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NON SOLO QUOTE ROSA: A MOZZAGROGNA DURO SCONTRO SU OPERE PUBBLICHE AL PALO

Pubblicazione: 10 ottobre 2019 alle ore 07:22

CHIETI - "A quattro mesi dall’insediamento noi non abbiamo visto delibere riguardanti il piano sociale, la revisione del piano regolatore, l’ampliamento del servizio di video-sorveglianza, non abbiamo visto iniziative riguardanti l’ambiente. Non c'è certezza sullo stato dell'arte di importanti opere, come il Polo culturale, sulla messa in sicurezza delle scuole, delle strade, il rifacimento della piazza".

Un attacco frontale al sindaco di centrosinistra Tommaso Schips, quello di Tradizione e futuro, gruppo di minoranza al comune di Mozzagrogna, in provincia di Chieti, capeggiata da Filippo Manci, dirigente dell'Unità operativa complessa investimenti, patrimonio e manutenzione dell'Asl Lanciano-Vasto-Chieti.

Manci è già stato sindaco di Mozzagrogna, ed anche consigliere provinciale di Alleanza Nazionale. 

La sua notorietà è dovuta anche al fatto che è stato rup del complesso e tormentato iter del project financing del nuovo ospedale di Chieti, proposto dalla Maltauro. Manci è stato poi estromesso dall'ex presidente Luciano D'Alfonso, a causa dei ritardi per la dichiarazione di pubblico interesse e per l’atteggiamento considerato “non collaborativo".

Mozzagrogna a sua volta si è meritata i riflettori, per la vicenda del mancato rispetto della norma delle quote rosa, a seguito della nomina in giunta di due assessori maschi, Giovanni Rapino e Salvatore Fedele, adottata il 15 giugno scorso dal sindaco Schips. A dare battaglia contro queste nomine sette giovani ragazze, alcune ancora studentesse, assistite dall'avvocato Matteo Di Tonno, e che hanno proposto ricorso al Tar contro il decreto sindacale. Argomentando che seppure le due consigliere elette hanno, con due brevi note, dichiarato la non disponibilità ad assumere l'incarico, lo Statuto prevede, per ottemperare al dettame delle quote rosa, la possibilità che la carica di assessore venga assunta anche da personalità non elette.

E' questo è solo una dei fronti d un conflitto che si fa sempre più acceso, dopo il consiglio comunale dell'8 ottobre in cui sono state illustrate linee programmatiche dell’amministrazione, bocciate dall'opposzione. 

"Il gruppo consiliare Tradizione e Futuro - ha incalzato Manci - non può che augurarsi che quanto programmato venga poi effettivamente realizzato. Nel contempo si rileva che a 4 mesi dall’insediamento della nuova amministrazione, che peraltro vede il Sindaco in continuità da 10 anni, la proposta odierna altro non è che la fotocopia del programma elettorale delle ultime elezioni, a sua volta in parte fotocopia dei programmi amministrativi precedenti. Ci saremmo aspettati in questa seduta che il sindaco - proseguono - ci rendesse conto di quanto è stato effettivamente realizzato e di quali sono le priorità per il prossimo quinquennio rispetto all’ambizioso programma che ci propone, per il quale ci chiediamo se esiste o è stata prevista la copertura economica". 

In particolare Tradizione e Futuro vuole sapere "in modo preciso se l’adeguamento sismico delle scuole è davvero stato effettuato, e vorremmo essere edotti della relativa certificazione, così come vorremmo sapere in modo inequivocabile quali sono le strade che l’amministrazione intende percorrere per trovare una soluzione logistica definitiva all’annosa questione della Scuola Secondaria di primo grado. In merito alla realizzazione del cosiddetto Polo culturale, che dovrebbe essere costituito dal Centro Polivalente La Fonte e dallo spazio teatrale all’aperto di Villa Romagnoli, prevista per la fine del corrente anno, vorremmo sapere, visto che la data sta per scadere, lo stato dell’arte delle opere. Sappiamo che il Centro Polivalente La Fonte è stato recentemente utilizzato per la selezione dei candidati al posto di Collaboratore Amministrativo del Comune di Mozzagrogna, e a tal proposito vorremmo capire se lo spazio è stato collaudato e come mai sia stato utilizzato prima che ci fosse l’inaugurazione che tutti si sarebbero aspettati". 

Ci sono poi gli attesi interventi sulla piazza del paese, e sulla viabilità.

"Altro argomento di interesse è l’opera che dovrebbe cambiare il volto della piazza di Mozzagrogna, ci chiediamo, e speriamo in una risposta, a che punto è lo stato di avanzamento dei lavori per il rifacimento di Piazza san Rocco, visto che il Consiglio non è mai stato informato in modo dettagliato. L’ultima riflessione riguarda le strade rurali del territorio comunale:vorremmo conoscere i dettagli del ricorso al Tar contro la Regione per la non ammissione al finanziamento dei fondi per la messa in sicurezza delle strade rurali. A quattro mesi dall’insediamento noi non abbiamo visto delibere riguardanti il piano sociale, la revisione del Piano Regolatore, l’ampliamento del servizio di video-sorveglianza, non abbiamo visto iniziative riguardanti l’ambiente. Ci auguriamo che ci siano sfuggite, in tal caso confidiamo nella benevolenza dell’amministrazione che potrà portarci a conoscenza delle azioni di governo compiute fino ad oggi", conclude Manci. 

 



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