NOTTE DEI RICERCATORI: 30 MILA PERSONE
A L'AQUILA, ASTRONAUTI E BALLI SULL'ACQUA

Pubblicazione: 30 settembre 2017 alle ore 19:04

Notte dei Ricercatori 2017 L'Aquila
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L’AQUILA - Tra scienza, ricerca, esperimenti per grandi e piccoli, collegamenti con una stazione spaziale, musica, giochi e divertimento, in un centro storico dell’Aquila blindato con misure antiterrorismo e barriere antiterrosismo agli ingressi della città, oltre 30 mila persone hanno invaso le vie del capoluogo, fino a tarda ora per la quarta Notte europea dei ricercatori.

Un successo indiscutibile anche per questa edizione, che ha superato ogni aspettativa degli enti che coordinano l’evento: i Laboratori nazionali del Gran Sasso (Lngs) e il Gran Sasso Science Institute (Gssi) per lo Sharper (Sharing researchers' passion for engagement and responsibility), che si svolge in contemporanea in altre quattro città, Perugia, Ancona, Cascina (Pisa) e Palermo e l’Università dell’Aquila, che ha affiancato all'evento una manifestazione parallela creata ad hoc, l'Univaq Street Science.

"Ci riempie il cuore vedere così tanta gente per le strade del centro storico aquilano, attratta dalla ricerca - ha spiegato ad AbruzzoWeb Eugenio Coccia tra gli autori della scoperta delle onde gravitazionali e della prima osservazione dei buchi neri, rettore del Gssi e anche autore di un evento sul palco con la direttrice della Sinfonica Luisa Prayer - Questa è anche un po’ la festa dei ricercatori ed è bello vedere che, alla fine di questa serata, sono tutti molto soddisfatti, anche se esausti”.

L'evento è partito in mattinata ed è proseguito fino a tarda notte con tanti gli appuntamenti dedicati a grandi e piccoli.

Tra i più seguiti “Dance on the fluid”, che si è svolto nella fontana, rimessa in funzione solo qualche mese fa, che affianca il Gssi e che ha fatto camminare sull’acqua il pubblico, tra lo stupore dei bambini e il divertimento degli adulti.

“Un'iniziativa davvero bella e divertente - hanno spiegato due studentesse d’ingegneria dell’Aquila - avevamo pensato che solo i bambini potessero farlo, ma appena abbiamo visto che era per tutti ne abbiamo approfittato”.

Le ragazze  si sono dette molto soddisfatte dello Sharper e hanno spiegato che “è un’occasione anche per  passare tra le vie della città, che non rivedevamo da diverso tempo e poi il fare gruppo, vedere la collaborazione tra le persone, il relazionarsi con persone che non si conoscono, è tutto molto interessante: la scienza diventa un gioco e in questo modo si riescono ad attrarre anche i più piccoli”.

La giornata è proseguita con il pop up show nell’appena restaurato palazzo Camponeschi, che ha permesso agli studenti di vedere esperimenti di laboratorio, di conoscere i segreti dei droni, tra spettacoli di magia e realtà virtuale.

“Tutta questa gente che ha partecipato ci fa capire che L’Aquila funziona: è davvero entusiasmante - ha dichiarato la rettrice dell’Università aquilana, Paola Inverardi - Il senso di essere parte della città in modo così spontaneo, così giocoso, ci ripaga di tutto il nostro lavoro. Questa città ha un futuro, è questo il nostro futuro, è per le strade questa sera con i bambini i ragazzi, con la voglia di contare di esserci e di partecipare”.

Soddisfatto anche il vice presidente della Regione Abruzzo, Giovanni Lolli, che ha sottolineato quanto sia importante valorizzare eccellenze nostrane, come l’Università, i Laboratori e il Gssi: “Veramente molto bella la realtà della notte dei ricercatori, è l'esempio di come questa città dovrebbe essere e speriamo sarà - ha auspicato - Abbiamo delle cose fenomenali nel nostro territorio, dovremmo saperle valorizzare di più e guardare le cose che abbiamo, oltre giustamente a lamentarci per quello che non abbiamo”.

L’archeologo Simone Gianolio ha spiegato il forte legame tra storia e tecnologia, due settori che “vanno a braccetto”: “Utilizziamo spesso tecnologie che non sono state pensate inizialmente per l'archeologia, ma che abbiamo imparato ad adattare a questo ambito - ha spiegato -ne sono un esempio i droni, che noi usiamo per la fotografia aerea a bassa quota al posto degli aereoplani, molto più costosi e meno precisi”.

E sempre i droni sono stati al centro di un’altra iniziativa, all’Auditorium del Parco, con il pilota-istruttore di elicotteri e droni, Mauro Di Palma. "In un’ottica di sicurezza e alla luce degli attacchi terroristici che hanno colpito e stanno colpendo l'Europa, posso dire - ha dichiarato il pilota – che, come tutte le innovazioni, possono essere utilizzate in maniera utile o per far del male, non dipende dalle macchine, dipende sempre dall'uomo. Il drone può essere utilizzato per l'antincendio, per fare fotografie da usare nei vari ambiti, nel campo agricolo, in quello storico-artistico, per la ricerca di dispersi in mare o in montagna, oppure può essere usato da terroristi per creare disagi e morte”.

Tra i protagonisti indiscussi di questa quarta edizione, l’astronauta Paolo Nespoli che, in collegamento dallo spazio, ha voluto salutare in diretta L’Aquila e, seppur a molti chilometri di distanza, partecipare alla Notte dei ricercatori.

A collegarsi con la stazione spaziale due studenti dell’Università, guidati da Piero Tognolatti, professore di campi elettromagnetici all’Aquila: “È la prima volta che un astronauta rivolge un saluto agli aquilani, poi lo ha fatto durante la notte dei ricercatori, il che lo rende ancor più importante - ha detto - Io ho avuto l'onere e l'onore di coordinare gli eventi, per quanto riguarda l'Università, e posso dire, con molta soddisfazione, che tutto è andato bene, la notte è riuscita alla perfezione e abbiamo avuto Paolo Nespoli tra gli ospiti, che ha salutato tutti gli aquilani”.

In piazza Duomo, invece, ha attirato l’attenzione della cittadinanza lo stand della Polizia di Stato, con una Lamborghini fiammante del corpo: un’occasione per far conoscere da vicino tutte le attività svolte dalla Polizia, soprattutto nel campo della scientifica.

Grande successo anche per l’Ingv, l’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, che con una serie di incontri informativi durante il pomeriggio, ha voluto ricucire il rapporto con i cittadini, che dopo il sisma del 2009, hanno preso dimestichezza con i temi legati al terremoto, ma che spesso ne ignorano tutte le dinamiche nella loro interezza.

“Negli ultimi appuntamenti con la notte dei ricercatori abbiamo avuto un'ottima risposta da parte della cittadinanza, il nostro rapporto con L'Aquila a volte è stato un po’ problematico - ha raccontato Giuliano Milano, ricercatore sismologo all'Ingv - ma noi facciamo del nostro meglio per avere un buon rapporto con la popolazione e mi sembra che questo i cittadini l'abbiano capito”.

Il riferimento è alle accuse dei cittadini, anche e soprattutto attraverso i social, sulle magnitudo “ballerine”, che seguono gli eventi sismici, il ricercatore ha robadito che non c'è in atto alcun 'complotto': “I dati vengono analizzati in un tempo di emergenza, che ci viene dettato dalla protezione civile - ha concluso - Per avere la magnitudo definitiva bisogna fare delle analisi più sofisticate che, inevitabilmente, richiedono più tempo; posso garantire che in atto non c'è alcuna cospirazione!”.

All’Auditorium del Parco del Castello, nel tardo pomeriggio, sono stati protagonisti i Robot e i Cyborg degli anime giapponesi: dal “Grande Mazinga” a “Goldrake”, il critico cinematografico aquilano, Piercesare Stagni, ha voluto ripercorrere le nuove tecnologie attraverso i cartoni, spesso anticipatori di quello che poi è stato creato. “I cartoni, soprattutto quelli giapponesi, hanno anticipato molte delle tecnologie che oggi conosciamo - ha affermato - senza Mazinga, o Goldrake, nessun drone, robot o altro, oggi sarebbe stato creato”.

Questo evento è stato seguito da una reinterpretazione della scienza attraverso la musica, un esperimento interdisciplinare creato ed eseguito dal rettore Coccia e dalla direttrice artistica dell’Isa Prayer, con “Note nel cosmo”. “Ho pensato di suonare pezzi molto brevi per interagire al meglio con la scienza - ha spiegato la Prayer - per riuscire a rappresentare al meglio, anche attraverso la musica, sia l'infinitamente grande, che l'infinitamente piccolo. È un esperimento per rendere la scienza più semplice e divertente, attraverso le note”.

A palazzo Fibbioni è stato ospite, tra gli altri, il direttore della Reggia di Caserta, Mauro Felicori, che ha voluto condividere con la città la sua esperienza: “Con la riforma voluta dal ministro Dario Franceschini, la Reggia è diventato un museo autonomo, che ha dovuto, quindi, funzionare come un'azienda, il nostro modello ha funzionato e il numero di visitatori ne è la conferma - ha aggiunto - All'Aquila ho voluto portare la mia esperienza, poiché il museo di Caserta è diventato un piccolo caso di studi per il successo che abbiamo ottenuto in termini di pubblico”.

L’Aquila ha risposto alla grande, con un centro storico preso d’assedio, unica nota stonata, in una notte di grande divertimento, un gruppo di lavoratori della Intecs, l’azienda che il 19 settembre scorso ha comunicato all'assessore regionale Giovanni Lolli, la volontà di chiudere il laboratorio aquilano e licenziare i dipendenti. Tra le vie della città gli uomini e le donne a rischio licenziamento hanno consegnato dei volantini per spiegare alla cittadinanza cosa sta succedendo, con il titolo “Dalle stelle alle stalle”.

Per rappresentanza sindacale unitaria (Rsu) della Fiom-Cgil Umberto Innocente ed Elvira De Sanctis. “Siamo venuti in questa notte che mette in evidenza la ricerca per dire che non esiste solo quella scientifica e universitaria, ma c'è anche quella industriale - ha dichiarato Innocente - che in questi anni è stata totalmente distrutta”.

Fa il punto la De Sanctis, che spiega il motivo per cui l’azienda non ha una commessa: “Da mesi non abbiamo nessuna commessa perché l'azienda non è stata capace di portare attività su questo sito, addirittura ha dichiarato che le competenze che abbiamo all'Aquila sono troppo alte e troppo specializzate e per questo non sarebbe in grado di trovare lavoro - conclude - siamo con una procedura di licenziamento collettivo, con conseguente chiusura della sede aquilana e nell'arco di tre mesi noi saremo licenziati, tutti!”.



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