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NASCE CINEMATIK, NUOVA RUBRICA DI ABRUZZOWEB
''VORREI VEDERTI BALLARE'', UNA TERAPIA D'AMORE

Pubblicazione: 16 dicembre 2012 alle ore 11:03

Un momento del film
di

L’AQUILA - La “cinecritica” di AbruzzoWeb si rinnova: nasce Cinematik, una rubrica dal cinema oltre il cinema, con uno spazio privilegiato per cineasti giovani o già affermati e maestranze di origine abruzzese e non, curata da Dafne Leonardi.

Perché Cinematik? Perché la rubrica prenderà spunto dal cinema per giocare con il cinema ovvero per parlare di cultura, tendenze, personalità, svago, curiosità ed impegno, passato, presente e futuro.

Uno spazio aperto alle novità delle realtà cinematografiche locali e nazionali. Una rubrica che sarà sistematicamente arricchita da interviste e news in pillole relative a personalità nazionali e internazionali legate al cinema ma anche alla cultura più in generale: teatro, musica, letteratura, tradizioni.


La rubrica si occuperà delle novità cinematografiche presentando i film in uscita e soffermandosi sui protagonisti (registi, attori, sceneggiatori), ma valorizzerà anche gli aspetti tecnico-produttivi e il lavoro delle professionalità.

Curiosità e retroscena, innovazioni e trucchi emergeranno dal racconto biografico legato a una delle grandi personalità del cinema contemporaneo o passato. Uno spazio particolare sarà dedicato ai cineasti e alle giovani promesse del cinema di origine abruzzese.

Con i Cinebiscottini, infine, la rubrica riporterà una o più frasi, di volta in volta le più accattivanti, celebri, significative o toccanti, tratte da un film come omaggio e citazione.

Si comincia con la recensione di un film fresco fresco, Vorrei vederti ballare di Nicola Deorsola.

VORREI VEDERTI BALLARE

Un’opera prima, con momenti di regia accattivanti, che narra di una delicata “terapia d’amore” sulle note di un’intrigante, avvolgente colonna sonora.

Titolo: Vorrei vederti ballare - Regista: Nicola Deorsola - Attori principali: Chiara Chiti, Giulio Forges Davanzati, Giuliana De Sio, Alessandro Haber, Gian Marco Tognazzi, Paola Barale, Luis Molteni - Genere: Drammatico - Durata: 83’ - Anno: 2010 - Produttori: Giuseppe Fulcheri, Fabio Lombardelli - Casa di produzione: Rai Cinema, Hydra, Falco Produzioni - Distribuzione: Microcinema - Fotografia: Daria D’Antonio - Montaggio: Osvaldo Bargero - Musica: Giuseppe Fulcheri - Data di uscita: 6 dicembre 2012.

In una Calabria inedita, permeata da un’atmosfera che sospende l’immaginario collettivo alimentato dai fatti di cronaca, una storia pura ma anche ingenua, dai risvolti drammatici, connessi ai conflitti che caratterizzano il disgregante nucleo familiare moderno, a volte sottesi, a volte esplicitati.

Martino, un giovane studente universitario di psicologia, in realtà alquanto disinteressato alla propria facoltà ma con un hobby inconsueto, un’affezione quasi scientifica per le tartarughe, e che subisce il fascino per le sale vuote dei cinema d’essai, sogna, dal terrazzo di casa sua, di incontrare una ragazza, Ilaria, che appare alla finestra di fronte mentre, instancabilmente, si esercita alla sbarra, forse nella speranza di diventare una grande ballerina.

Così come spesso è misteriosa la natura delle origini di un sentimento, e pertanto intendiamo in questo caso, quello totale, quasi fiabesco dell’amore, Martino ha un unico pensiero: avvicinarsi a quella ragazza, interessarsi a lei, conoscerla, con l’implicito intento di conquistarla.

L’occasione gli si presenta quando la madre di Ilaria decide di portare la figlia in cura proprio dal padre di Martino, un emerito professore, affermato psicologo, severo e autoritario, rimasto vedovo e che, forse per questo, a maggior ragione, serba grandi aspettative nei confronti del figlio: vorrebbe che Martino si laureasse in fretta e che, appena poco più che ventenne, intraprendesse una carriera simile alla sua.

Ilaria, dal canto suo, è una ragazza con disturbi alimentari, con un padre assente che praticamente, anche se non formalmente, vive fuori casa, che adotta la classica scusa dell’essere molto impegnato con il proprio lavoro per salvare le apparenze ma che in realtà dedica volentieri tempo alle relazioni extraconiugali e non alla famiglia; nel contempo la madre, un’ex ballerina che ha rinunciato subito alla carriera per il matrimonio, vive nell’illusione che lui sia sempre presente.

Grazie a un tenero e simpatico gioco di equivoci che inizia quando Martino decide di sostituirsi al padre e di vestire i panni di un suo giovane e brillante pupillo, quindi, quasi consciamente, assecondando i desideri del genitore, inizia la fresca, sentimentale avventura che permetterà ai due giovani di innamorarsi e di affrontare i propri problemi e quelli legati al rapporto con i rispettivi familiari.

La regia, opera prima di Nicola Deorsola, elegante e di (dis)incantata modernità, ci mostra anche la splendida terra calabrese, in particolare la città di Cosenza e Isola Capo Rizzuto, come forse non vi era stata ancora occasione di fare, con alcune inquadrature di sofisticata pregnanza.

Un cast variegato che, come poche volte accade nel nostro cinema anche se indipendente, come in questo caso, dà la possibilità di emergere ai due giovani protagonisti, Giulio Forges Davanzati e Chiara Chiti, alle prime esperienze, e che soprattutto si avvale della grande bravura di attori importanti quali Alessandro Haber e Giuliana De Sio, nei panni dei genitori, due capisaldi potremmo definirli, e di Gian Marco Tognazzi, che si misura con un personaggio sopra le righe, un bizzarro giocatore d’azzardo incallito, dall’accento francese.

Si segnalano anche il rassicurante e paterno proprietario del negozio di tartarughe Luis Molteni e Paola Barale, nei panni di un’attrice che non ce l’ha fatta ma che fa la cassiera, con pittoresca seduzione e con un look che fa riferimento alla femminilità degli anni ‘50, nel cinema che proietta solo opere autoriali, sempre deserto, dove Martino ama spesso recarsi.

Infine Giuseppe Fulcheri, qui nella veste di produttore e sceneggiatore, ci regala, come interprete e autore, professione per cui è già noto al pubblico, una bella colonna sonora, in francese, che ci coinvolge e ci fa sognare, confermandosi un compositore, poeta di musica e parole di questo tempo.

“Vorrei vederti ballare”, girato con very low-budget nel 2009, dopo un lungo e non facile percorso per affermarsi, anche grazie alla presenza in rassegne e festival locali, viene ora distribuito, in 20 copie, da Microcinema dal 6 dicembre in tutt’Italia; lo si potrà vedere, per esempio, nella città di Pescara dove, per pura cusiosità, tra le cattedre dell’Università degli Studi D’Annunzio, risaliamo alle ragioni che hanno ispirato la stesura della sceneggiatura.

Così spiega Fulcheri: “Mio padre è professore e psichiatra, quindi nella storia c’è qualcosa che mi appartiene. Il suo studio è sempre stato per me un luogo sacro e magico, mi è capitato di innamorarmi di molte sue pazienti”.

IL CINEBISCOTTINO


 

da La Finestra Sul Cortile (1954) Alfred Hitchcock

Stella: “Senta Sig. Jeffries, io non ho istruzione però posso dirle una cosa: quando un uomo ed una donna si frequentano e si piacciono devono accoppiarsi... come i puledri nelle praterie e non fantasticare analizzandosi come due campioni in una provetta”.

Jeff: “Esiste un modo intelligente di affrontare il matrimonio”.

Stella: “Niente ha provocato alla razza umana più guai che l’intelligenza… matrimoni moderni…”.

Jeff: “Abbiamo progredito emotivamente…”.

Stella: “Balle! Ai miei tempi ci si incontrava, ci si piaceva, ci si sposava. Ora a forza di leggere libri, psicoanalizzarsi a vicenda non si capisce più la differenza tra una pomiciata e un esame universitario!”.

Jeff: “Beh, la gente ha differenti livelli di sensibilità…”.

Stella: “Quando mi sono sposata io e mio marito eravamo la coppia peggio assortita del mondo e siamo tutt’ora mal assortiti! Però continuiamo a volerci bene ogni minuto che passa”.

Jeff: “Tanto meglio Stella. Mi organizzerebbe un panino imbottito?”.

Stella: “Si, volentieri e ci spalmerò del buon senso sul pane”.



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