NAVELLI: INAUGURATA LA CHIESA DI SAN SEBASTIANO DOPO
RESTAURO, NUOVI FONDI PER RECUPERO DECORI INTERNI

Pubblicazione: 17 dicembre 2017 alle ore 17:18

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NAVELLI – Il piccolo comune aquilano di Navelli, nel cuore dell’Abruzzo aquilano, ha di nuovo la sua chiesa parrocchiale, ristrutturata dopo i danni subiti nel terremoto del 6 aprile 2009. 

Un intervento costato 1 milione e 500 mila euro, soldi finanziati con la delibera Cipe 175 del 2013, che ha permesso di riparare i danni alle strutture, consolidarle e renderle più sicure sismicamente.

Si dovrà aspettare ancora qualche tempo perché sia completato il restauro degli apparati decorativi interni, per i quali è stato necessario richiedere un nuovo finanziamento. 

La domanda di ulteriori fondi sembrerebbe aver ricevuto parere favorevole, come anticipato dall’architetto Alessandro Mazza nel corso della cerimonia di inaugurazione della chiesa, questa mattina, durante la riunione preparatoria del Cipe del 14 dicembre scorso, che ha visto assegnare alla Regione Abruzzo 238 milioni di euro per interventi sui danni del sisma 2009, di cui 103 milioni destinati al recupero del patrimonio culturale, monumenti e chiese dell’Aquila e del cratere sismico. 

“Questa chiesa è stata danneggiata nel sisma del 2009, l’anno scorso ci sono state altre 4 scosse, e per noi il lavoro non ha sosta – ha fatto notare l’architetto Mazza, responsabile unico del procedimento per conto della committenza, il Segretariato regionale Mibact per l’Abruzzo - Un progetto partito nella primavera del 2015, consegnato a ottobre 2015 e lavori partiti nell’aprile 2016.

"Lavori che sono stati completati per quanto riguarda la parte strutturale, perché la chiesa sia sicura, la priorità che ci siamo dati è quella di rendere la chiesa agibile, per poter essere aperta al pubblico”. 

“Potevamo tenerla chiusa ancora in attesa di un ulteriore finanziamento per il restauro degli apparati decorativi, ma Navelli a oggi non ha nessuna chiesa agibile. La chiesa è pronta, abbiamo deciso di riconsegnarla ugualmente alla comunità – ha sottolineato Mazza - Terremo la chiesa aperta e completeremo così i restauri, intanto la comunità di Navelli ha a disposizione un luogo in cui raccogliersi e condividere la vita, la socialità e gli aspetti religiosi”. 

La chiesa, intitolata a San Sebastiano martire e risalente al secolo XI, era gremita: gli abitanti di Navelli raccolti in silenzio durante la celebrazione della Santa messa, da parte dell’arcivescovo metropolita Monsignor Giuseppe Petrocchi, e i canti del coro parrocchiale a scaldare gli animi.

Il paesino è un dedalo di stradine strette, vicoli e scalinate ripide, archi e case di pietra addossate alla chiesa, con i suoi contrafforti, le aperture decorate da bifore che affacciano sulla piana sottostante, un portale in legno riccamente decorato e intarsiato che apre sulla navata centrale. 

Una costruzione che ricalca con probabilità una struttura fortificata preesistente, come ha illustrato l’architetto Valerio Piovanello, direttore dei lavori, eseguiti dalla ditta Iter Srl di Pesaro “per questo è stato necessario un lungo lavoro di ricerca storica e archivistica, per gli aspetti artistici e anche archeologici, e per capire come avessero modificato la struttura i pesanti rimaneggiamenti operati dal ‘700 in poi".

"Una conoscenza dal punto di vista materico e strutturale, che si è avvalsa anche di strumentazioni laser”. 

“L’intervento è stato di tipo conservativo, che ha rispettato tutti i criteri del restauro critico moderno, il rispetto dei criteri della compatibilità dell’intervento con la materia antica, la reversibilità degli interventi, tutto mirato alla riparazione dei danni del sisma del 2009 e al miglioramento sismico per rendere la chiesa più sicura - ha spiegato ancora Piovanello – Il terremoto aveva provocato la deformazione della volta della navata centrale con la rottura deI due archi delle prime due campate, a causa di un solaio latero cementizio posizionatO sopra le volte, una massa che oscillando ha prodotto i danni appena descritti”. 

Quindi, risanamento delle pareti, ricostruzione della cella campanaria al di sopra della torre, e ricostruzione di una parte degli stucchi nella navata centrale, consolidamenti delle murature mediante iniezioni di malta, intonacatura e pittura delle pareti eseguita sulla base di rilievi stratigrafici che hanno consentito di ricostruire nel modo più fedele possibile, l’aspetto settecentesco delle pareti interne, le altre opere eseguite. 

Sono state smontate tutte le opere d’arte mobili, le tele sugli altari, il coro ligneo e l’organo, catalogate e portate in un luogo sicuro in attesa del restauro “la rimozione dell’apparato decorativo è stata necessaria per poter operare sulle strutture murarie” ha aggiunto Piovanello. 

Non solo, però una ricostruzione materiale: la chiesa restituita alla comunità di Navelli ha una forte valenza sociale e spirituale, un segnale di fiducia e speranza per una comunità che a otto anni dal terremoto ha ritrovato un pezzo della propria identità culturale. 

“La chiesa non è solo luogo di culto, è anche uno spazio identitario perché in sè raccoglie la storia di una popolazione, e quindi consente di vivere il proprio tempo con una consapevolezza piena in grado di raccogliere il passato e di proiettarsi verso il futuro – sono state le parole di monsignor Petrocchi - Una sorta di cuore spirituale ma anche sociale, la riapertura di una chiesa significa che il terremoto non ha l’ultima parola, che una comunità sa reagire e anche da un male riesce a suscitare un bene più grande”.

Il vescovo ha salutato la giornata di festa per il paese di Navelli con l’augurio che “splenda sempre forte il sole della speranza. Riuscire a vivere in forma costruttiva anche una esperienza di dolore come è stato il terremoto è il grande dono che il Signore ci fa, nel Natale che viene”. 

Alla cerimonia di inaugurazione, ha preso parte anche il primo cittadino del comune aquilano, Paolo Federico che, nel ringraziare tutti quelli che hanno lavorato e reso possibile di vedere recuperata la parrocchiale di San Sebastiano ha annunciato l’imminente conclusione dei lavori per le altre chiese del territorio di Navelli, l’antica Santa Maria in Cerulis, nei pressi del cimitero e la parrocchiale della frazione di Civitaretenga. 

A chiusura della giornata, i canti natalizi e una struggente Ave Maria, eseguiti dalla Corale 99, diretta dal maestro Ettore Maria Del Romano.

 



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