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DOPO GRAN RIFIUTO ZAVATTARO, CONFUSIONE IN MAGGIORANZA: DESIGNATO PER CAPOLUOGO REGIONE POTREBE DIRIGERE AZIENDA TEATINA E ILLUSTRE ESCLUSO TORNARE IN LIZZA PER PROVINCIA TERREMOTATA. OGGI LA VERITA' IN GIUNTA. SPERANO I 23 CANDIDATI IDONEI. I PROFILI

NOMINE DG ASL: ALTRO COLPO DI SCENA
TESTA A CHIETI E ROMANO A L’AQUILA

Pubblicazione: 09 settembre 2019 alle ore 07:14

L'AQUILA - Il "gran rifiuto" di Francesco Nicola Zavattaro, di tornare a guidare la Asl provinciale di Chieti, a cui era stato designato dal governatore, Marco Marsilio, di Fratelli d’Italia, riapre la partita per occupare l'ambita e remunerativa poltrona.

Secondo molti, anche in seno alla Lega, a Chieti non c’è la parola fine neppure dopo l’annuncio di venerdì da parte dell’asssessore salviano Nicoletta Verì della chiusura dell’’accordo per la scelta, come successore di Zavattaro, del “tedesco” Thomas Schael, ex dg a Bolzano, azienda che, sotto la sua gestione, ha ottenuto risultati lusinghieri in termini economici e di servizi. La Verì, in diffcoltà con i vertici leghisti, avrebbe espresso una posizione personale non concordata con il partito.

Il nodo Zavattaro quindi rimette in gioco in un clima di confusione e polemiche in seno alla maggioranza di centrodestra, l’intero partita coinvolgendo anche l’altro designato da Marsilio, il romano Roberto Testa, direttore di distretto e della committenza della Asl Roma 2, che a differenza di Zavattaro ha detto sì, ma non è gradito alla Lega, e la sua nomina ufficiale avverrà con la stessa delibera relativa alla Asl di Chieti.

A sette mesi dalle elezioni del 10 febbraio scorso, di fronte all’impasse, tornano quindi in lizza gli altri 23 candidati, tutti di peso e provenienti da altre regioni, ritenuti idonei dalla speciale commissione di valutazione che ha esaminato le domande di partecipazione al bando per il reperimento dei manager Asl vacanti delle aziende provinciali di L'Aquila e Chieti. E dopo essere rimasta al palo, in seguito alla decisione di Zavattaro di restare coordinatore dell'intero comparto salute della Regione Friuli Venezia Giulia, rifiutando l'invito di Marsilio, perché la Regione non ha accettato le sue richieste di garanzie da calare in un documento da allagare al contratto, ora spunta fuori un colpo di scena: Testa potrebbe essere dirottato all’Aquila e il manager Ferdinando Romano, gradito alla Lega che lo ha candidato per la guida dell’Aquila, potrebbe tornare papabile per la originaria poltrona.

Questo perché Romano ha rifiutato di andare a Chieti “perché - avrebbe affermato – non faccio il tappabuchi di nessuno”, ma soprattutto perché con questa mossa rientrerebbe definitivamente la crisi interna alla maggioranza innescata dalla Lega che si è scagliata prima di Ferragosto contro la “fuga in avanti” del presidente Marsilio che “senza condividere” ha firmato i decreti di nomina di Zavattaro e Testa.

I salviniani in questo modo potrebbero rifarsi della sconfitta in provincia dell’Aquila dove a volere Testa sono stati oltre al governatore, il suo fedelissimo e compagno di partito Guido Liris, assessore regionale ed ex-vice sindaco dell’Aquila, e il sindaco delò capoluogo di regione, Pierluigi Biondi.

Tutto ciò mentre non è chiarito il giallo su una mini-lista di sei “super idonei”, forse particolarmente graditi, che sarebbe nelle mani di Marsilio consegnato, come dicono in seno alla maggioranza di centrodestra, dallo stesso organismo guidato dal capo Dipartimento della presidenza, Emanuela Grimaldi, fedelissima di Marsilio.
Una fuga di notizie che avrebbe fatto infuriare Marsilio.

Per rimpiazzare Zavattaro è poi come detto circolato il nome del “tedesco” Thomas Schael, ex dg a Bolzano, ritenuto un buon manager anche se sarebbe stato cacciato per uno strano caso legato a una polizza assicurativa per dipendenti non rinnovata. Uno scioglimento anticipato del contratto che ha provocato molto rumore, soprattutto alla luce della performance ottenute che sono state anche oggetto di studio.

La designazione dei manager potrebbe avvenire già nella giunta convocata per lunedì pomeriggio all'Aquila, con Marsilio di ritorno dalla manifestazione di piazza anti-governo indetta dalla leader di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni.

Una cosa è certa, dopo il vertice del 3 settembre tra le forze di maggioranza, cè una gran fretta di chiudere lo spoils system, essendo già fuori dai sei mesi dalla vittoria alle regionali del 10 febbraio scorso. A partire dalle Asl di Chieti e L'Aquila, senza vertici e condannate all'ordinaria amministrazione da mesi. A "portare avanti la baracca", nel ruolo di direttori generali facenti funzione, in questo lungo interregno, il direttore sanitario Simonetta Santini, nella Asl provinciale aquilana, e il direttore amministrativo Giulietta Capocasa, nella Asl chietina.

Fino  a lunedì sperano di essere "ripescati" tutti gli altri candidati. 

Tra questi troviamo, partendo da quelli abruzzesi, Pasquale Flacco, direttore uscente della Asl chietina, nominato dal centrosinistra di Luciano d'Alfonso, e a cui è scaduto il contratto a marzo. E ancora Angelo Muraglia ex direttore del dipartimento per la salute e il welfare della Regione Abruzzo, sostituito a metà agosto da Roberto Fagnano, che ha lasciato libera la poltrona da direttore generale della Asl di Teramo
Maurizio Di Giosia, direttore amministrativo della Asl di Teramo, Laura Coppola, direttore amministrativo della Asl di Avezzano-Sulmona-L'Aquila.

C'è poi Silvia Cavalli, che è stata direttore amministrativo della Asl Chietina dal 2009 al 2011, e poi a seguire della Asl Aquila, e infine della Asl Roma 2.

Ha lavorato in Abruzzo anche Laura Figorilli, direttore amministrativo degli Istituti Fisioterapici Ospitalieri (Ifo) e ancor prima direttore generale della Asl di Rieti, e direttore amministrativo della Asl di Teramo.

Ambisce a tornare in Abruzzo, come detto Ferdinando Romano, ex docente d'Igiene all'Università Gabriele D'Annunzio di Chieti Pescara, e dall'ottobre 2009 al gennaio 2011, direttore generale della Agenzia sanitaria regionale Abruzzese, per poi diventare direttore generale della Asl Roma D, Attualmente è direttore sanitario del policlinico Umberto I di Roma, ex dg Sanità della Regione Lazio.

Idonea anche le dg facenti funzione in carica Capocasa.  

Aspirano poi a diventare dg delle due Asl abruzzesi, professionalità di indubbio spessore provenienti da tutta Italia.

C'è Antonio Bray, ex direttore sanitario della Asl di Viterbo, e attuale direttore dipartimentale di Telemedicina del San Camillo Forlanini di Roma, nonchè consulente della commissione Igiene e Sanità del Senato. II siciliano Salvatore Brugaletta, direttore generale della Asl di Cuneo in Piemonte, ed ex commissario della Azienda sanitaria provinciale di Siracusa. Ed anche Joseph Polimeni, direttore generale della Asl di Matera, in passato commissario straordinario del policlinico Umberto I, direttore generale della Asl di Lucca, commissario ad acta per il piano di rientro dal disavanzo sanitario della Regione Campania

Monica Calamai di direttore dell'ospedale Misericordia di Grosseto, ex direttore generale della Usl di Livorno, Sabrina Cenciarelli, coordinatore dell'area economica, finanziaria e della committenza della Asl Roma 2 ed ex direttore amministrativo della Asl Roma C. Vincenzo Ciamponi, direttore amministrativo dell'Azienda socio sanitaria territoriale Bergamo ovest, dopo aver ricoperto lo stesso ruolo in numerosi ospedali lombardi. Gianni Genga, dal 2015 direttore generale Istituto nazionale ricovero e cura anziani (Inrca) e ancor prima direttore generale dell'azienda sanitaria unica regionale delle Marche.

C'è poi Gilberto Gentili, direttore medico dell'area vasta 02, dell' azienda sanitaria unica regionale delle Marche, Francesco Ghelardi, direttore amministrativo della Usl Toscana Sud est, e ancor prima direttore amministrativo della Usl di Siena. Stefano Lorusso direttore amministrativo dell'Azienda per la tutela della salute della Regione Sardegna, ed ex dirigente della Regione Basilicata,

Mauro Maccari responsabile dell' organizzazione delle cure e percorsi di cronicità dell'assessorato diritto alla salute e Welfare della Regione Toscana, Isabella Mastrobuono, coordinatore tecnico dell'Agenas, del gruppo nazionale di lavoro per la stesura delle linee di indirizzo per il potenziamento e l'armonizzazione dell'assistenza primaria e le cronicità'', ed ex direttore generale della Asl di Frosinone. Nadia Storti, direttore sanitario dell'azienda sanitaria unica regionale delle Marche ex direttore sanitario degli Ospedali riuniti di Ancona, Roberta Volpini, direttore amministrativo dell'azienda ospedaliera Santi Antonio e Biagio e Cesare Arrigo di Alessandria, ex direttore amministrativo dell'Estar, la centrale di committenza delle aziende sanitarie della Regione Toscana.

L'elenco è stato pubblicato sul sito della Regione Abruzzo, ed è il risultato della prima scrematura dei 39 candidati che avevano risposto al bando scaduto il primo marzo, e poi riaperto fino a fine giugno, per disinnescare il ricorso al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, da parte di Antonio Paone, direttore della Asl Roma 2, escluso dai papabili perché il bando originario prevedeva il limite di età a 65 anni, quando però Paone aveva 64 anni al momento di presentare la domanda.  

Paone, dopo il ricorso, è stato convocato per il colloquio,  ma ha ritenuto di non partecipare alla selezione in quanto non più interessato ad una eventuale nomina.

La commissione che ha effettuato la selezione era composta da Giampaolo Grippa in quota all’Agenas, dal neo direttore del Dipartimento della presidenza della Giunta e dei rapporti con l’Europa, Emanuela Grimaldi, per conto della Regione, e dal preside della facoltà di Veterinaria dell’università di Teramo, Augusto Carluccio, in quota all’università.



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