IL PRESIDENTE FORLINI: ''ESCLUDO CHE LA CAUSA SIANO I LABORATORI DI FISICA''
SCUOLE CHIUSE E SUPERMERCATI PRESI DI ASSALTO PER ACCAPARRARE BOTTIGLIE

NEL TERAMANO L'ACQUA NON E' POTABILE
DOPO I PRELIEVI AL TRAFORO DEL GRAN SASSO

Pubblicazione: 09 maggio 2017 alle ore 18:35

TERAMO - Vietato l'uso potabile dell'acqua a Teramo e in alcuni comuni della provincia. 

Ne dà notizia Ruzzo Reti Spa. 

"A seguito dei prelievi effettuati stamane al Traforo del Gran Sasso l'Arta Abruzzo, Agenzia regionale per la tutela dell'ambiente, ha giudicato l'acqua in uscita non conforme, pertanto il Sian dell'Asl di Teramo, Servizio Igiene degli Alimenti e della Nutrizione, ha disposto l'uso per soli fini igienici. Sino a nuova disposizione è vietato l'uso potabile". 

Nella nota inviata dalla Asl che ha fatto scattare l'allarme, inviata dalla Asl di Teramo, a Ruzzo reti, ad Autostrade dei Parchi, e ai Laboratori nazionali del Gran Sasso ed anche Prefetture dell'Aquila e Teramo, si legge che è stata rilevata "la non conformità per odore non accettabile, e sapore non accettabile" e  si dispone dunque con effetto immediato la messa a scarico da parte dell'ente gestore Ruzzo reti spa, dell'acqua proveniente dallo sbarramento dx e sx rilevato che l'acqua del Laboratorio nazionale del Gran Sasso è già in scarico". Si invitano poi le società strada dei Parchi e l'Infn a comunicare i lavori e le attività in essere presso i loro siti. 

La Asl dispone altresì la limitazione d'uso dell'acqua in rete con divieto di utilizzo idropotabile, e uso unicamente per fini igienici. La decisione è stata concordata con il dottor Luca Lucentini responsabile del reparto acque ad uso umano dell'Iss. la disposizione resta in vigore fino al ristabilimento delle condizioni di confiormità 

In serata è intervenuto il presidente della Ruzzo Antonio Forlini, che per prima cosa esclude che "la causa dell'emergenza sia causata dai laboratori di fisica nucleare del Gran Sasso . Ad oggi non sappiamo quale sia la causa, le analisi non le abbiamo ancora disponibili.Ci atteniamo alle disposizioni della Asl,  speriamo tutti in un falso allarme. L'interruzione è a scopo precauzionale".

Da oggi pomeriggio, informa dunque la Ruzzo reti, si dispone"il mancato approvvigionamento dalle sorgenti del Gran Sasso provocherà la progressiva disalimentazione delle utenze nei comuni di: Alba Adriatica, Ancarano, Basciano, Bellante, Campli, Canzano, Castellalto, Castelli, Civitella del Tronto, Colledara, Colonnella, Controguerra, Corropoli, Giulianova, Martinsicuro, Montorio al Vomano, Morro d'Oro, Mosciano Sant'Angelo, Nereto, Notaresco, Penna S.Andrea (Val Vomano), Roseto degli Abruzzi, Sant'Omero, Sant'Egidio alla Vibrata, Teramo, Torano Nuovo, Torricella Sicura (capoluogo e bivio Santa Chiara), Tortoreto, Tossicia, Valle Castellana, Isola del Gran Sasso, Pineto. 

In attesa di sviluppi sulla vicenda, le scuole a Teramo resteranno chiuse; al momento, nelle altre località interessante dal divieto di usare l’acqua del rubinetto per fini potabili, non sono stati adottati analoghi provvedimenti. A Giulianova, nelle scuole dell’infanzia e in quelle dove viene effettuato il tempo prolungato, la Cir Food predisporrà un menù apposito garantendo l’approvvigionamento di acqua potabile con il ricorso esclusivo a bottiglie di acqua minerale.

Intanto, nel tardo pomeriggio i supermercati e i negozi di alimentari sono stati letteralmente presi d'assalto dai cittadini che hanno acquistato casse d'acqua per affrontare l'emergenza.

La Asl nella nota comunica anche che "che sono stati effettuati ulteriori prelievi in data odierna 9 maggio, in mattinata e nel pomeriggio I campioni prelevati saranno recapitati anche presso l'Università delgi studi di padova, per ulteriori approfondi,menti. 

Domani 10 maggio  a partire dalle ore 9,30 sarà effettuato un sopralluogo. 

Non è la prima volta che si verificano problema dell’approvvigionamento idrico nelle falde del Gran Sasso, a causa di diversi episodi di inquinamento per ‘sversamenti’ dei Laboratori di Assergi.
Dopo un primo grave incidente del 2002 che tinse di bianco le acque che scorrono all’esterno del traforo del Gran Sasso, fu ordinata la messa in sicurezza dell’area che, secondo una nota del 2013 dell’Istituto Superiore di Sanità, non sarebbe stata completamente eseguita.

Poi il nuovo episodio, nello scorso agosto, scoperto tre mesi dopo quando la Regione Abruzzo annuncio il cambio di captazione per i comuni serviti dal Ruzzo. Il 30 agosto 2016 fu accertato, dall’Asl di Teramo, lo sversamento dai Laboratori del Gran Sasso di diclorometano nelle acque potabili.



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