NASCE HUBRUZZO, FONDAZIONE INDUSTRIA
RESPONSABILE: STUDI E PREMI CON 7 ''BIG''

Pubblicazione: 08 febbraio 2018 alle ore 17:29

I soci fondatori di Hubruzzo

PESCARA - Una “fondazione per l’industria responsabile” con sette colossi dell’impresa abruzzese, allo scopo di coniugare sviluppo, crescita economica, rispetto per l’ambiente, per l’uomo e per la qualità del lavoro, promuovendo il binomio uomo-sviluppo del territorio, ricerca dei talenti e delle eccellenze e che hanno portato nel mondo il brand “Abruzzo”.

Dopo un anno di lavoro, è nata con queste finalità, con la riunione costitutiva che si è tenuta lunedì 5 febbraio nella cantina Marramiero a Rosciano (Pescara), “Hubruzzo”, crasi del nome della regione con la parola inglese “hub”, intesa come “centro”: l’uomo al centro dell’impresa, ma anche “centro propulsore” di idee e di sviluppo; nel logo, tra l’altro, la “U” diventa una “A” rovesciata.

I soci fondatori di Hubruzzo sono Sergio Galbiati (L-Foundry), Ottorino La Rocca (Valagro), Umberto Sgambati (Proger), Enrico Marramiero (Almacis), Marcello Vinciguerra (Honda Italia), Giuseppe Ranalli (Tecnomatic) e Gennaro Zecca (Zecca Energia).

Alla società Carsa, e in particolare al titolare Roberto Di Vincenzo, che ha innescato la rete virtuosa di imprenditori, il compito della segreteria generale. Il budget di partenza versato è di 175 mila euro.

Il primo progetto che la Fondazione sosterrà è la realizzazione di uno studio, commissionato alla Fondazione Symbola, sulle qualità abruzzesi per raccogliere, analizzare e dare un volto a tutti coloro che lavorano alla trasformazione qualitativa del sistema produttivo.

Tra le ulteriori attività possibili, prevedendo l’adesione di altri soci, che da 7 dovrebbero diventare almeno 11, ci sono un premio internazionale; un forum delle imprese eccellenti selezionate dalla ricerca; un dottorato di ricerca e borse di studio; il sostegno alla nuova imprenditoria delle start-up.

Le priorità della Fondazione sono quelle di “valorizzare il sistema imprenditoriale di eccellenza e ispirato dai principi di responsabilità, sostenibilità e umanesimo, parole chiave dell’impresa del futuro. Ma anche narrare il comparto industriale - prosegue la nota - attraverso gli imprenditori che hanno saputo interpretare il territorio, sfruttando le sue vocazioni al meglio; promuovere l’industria responsabile abruzzese in Italia e nel mondo”.

Inoltre, “sviluppare alleanze a livello nazionale e internazionale per alimentare una rete di scambio di conoscenze, competenze e buone pratiche, con l’obiettivo di mettere al centro l’uomo, l’individuo e il contesto in cui vive e opera, attirando talenti ed eccellenze per sviluppare e accompagnare la nascita di nuove imprese”.

“L’interlocuzione con la politica, hanno spiegato i fondatori, intesa come istituzione, sarà continuo per contribuire a creare sviluppo”, scrive Hubruzzo.

“Uno degli obiettivi è quello di provare ad anticipare gli eventi e gli scenari. Nei prossimi anni emergeranno lavori che oggi non esistono: occorre essere in grado di intercettare questo cambiamento oppure si sarà costretti a rincorrere - viene evidenziato - Questi i temi principali di cui hanno parlato i sette imprenditori, entusiasti di essersi trovati accomunati in valori e principi sinora coltivati separatamente”.

“Uno stimolo, arrivato un anno fa da Di Vincenzo, diventa oggi realtà che muove i primi passi sulla strada del pensiero più squisitamente olivettiano”, ha detto Galbiati, che parla della necessità di rifondare una “industria responsabile, sostenibile e umana per non dire umanistica. Noi sette non siamo perfetti - ha ammesso - il nostro primo obiettivo è fare un censimento degli imprenditori che si riconoscono nei valori della Fondazione”.

“Non necessariamente la parola d’ordine deve essere il profitto. Ci tassiamo con una quota di 25mila euro a testa per avviare le attività, l’obiettivo è riuscire ad organizzare due o tre attività importanti ogni anno”, ha svelato.

Vinciguerra ha ricordato che Honda Italia “è un’azienda che ha un profondo rispetto per il territorio in cui vive e pone l’idea di mettere le persone al centro da sempre, per cui con questo progetto abbiamo subito sentito una forte vicinanza”.

Per La Rocca, “l’aspettativa ulteriore è riuscire ad abbattere il pregiudizio della ‘anti-impresa’, quell’idea d’impresa come inquinatore e approfittatrice; invece l’impesa italiana è anche di eccellenza. Sono felice di essere in questo contesto, realizzeremo progetti in favore del territorio”.

“Andremo a scovare le eccellenze di cui il nostro territorio è capace, aiuteremo talenti e studenti con borse di studio e azioni di tutoraggio della nuova imprenditoria - ha detto Sgambati - Non nasce per essere autoreferenziale o per fare un’azione meramente culturale, ma per tirare fuori dal territorio delle capacità, metterle a sistema e ‘servirsene’ in modo corretto”.

Per il padrone di casa, Enrico Marramiero, “sostenibilità, umanesimo e responsabilità generano valore a lungo termine e questo genera attrattività. La sostenibilità va intesa come un valore e non come un costo, dunque mettere al centro la persona, il lavoratore, è una piccola rivoluzione culturale”.

Secondo Ranalli “per essere un’azienda nel mercato di domani non bisogna più soltanto concentrarsi sulla qualità del prodotto di oggi, ma avere una visione di qualità del futuro e di domani”.

Per Zecca “l’Abruzzo ha tanti vantaggi rispetto ad altre regioni. Sicurezza, ambiente salubre, bellezze naturali, qualità della vita: su tutto questo dobbiamo investire. Serve un progetto di sistema, metterci insieme significa proprio questo”.

Il manifesto dei valori, con cui viene sinteticamente ripercorsa tutta la mission, è disponibile interamente sul sito www.hubruzzo.net.



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