizi, delle oppressioni.

Una sofferenza che genera dolore ancora oggi e che si trasmette alle generazioni future.

Come possiamo noi ignorare la nostra storia (gli Italiani emigrati sono 30 milioni contro i 5 milioni di stranieri oggi presenti in Italia ) a favore di un dannoso populismo che, mistificando dati e certezze, soffia sul vento delle incomprensioni per nascondere il problema reale della povertà.

Sì, perché il problema vero è la povertà. 

È su questo campo che si gioca la valenza di una Amministrazione attenta ed efficace.

Chi si appassiona ai temi dell’immigrazione dovrebbe leggere il Dossier statistico Immigrazione 2017 prodotto a più mani da Idos, Confronti, Chiesa Valdese, Unar e presentato alla Regione Abruzzo alcuni giorni fa. 

È una buona base di discussione fondata su dati certi ed inconfutabili che fanno giustizia di tanti pregiudizi negativi e pericolosi.

Il Movimento Celestiniano è da sempre impegnato nel pianeta povertà. 
Amiamo profondamente la città. A seguito del sisma, abbiamo scelto di restare comunque e contro ogni logica convenienza (pur offertaci concretamente) per non lasciare abbandonati i nostri amici bisognosi che la Provvidenza ci aveva affidato.

Proprio mentre scrivo si sta tenendo a L’Aquila “Pazza Ctg” nella completa noncuranza delle Istituzioni locali. 

Sono presenti, da noi coinvolti e ospitati, circa 150 operatori del turismo sociale italiano. 

Sono venuti da tutte le regioni per fare dell’Aquila il capoluogo del sistema di “buone pratiche di turismo sociale”, attraverso l’attivazione del nostro “Cammino del Perdono”, la rete di amicizie locali realizzata attorno alla figura di Celestino V° nelle regioni d’Italia. 

Le reciproche esperienze sono oggetto di scambievoli visite turistiche per la valorizzazione dei territori. In ognuno di loro riscopriamo l’amico, il fratello. 

Non è dissimile l’incontro con gli amici profughi: in ogni loro sguardo ho visto la sofferenza e la disperazione dei nostri fratelli emigrati… nei loro volti ho scoperto il volto di Cristo.

Il riposizionamento del crocifisso nella sala consiliare ha senso solo se riusciamo a  portare nel nostro cuore i valori evangelici dell’accoglienza: “Ero straniero e mi avete accolto”, altrimenti sarebbe meglio ritoglierlo perché ostaggio di calcoli meschini di becera politica bottegaia.

Da sempre la nostra scelta è stata quella dell’appartenenza ai valori della fede comune, “ O con me o contro di me!.

Senza mezze misure.

Su queste basi offriamo alla città e all’Amministrazione tutta la nostra collaborazione per organizzare meglio il sistema di accoglienza.

La nostra esperienza a Sulmona ci insegna. 

Anche lì, al primo arrivo dei profughi ci fu una levata di scudi. 

Poi proponemmo all’Amministrazione comunale una convenzione per i lavori socialmente utili. 

Essi hanno risolto tantissimi problemi di pulizia e di manutenzione. 

Ogni mattina due squadre di giovani, accompagnati dai vigili urbani, svolgono attività di pulizie, giardinaggio, spalamento di neve, accompagnamento di anziani eccetera.

Le amicizie sono fiorite, tante famiglie li ospitano a pranzo e a cena: sono diventati parte fondamentale della città. 

Basta seguire la stampa locale oppure chiedere agli uffici del Comune.

Tante sono le chiacchiere infondate, fomentate dal clima di intolleranza, che vengono rivolte contro la nostra associazione. 

Senza replicare alle offese, confessiamo che siamo abituati a fare conto delle ingratitudini, delle contrapposizioni, delle cattiverie.

Esse fanno parte delle croci che ci erano state programmate da Uno molto più importante di noi nello stesso giorno in cui abbiamo iniziato questa pur sempre meravigliosa avventura. 

Le nostre porte sono e rimangono sempre aperte per chi, in buona fede, vuole venire a verificare ciò che viene fatto e come viene fatto. 

I nostri bilanci sono trasparenti e soggetti a controlli. 

Dico di più: è grazie al contributo dato dallo Stato per i rifugiati che riusciamo a pagare le utenze della mensa di Celestino, a preparare il pranzo per i nostri bisognosi, a pagare le tantissime bollette dei nostri poveri, a confezionare i pacchi viveri per la spesa per le tante famiglie che si rivolgono alle nostre cure. 

Invito tutti i Consiglieri a venire a trovarci: troverete alla porta un amico, un collaboratore, un servitore della città ( soprattutto dei più bisognosi )… ma non un servo del potere, mai! 

Di nessun tipo di potere!

Voglio rivolgere al Consiglio comunale la stessa esortazione che Celestino osò rivolgere al Collegio cardinalizio, assai incerto: “ Tornate a Cristo, affinché le vostre coscienze (porpore) non abbiano ad ammantarsi di vergogna!”.

Ti aspetto con amicizia.



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