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MORBILLO: AUMENTANO I CASI IN ABRUZZO, L'INCIDENZA DOPPIA LA MEDIA NAZIONALE

Pubblicazione: 06 ottobre 2018 alle ore 06:45

CHIETI - Sono in aumento i casi di morbillo in Abruzzo, con un'incidenza più che doppia di quella nazionale, particolarmente elevata nelle province di Pescara e Chieti: i casi registrati nel 2017 sono stati 252, a fronte dei 167 del 2013.

Nel mezzo il 2014, con 18 casi, nessun caso nei due anni successivi. Un aumento del 33%, a distanza di tre anni, è una dimostrazione evidente dell'effetto del calo delle vaccinazioni, secondo quanto emerge dalla rilevazione effettuata dal Dipartimento Prevenzione della Asl Lanciano Vasto Chieti, che ha monitorato la diffusione della patologia sul territorio regionale nel periodo 2013-2017.

In totale, i casi sono stati 437 dei quali 59 nell'Asl Avezzano Sulmona L'Aquila, 159 nell'Asl Lanciano Vasto Chieti, 201 nell'Asl Pescara 201 e 18 nell'Asl Teramo. "Non deve stupire il fatto di non aver avuto alcun evento per un certo periodo", spiega il direttore del Dipartimento Prevenzione, Giuseppe Torzi.

"Le epidemie - prosegue - di solito non sono continue. Ci sono anni di quiete, durante i quali si accumulano soggetti sensibili che poi al primo contagio sviluppano la patologia, determinando un'impennata nel numero dei casi". 

Quasi tutte le segnalazioni dei casi di morbillo sono riferite a cittadini residenti in Abruzzo (418 su 437), con un tasso di incidenza annuo per 100mila abitanti del 17,9, più del doppio di quello nazionale, che si ferma all'8,8.

A essere più colpite le donne: 221 a fronte di 197 maschi. Il 2013 e il 2017 risultano gli anni "epidemici", con una diffusione del morbillo maggiore nei mesi invernali, e un picco massimo a marzo che poi cala negli altri mesi. Massicciamente colpiti i territori di Pescara e Chieti dove si concentra l'82% del totale dei casi registrati nell'arco temporale preso in esame.

Lo studio mette a fuoco anche le collettività frequentate dalle persone che hanno sviluppato la patologia e pone al primo posto la scuola, con 47 casi tra studenti e quattro nel personale, mentre 35 sono quelli registrati in ospedale, di cui 16 fra le persone ricoverate e 19 tra il personale sanitario. Un dato, quest'ultimo, significativo sia in rapporto all'esposizione professionale a casi contagiosi sia per il ruolo che il personale sanitario può svolgere nella catena di trasmissione ai degenti.

Quanto alla copertura vaccinale, il 94,7% dei soggetti che ha contratto la malattia ne era sprovvisto, pur avendo ricevuto informazioni a riguardo. Nel 44% dei casi (193 sul totale di 437) si sono verificate complicazioni che hanno colpito principalmente la fascia d'età fra 15 e 39 anni, con stomatite (22%) polmonite (7%), diarrea (22%) epatite (6%), mentre non è stato registrato alcun episodio di encefalite.

Il 46,5% dei casi di morbillo è stato trattato in ospedale, con una degenza media di sei giorni, mentre un ulteriore 22% si è rivolto al Pronto soccorso.



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