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MUSICA: GIULIA MUSEO E IL SOGNO DELL'ARISTON,
''VORREI CANTARE DELL'AQUILA RICOSTRUITA''

Pubblicazione: 09 ottobre 2016 alle ore 09:30

di

L’AQUILA - Portare L’Aquila in giro per l’Italia a cavallo delle note musicali, questo il sogno di una giovanissima ragazza, Giulia Museo, che a 20 anni ha già le idee chiare: vuole vivere cantando.

"Le mie origini aquilane sono ben radicate nel mio dna, porto la mia città non solo nel cuore, ma anche nei testi delle mie canzoni - spiega ad AbruzzoWeb - infatti 2 anni fa, insieme a Francesco Sportelli, un bravissimo arrangiatore di Avezzano, abbiamo buttato giù il testo per La stanza nuova, un mio singolo che parla proprio di speranza e rinascita, in cui la chiave è proprio la mia città, L’Aquila, che da oltre 7 anni a oggi spera e coltiva il sogno di tornare a essere quel meraviglioso centro storico e culturale che era fino ad aprile 2009".

La sua passione ha messo le prime radici a pochissimi anni di età, difatti Giulia, suona il pianoforte da quando era poco più che una bambina e canta, da quando aveva 10 anni, cominciando a muovere i primi passi nell’accademia aquilana Ars Musicalis.

Dopo il sisma del 2009, conosce il maestro Piero Mazzocchetti e inizia un nuovo percorso musicale canoro, presso la sua accademia a Pescara. Tanti premi e manifestazioni locali, stage in giro per l'Italia, tra cui da annoverare la partecipazione a quello organizzato da Mogol, uno tra i più grandi compositori del '900, collaboratore da sempre e braccio destro di Lucio Battisti.

L’anno scorso la svolta, come racconta lei stessa "sono stata contattata dagli organizzatori di un festival creato per i nuovi talenti finalizzato a mantenere vivo il ricordo del bravissimo cantautore italiano, Alex Baroni, scomparso tragicamente dopo un incidente in moto. Incuriosita, senza pensare alla vittoria - ammette - ho partecipato alle selezioni e mi sono ritrovata alle finali di San Benedetto del Tronto, dove ho vinto 2 premi in due categorie diverse della kermesse".

Un premio inserito nel contesto social di questi tempi, difatti, la performance consisteva nel farsi riprendere mentre si eseguiva un pezzo, If ain’t got you di Alicia Keys nello specifico per Giulia; e la sentenza sarebbe spettata agli utenti di Facebook con il video pubblicato sulla pagina dell’evento che sarebbe stato premiato in base ai "mi piace" ricevuti sulla rete sociale.

"Ho vinto anche la sezione cover - continua a raccontare Giulia - sempre con lo stesso pezzo di Alicia Keys, al quale sono molto affezionata, un pezzo, insomma, che sento molto mio".

Questa vittoria le ha dato tanti stimoli per fare sempre di più, difatti come aggiunge "sto continuando a lavorare e studiare, frequento con profitto la facoltà di Lettere all’Aquila, indirizzo storico e artistico, e mi sono lanciata a capofitto in una nuova avventura".

Da poco, continua ancora Giulia, "collaboro con il gruppo aquilano Metrò, che l'anno scorso ha partecipato a varie competizioni su scala nazionale, all’interno della loro nuova etichetta musicale: la Alti record, con cui supportiamo nuovi talenti che ancora non hanno ben chiara che strada musicale intraprendere".

Negli ultimi anni, sempre più giovani cercano la strada del talent show per farsi notare, sia la Rai che Mediaset presentano ogni anno vari format come X Factor e Amici, ma Giulia per adesso sembra non volerne sapere.

Difatti, come spiega lei stessa, "so bene come diano visibilità i talent show, ma non credo che sia la mia strada, piuttosto, ma c’è da lavorare, un sogno, sarebbe quello di calcare il palcoscenico del teatro Ariston del Festival di Sanremo, magari nella sezione giovani, portando un pezzo che parli della mia città finalmente ricostruita".

La musica per Giulia è tutto e come dice lei stessa "è una delle forme più belle di arte e cultura, e io credo che possa essere un mezzo reale e concreto per portare L’Aquila fuori da qui. Far ascoltare la voce di chi come me non vede l’ora di rivederla così com’era, far sapere anche fuori città, che noi ci siamo ancora, nonostante i riflettori si siano spenti anni fa, come se il terremoto fosse qualcosa che riguardi adesso solo noi che ci crediamo e che questa città non l’abbiamo mai abbandonata", conclude.
 



© RIPRODUZIONE RISERVATA


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