NEVE E TERREMOTO: CORTEO FUNEBRE DI CITTADINI E SINDACI DEL TERAMANO

Pubblicazione: 27 febbraio 2017 alle ore 12:48

ISOLA DEL GRAN SASSO – Un vero e proprio corteo funebre con tanto di bara e manifesti: hanno protestato così, ieri, sindaci e cittadini dei comuni del Gran Sasso Teramano per lanciare un grido d’allarme per la vallata, messa a dura prova dai recenti terremoti e dal maltempo.

Una manifestazione organizzata dal neonato comitato Cratere trasparente che ieri mattina ha riunito circa 700 persone in una lunga sfilata partita da Colledara e arrivata nel piazzale del santuario di San Gabriele a Isola del Gran Sasso (Teramo).

Accanto ai sindaci di Isola del Gran Sasso, Colledara. Castel Castagna, Fano Adriano, Pietracamela, Penna Sant’Andrea e Basciano, che chiedono l’allargamento del cratere sismico, e Teramo, Montorio, Tossicia, Castelli e Crognaleto, già dentro il cratere, hanno sfilato i consiglieri regionali Paolo Gatti e Giorgio D'Ignazio, il presidente della Provincia di Teramo Renzo Di Sabatino, il presidente della Camera di Commercio Gloriano Lanciotti, il presidente del Parco nazionale Gran Sasso e Monti della Laga Tommaso Navarra, il segretario provinciale della Cgil Giovanni Timoteo, le associazioni del territorio.

“Non lasciate che questo sia il nostro futuro, non lasciateci morire, ascoltateci”: questo il grido d'aiuto per una montagna che sta morendo lanciato dal comitato, e l’allargamento del cratere sismico ai sette comuni esclusi è stato l’oggetto principale della protesta. 

Intanto giovedì prossimo a Roma è prevista una nuova manifestazione davanti a Montecitorio, per sottolineare le criticità di un territorio che deve affrontare problemi nell’edilizia scolastica, nelle infrastrutture, nella viabilità e nello scenario economico in generale.

Sui manifesti a lutto che hanno accompagnato la marcia funebre, la scritta “un giorno nel futuro prossimo è venuta a mancare all'Italia la preziosa esistenza della Valle del Gran Sasso. Ne danno il triste annuncio i cittadini del territorio. Non fiori, ma investimenti”.

“Una manifestazione voluta dai cittadini – hanno detto gli esponenti del comitato promotore – nata per unire tutti i Comuni, per denunciare lo stato precario in cui versa il nostro territorio, flagellato da uno sciame sismico che continua, da una precipitazione nevosa fuori misura e da un dissesto idrogeologico importante”.

“Piano piano ci stiamo rialzando – hanno continuato – ma o ci rialziamo tutti insieme oppure il nostro territorio morirà, ucciso dallo spopolamento e dalla mancanza di prospettive”.

“Siamo contenti per la riuscita della manifestazione sia per la massiccia partecipazione che per la solidarietà di tutti gli amministratori della vallata - ha detto Manuele Tiberii, sindaco di Colledara, a nome dei Comuni esclusi dal cratere - abbiamo lanciato un urlo per far capire che la vallata è ancora viva e non si arrenderà, abbiamo bisogno di aiuti e speriamo che il nostro grido sia ascoltato dalle istituzioni nazionali”.

Il sindaco di Castelli Rinaldo Seca ha invece sottolineato “l'inadeguatezza della copertura normativa e finanziaria sui danni subiti dal territorio”.



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