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NADIA, LA ''VICHINGA'' CHE AMA L'ARTE DI DIPINGERE I CORPI

Pubblicazione: 05 dicembre 2010 alle ore 20:08

di

PESCARA - Nadia Di Dante, 33 anni, bionda, un fisico asciuttissimo e particolarmente curato, aspetto nordico, di sicuro non tipicamente mediterraneo.

La miss di oggi infatti è nata a Genk, in Belgio. L’incontro con questa “vichinga” avviene in uno dei disco-pub più particolari di Pescara, “Tipografia”.

La sua particolarità è proprio di essere un’ex tipografia adibita ora a locale di intrattenimento notturno rimanendo comunque un enorme edificio stile anni ’70 con arredamento e ambientazioni tipiche dell’epoca.

GUARDA LA FOTOGALLERIA

Ciao Nadia. Piacere di conoscerti. I tuoi tratti fanno pensare che le tue origini non siano italiane, è così?

I miei genitori sono entrambi italiani ma, per motivi di lavoro, tanti anni fa si sono trasferiti prima in Svizzera e poi in Belgio, nella città di Genk dove sono nata. Quindi le mie origini sono totalmente italiane, anche se i miei tratti somatici e i miei colori sono assimilabili a quelli nordici.

Lentiggini, colori chiari, viso molto tondo. Tutto farebbe pensare che io non sia italiana ma non è così. Ormai ci sono abituata.

A che età poi sei tornata in Italia?

Ho passato gran parte della mia infanzia lì in Belgio coltivando interessi e amicizie e quando i miei genitori mi hanno comunicato la notizia sono stata malissimo. È stato un bruttissimo trauma. Non conoscevo per niente l’italiano. Abbandonare gli studi, le amicizie, i parenti che comunque ancora abbiamo in Belgio è stato veramente uno strazio per me.

Una degli ostacoli peggiori è stata la lingua, per fortuna ho avuto la mia amica Miriam, già presentata in una vostra intervista in questa rubrica, che mi aiutato moltissimo a capire e iniziare a masticare il mio primo italiano.

Da quanto tempo vi conoscevate?

Miriam e io siamo amiche da quando avevamo nove anni. Con i miei genitori comunque venivamo tutte le estati in Italia per i tre mesi estivi, a Pescara.

È stato un bellissimo rapporto sin da subito, anche se lei mi prendeva spesso in giro, forse forte del fatto che non conoscessi l’italiano, dicendomi che ero un ragazza pon pon. Io piena di regole, tutta precisina, tutta “boccolosa”, biondissima. Una piccola lady inglese.

Lei invece era un maschiaccio. Amava arrampicarsi sugli alberi e io la chiamavo Tarzan. Ma seppur distanti nei modi, siamo sempre state molto vicine nella vita e nell’affetto.

Ti va di parlare un po’ della tua vita privata?

Il mio cuore è libero attualmente, ma ho conosciuto in passato anche la bellezza dell’amore che, come si sa, porta anche tanta sofferenza nel momento in cui finisce.

La mia vita ha conosciuto pochi amori, ma buoni. Ma non mi va molto di parlare di questo. Attualmente non sono in cerca di amore, ma di me stessa. Voglio riscoprire me stessa, coccolarmi e gustarmi momento per momento la vita. Certo se poi l’amore mi sorride, non posso far altro che sorridergli di rimando. Ma sono cosciente del fatto che l’importante nella vita è emozionarsi. Penso che i sentimenti e le emozioni in generale siano il motore della vita.

Visto il tuo spirito di vita, la tua impulsività e tuo modo esplosivo di viverla appieno, hai mai fatto qualche pazzia in passato?

Non so se definirla pazzia o cosa, ma a 16 anni avevo in programma di sposarmi. Il primo vero amore della mia vita è stato proprio belga, un ragazzo, un amico, una persona speciale. La storia che abbiamo vissuto è stata ricca di avvenimenti e colpi di scena. Avevamo, almeno noi, programmato tutto, ma non avevamo fatto i conti con i nostri parenti e genitori. Diciamo che siamo stati persuasi fortemente e comunque controvoglia ad abbandonare il nostro progetto.

Negli anni a seguire ho sempre provato a cercarlo, a rincorrerlo, ma non ho avuto modo più di incontrarlo. La mia ricerca è terminata solo tre anni fa. Mettendomi nei panni dei miei genitori anch’io avrei fatto la stessa cosa, ma poche persone riescono a incontrare l’uomo della propria vita. E io ci sono riuscita.

Attualmente di che ti occupi?

Lavoro come parrucchiera a Pescara da quando avevo 17 anni, ma la mia passione nasce sin da quando ero piccola. Diciamo che per un motivo o per un altro, per una conoscenza o una parentela, ho sempre respirato l’ambiente dei saloni di bellezza e le parrucchiere.

E nella moda cosa hai fatto?

Anche in questo ho iniziato sin da piccolissima. La mia prima sfilata da modella l’ho fatta a cinque anni in Belgio, nella scuola di mia sorella in cui veniva insegnato anche “disegn” per stilisti.

In quell’occasione sono stata la “modella di punta” per chiudere la sfilata indossando un kimono. La mia carriera poi è stata un susseguirsi di sfilate fino all’età di 17 anni, spessissimo indossando i tanto anelati abiti da sposa.

Ultimamente come ti muovi nella moda?

Negli ultimi anni mi dedico più che altro alle sfilate, percorrendo le passerelle con l’intimo di “Sotto Sotto” di Spoltore della mia amica e “sorella” Federica.

Per molti motivi sono sempre nel suo negozio, mi piace indossare i suoi capi e spessissimo acquistarne, ben volentieri la aiuto nel suo lavoro, ma di sicuro non perdiamo mai di vista quello che è l’arte delle donne cioè lo spettegolare.

Si racconta che ti sia più volte esibita in un modo molto sexy e particolare, è vero?

Se si parla della “body decoration” è vero. Sono salita in pedana come modella interamente dipinta in tutto l’Abruzzo. Una bellissima esperienza che ti mette alla prova. Sei quasi nuda, effettivamente, ma l’arte di dipingere i corpi fa sì che essi risultino vestitissimi e coperti oltre che sicuramente artistici e particolari.

Nello sport cos’hai fatto?

Ho praticato la danza moderna per molti anni in Belgio. Una volta qui in Italia purtroppo ho abbandonato un po’ la danza, sia per il trauma che ho vissuto sia perché comunque il modo di insegnare la danza qui è totalmente diverso da quello adottato nel Nord Europa e quindi non mi sono trovata bene.

Attualmente sono una di quelle che paga l’abbonamento per andare in palestra e poi, in un modo o in un altro, trova sempre la scusa, il motivo, un pretesto, insomma, qualcosa di più importante da fare per non andarci.

Di sicuro però riesci a mantenerti in forma e hai una bellissima forma fisica.

Grazie. Cerco comunque di tenerci al mio corpo cercando di paragonarmi con persone che sono più belle di me e mai adagiandomi in confronti con quelle meno graziose.

Più che definire te, definisci il tuo stile!

Mi piace distinguermi dalla massa, mi piace indossare capi di abbigliamento e avere una personalità che lascino il segno, un ricordo, un’impressione, un’impronta.

Non ho uno stile ben definito. Sono molto camaleontica in base ai miei stati d’animo. Posso passare da uno stile classico a uno fortemente alla moda ed eccentrico. Di sicuro è concesso di conoscere il mio vero modo di essere a pochissime persone.

Per il tuo futuro cosa pensi, come lo immagini?

Non mi piace pensare al futuro. Mi piace vivere il presente. Il futuro mi fa paura. Adesso mi dedico totalmente ai miei amici, che sono la mia forza. Voglio chiudere con un pensiero a tutti i lettori e soprattutto a tutte le lettrici donne. È una frase di Battiato: “…goditi potere e bellezza della tua gioventù”.

Il mio consiglio è di farsi meno problemi possibili e godersi la vita appieno. Solo così si riesce ad andare avanti senza rimorsi e rimpianti.



© RIPRODUZIONE RISERVATA


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