L'ASSESSORE CUZZI RILANCIA IDEA CANTAGALLO, CHIESTA CACCIATA DI ENTRAMBI
IL FORZISTA SOSPIRI: ''CONSEGUENZA INEVITABILE'' MA PAGANO: ''E' RIDICOLO''

NUOVA PESCARA CAPOLUOGO: IL PD A PEZZI,
SI SPACCA FORZA ITALIA E D'ALFONSO TACE

Pubblicazione: 14 novembre 2017 alle ore 10:01

Una veduta di Pescara

PESCARA - "Ritengo giusto e naturale che la Nuova Pescara (il comune che dovrebbe nascere dalla fusione tra Pescara, Montesilvano e Spoltore, ndr) divenga il capoluogo di regione. Senza campanilismi di sorta e senza voler nulla togliere all'Aquila e alla necessaria spinta che la politica deve continuare a imprimere per il suo ritorno alla normalità e alla bellezza".

Parole di Giacomo Cuzzi, nome che agli aquilani dirà poco ma che corrisponde a quello dell'assessore comunale di Pescara che ha totalizzato 854 preferenze alle elezioni e fa parte dell'assemblea nazionale del Partito democratico, che arrivano dopo quelle, già fragorose, del segretario del Pd ed ex sindaco di Montesilvano, Enzo Cantagallo.

Le affermazioni di quest'ultimo, contenute in una nota diffusa sabato scorso, hanno fatto passare un brutto fine settimana ai dem, con il segretario regionale Marco Rapino costretto a smentire frettolosamente, relegando quella di Cantagallo a "posizione personale e non del partito", e gli esponenti aquilani del partito che sono arrivati a evocare i moti del 1971, quando servirono tre giorni di scontri di piazza per ottenere il riconoscimento di capoluogo regionale.

E ora, quelle di Cuzzi, già rimbalzate sui social, hanno fatto ripartire il tam-tam di commenti al vetriolo a cui sono seguite reazioni istituzionali, pubblicate tutte sotto.

Secondo alcuni, nonostante le prese di posizioni "ufficiali" del Pd, le dichiarazioni in ordine sparso di esponenti più o meno importanti del partito sono parte di uno stesso disegno che mira a rimettere in discussione il ruolo dell'Aquila capoluogo.

Silente, fino ad oggi, il presidente della Regione Luciano D'Alfonso, che secondo quanto appreso da AbruzzoWeb dovrebbe diffondere una nota nelle prossime ore.

Bailamme per ora circoscritto al centrosinistra, con il centrodestra che resta strategicamente alla finestra, al netto del sindaco dell'Aquila Pierluigi Biondi, che si è limitato a bollare come "farneticazioni" le parole di Cantagallo, salvo oggi tornare sull'argomento con una nota in cui accusa il Pd di dare vita ad un "indecente spettacolo". (m.sig.)

LOLLI, ''E' MOSSA CONTRO D'ALFONSO, MA CAPOLUOGO E' E RESTA L'AQUILA''

"Ritengo gravissime e scellerate le affermazioni di questi giorni dei signori Cantagallo e Cuzzi", le parole di Giovanni Lolli, aquilano, esponente del Partito democratico, vice presidente della Giunta regionale d'Abruzzo

"Ho quattro considerazioni da fare in merito - dice Lolli - La prima è che abbiamo come regione Abruzzo molti problemi seri che riguardano l’occupazione, io tutti i giorni in prima persona sto nelle fabbriche con i lavoratori per affrontare le numerose vertenze e le difficili crisi industriali che affliggono il nostro territorio, proprio ieri per esempio sono stato a Pescara con gli albergatori e i balneatori massacrati dalla direttiva Bolkestein per ascoltarli e tutelare il turismo regionale, tuttavia non vedo particolare attenzione da parte di esponenti politici anche del Pd su queste questioni che sono reali e incidono veramente sulla vita degli abruzzesi. La polemica del capoluogo, piuttosto, appare una sorta di divagazione ridicola rispetto alle esigenze della gente".

"La seconda considerazione - prosegue - è quella ahimé che si raccontano bugie, non si può spostare il capoluogo di regione per legge, chi dice il contatto racconta fesserie ai cittadini".

"La terza è che sono stupefatto dalla leggerezza e dall’incoscienza con la quale si sta trattando una questione che sta avendo serie ripercussioni sul delicato equilibrio politico abruzzese", afferma ancora il vice presidente della Giunta regionale.

"Penso, infine, che questa iniziativa sia mossa contro il presidente Luciano D’Alfonso e per compromettere il percorso legislativo della Grande Pescara, ho apprezzato l'equilibrio politico con il quale il presidente della Regione ha affrontato questa delicata questione del referendum sulla già citata Grande Pescara".

"Il capoluogo della Regione Abruzzo è e resta L'Aquila - dice ancora Lolli - la determinazione del popolo aquilano si è vista nel ribadirlo non solo 46 anni fa (nel 1971 si scatenarono i Moti aquilani in difesa del capoluogo, ndr), ma anche più recentemente, nel 2009 quando qualcuno voleva spostare alcuni strategici uffici da qualche altra parte, quella scellerata decisione fu contrastata energicamente da tutti gli esponenti locali del Pd con in testa l'allora sindaco Massimo Cialente".

"Quindi queste affermazioni sono un monumentale errore politico frutto della leggerezza e della mancata conoscenza della storia abruzzese. Sono convinto che il Pd e i suoi rappresentanti si debbano occupare di cose serie, Cantagallo e Cuzzi in testa. La demagogia e le bugie siderali che anticipano le campagne elettorali vanno lasciate ad altri", conclude. 

RAPINO DOMANI A L'AQUILA; D'ALFONSO PER ORA TACE

Il segretario regionale del Partito democratico, Marco Rapino, sarà domani all'Aquila per incontrare i media e chiarire la posizione dei dem sulla questione del capoluogo di Regione, riaperta dagli interventi 'eretici' di due esponenti, il segretario comunale di Montesilvano, Enzo Cantagallo, e l'assessore comunale pescarese Giacomo Cuzzi.

Posizioni personali, secondo l'establishment dem, per il quale il tema non è nell'agenda politica, come spiegato nelle varie dichiarazioni ad AbruzzoWeb.

Sul tema tace il presidente della Regione, Luciano D'Alfonso, chiamato in causa direttamente da Cantagallo, anche se, da quanto appreso, oggi potrebbe rilasciare una nota stampa sul tema.

Come anticipato da questo giornale, domattina, alle ore 10.30, all’Aquila, nella sala “Fabiani” di palazzo dell’Emiciclo, si svolgerà la conferenza stampa indetta dal gruppo del Partito democratico in  Consiglio regionale sui temi della Nuova Pescara e della legge L’Aquila Capoluogo.

Due provvedimenti che si incrociano tra loro e che si inseriscono nel dibattito scatenato da alcuni esponenti dem sul ruolo di capoluogo di Regione che dovrebbe andare a loro dire alla Nuova Pescara qualora la fusione con Montesilvano e Spoltore fosse conclusa, posizione osteggiata dal partito regionale.

All’incontro con la stampa saranno presenti Marco Rapino, segretario regionale del partito, Sandro Mariani, capogruppo che ha chiesto le dimissioni degli ‘eretici’, Silvio Paolucci, assessore regionale, Giuseppe Di Pangrazio, presidente del Consiglio regionale, Pierpaolo Pietrucci, consigliere regionale, Camillo D’Alessandro, consigliere e presidente regionale del partito, Stefano Albano, segretario comunale aquilano e e consigliere, Massimo Cialente, ex sindaco del capoluogo, Americo Di Benedetto, consigliere comunale, Francesco Piacente, segretario provinciale.

SI SPACCA ANCHE FORZA ITALIA

Dopo il Partito democratico, si spacca anche Forza Italia abruzzese sulla richiesta di attribuzione del ruolo di capoluogo di Regione alla Nuova Pescara, qualora si concretizzasse la fusione della città adriatica con i Comuni di Montesilvano e Spoltore.

“La proposta del responsabile dem per Montesilvano Enzo Cantagallo, sull’eventuale attribuzione alla Nuova Pescara del titolo di capoluogo di Regione, merita attenzione e considerazione”, scrive infatti in una nota il capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale, Lorenzo Sospiri.

Una posizione del tutto diversa da quella del coordinatore regionale forzista, Nazario Pagano, che ad AbruzzoWeb dichiara: “È una cosa perfino ridicola discutere adesso di capoluogo di Regione, non è proprio una questione all’ordine del giorno.

SOSPIRI: “PESCARA CAPOLUOGO INEVITABILE CONSEGUENZA”

Nella sua nota, Sospiri rileva che “già oggi Pescara è indiscutibilmente il motore economico della Regione Abruzzo, con 117 mila abitanti che, durante il giorno, diventano il triplo. È evidente che, dopo la fusione con Spoltore e Montesilvano - prosegue - diventerà la città anche numericamente più importante, assumendo un’estensione geografica e una potenzialità economica che non possono esonerarci dal ripensare anche il suo ruolo istituzionale”.

“È nostro dovere vagliare le nuove opportunità offerte da tale operazione, invitando i fratelli aquilani a evitare campanilismi e posizioni di pregiudizio - sostiene - Comprendiamo, ovviamente, l’evidente imbarazzo del Pd che governa la Regione Abruzzo rispetto alla fuga in avanti di un incontrollabile Cantagallo, ma ci meraviglia che l’accorto governatore D’Alfonso, il grande regista della rivoluzione geografica del nostro territorio, si sia dimenticato di considerare tale inevitabile conseguenza”.

Secondo il capogruppo forzista, “la politica aquilana sinora aveva probabilmente considerato la costituzione della Nuova Pescara come un problema tutto pescarese, un passatempo per la politica costiera. E invece così non è”.

“Prima di bollare come ‘farneticazioni’ le considerazioni avanzate da Cantagallo, scaricato in meno di 48 ore da tutta la compagine dirigenziale del Pd, dal segretario cittadino di Pescara Di Pietrantonio al regionale Rapino, passando dall’assordante silenzio del governatore D’Alfonso, a eccezione dell’assessore Cuzzi -ricorda - ritengo sia necessario aprire una riflessione”.

“La fusione con Spoltore e Montesilvano ci porterà a superare i 200 mila residenti, e, con ogni probabilità, le 400 mila presenze quotidiane, specie se pensiamo al turismo estivo su Montesilvano, e sul ruolo storico di Spoltore - insiste Sospiri - Questi dati, ovviamente, non possono risolversi solo con un vezzo statistico, ma hanno bisogno di una traduzione istituzionale che deve indurre la classe politica e dirigenziale a ripensare i ruoli sull’intero territorio regionale”.

“Era scontato che una proposta del genere sollevasse la guerra di campanile dell’attuale capoluogo di Regione e dei suoi abitanti - sottolinea Sospiri - e ancora una volta sottolineo l’assenza totale di una governance di tale processo, ovvero di quella mediazione politica che sappia decidere non sulla base di spinte interne e di malpancismi, ma piuttosto nell’interesse di un’intera regione”.

E adesso Sospiri aspetta D’Alfonso: “È evidente che una posizione dovrà assumerla, e la sua parola si tradurrà o nella destituzione dalla dirigenza Pd del segretario Cantagallo o nella scissione dell’atomo della sua malconcia maggioranza regionale”.

“Forza Italia, dal canto proprio ritiene che una riflessione in tal senso vada fatta”, conclude Sospiri.

PAGANO: “ASSETTO ISTITUZIONALE DEFINITO E DEFINITIVO”

“Un esponente del Pd pensa di rilanciare questa idea? Cade nel vuoto - sbotta invece Pagano - Il tema della fusione di Pescara, Montesilvano e Spoltore, creando una città più ampia, nulla ha a che vedere con la vicenda del capoluogo di Regione, che è L’Aquila e resterà L’Aquila: una vicenda che proprio non è all’ordine del giorno”.

“D’altro canto, il progetto di fusione non riguardava le potenzialità economiche che possono derivare ed essere utili a tutta la regione, L’Aquila compresa - precisa il segretario Fi - Nulla a che vedere con l’assetto istituzionale che è definito e definitivo e nulla ha a che vedere con questa vicenda”.

Per Pagano il silenzio di D’Alfonso non ha significati particolari: “Non lo so ma non credo, penso sia sufficientemente intelligente da capire che anche solo discutere e parlarne è fiato sprecato”, conclude.

MORELLI: BRAVO PAGANO, SOSPIRI IMPROVVIDO

“Ringrazio il coordinatore regionale di Forza Italia Pagano per la tempestiva presa di posizione sulla ridicola e grottesca vicenda del capoluogo di regione. Consiglio agli improvvidi esponenti politici (compreso qualcuno del mio partito) pescaresi di evitare strumentalizzazioni inutili e dannose al solo scopo di racimolare qualche consenso”.

Lo scrive in una nota Stefano Morelli, coordinatore comunale di Forza Italia, replicando agli interventi del coordinatore regionale forzista, Nazario Pagano, e del capogruppo in Consiglio regionale, Lorenzo Sospiri, che hanno espresso posizioni opposte sul tema della Nuova Pescara capoluogo di Regione, tirato fuori da alcuni esponenti del Partito democratico.

“Dopo il sisma si è creato un sentimento di forte solidarietà tra le nostre città e la pochezza politica di qualcuno rischia di vanificare tutto il ben fatto - protesta Morelli - facendoci tornare a un clima di difesa del campanile che danneggerebbe tutta la regione”.

“Domando invece a D’Alfonso e al Pd perché, mentre va avanti il progetto della Nuova Pescara, la legge su L’Aquila capoluogo sia colpevolmente ferma”, conclude polemicamente.

LE REAZIONI

PIETRUCCI-MARIANI, "PRONTI A CHIEDERE DIMISSIONI DA PD DI CANTAGALLO E CUZZI"

"Il chiarimento riguardo alle parole quanto meno avventate di Enzo Cantagallo e di Giacomo Cuzzi, di entrambi siamo pronti a chiedere le immediate dimissioni dal Partito democratico, lo ha dato la storia e così sarà per sempre. Il capoluogo di Regione Abruzzo è L’Aquila, e questa è ovviamente anche la posizione del gruppo del Partito democratico in Consiglio regionale".

Lo dicono in una nota congiunta i consiglieri regionali Pierpaolo Pietrucci e Sandro Mariani, quest'ultimo capogruppo.

Al contrario di quanto afferma la nota, secondo quanto appreso, le dimissioni sarebbero state effettivamente chieste dal consigliere regionale.

Tanto che, in caso di mancata cacciata dei due 'eretici' dai dem, Pietrucci sarebbe pronto ad abbandonare lui stesso le insegne del Pd.

"Ci interessa oggi chiarire e sottolineare più che rispetto a un problema e a una contesa che non esiste, alle possibilità e alle opportunità che possono derivare dal ruolo dell’Aquila all’interno del sistema regionale".

"L’Aquila, in quanto punto di riferimento naturale di tutte le aree interne della Regione, non può e non deve limitare la sua ambizione allo scontato mantenimento di uno status che rischia di rimanere limitato se non ininfluente nell’ottica dello sviluppo. Il capoluogo di Regione può e deve diventare il cardine di un nuovo sviluppo regionale, in cui i diversi territori giochino ruoli diversi e complementari. L’esempio chiave arriva dal turismo, dove al modello classico costiero può aggiungersi quello della bellezza e dell’attrattività paesaggistica, montana e culturale delle zone interne della Regione, arrivando a costruire una offerta integrata utile a fare crescere finalmente un marchio Abruzzo (un connubio unico mare e montagna). Il lavoro dell’esecutivo regionale e della maggioranza deve andare in questa direzione, l’unica possibile dopo i brutti colpi arrivati seguito delle ripetute catastrofi naturali".  

"Fondamentale per sviluppare questa visione oltre alla promozione in senso stretto (l’appena nata Film commission sarà in questo senso fondamentale), lo sviluppo del sistema infrastrutturale. Solo territori collegati e centrali possono dispiegare appieno le proprie potenzialità. Una parte importante di investimenti comunitari, statali e regionali si sono concentrati proprio sul potenziamento e lo sviluppo dell’Aquila e delle aree interne". 

"La velocizzazione dei collegamenti stradali e ferroviari con Pescara è un punto, che fa il paio con l’ammodernamento della tratte stradali di collegamento con il Lazio che rendono L'Aquila baricentrica sull'asse mediano nei legami con Roma, a cui si aggiungono gli investimenti per gli il miglioramento degli impianti sciistici e l’ingente quota di risorse stanziata, in parte anche dal Cipe, per la pista ciclabile della Valle dell’Aterno, per le vie ferrate del Gran Sasso, per l'impiantistica sportiva, per la Montagna: sono esempi di investimento che mettono assieme la dimensione infrastrutturale con quella turistica, moderne e innovative opportunità per creare economie stimolate e facilitate dalle bellezze dei luoghi e paesaggi. Non è che all'Aquila serve l'Abruzzo, è all'Abruzzo che serve L'Aquila (capoluogo di Regione, capitale dell'Appennino)".

ALBANO, "PERSONAGGI IN CERCA D'AUTORE, SI DIMETTANO DAL PD"

"Enzo Cantagallo e Giacomo Cuzzi sono personaggi in cerca d’autore. Siamo francamente stufi di questo tipo di approccio alla politica, improntata alla ricerca di visibilità mediatica con uscite e prese di posizione personali giocate sulle pelle dell’Abruzzo e degli abruzzesi. A questo proposito chiediamo le dimissioni di Cantagallo e di Cuzzi dal Partito democratico: il Pd regionale sta portando avanti con serietà una linea opposta, che lungi dal puntare a rinfocolare le sterili polemiche di campanile è al lavoro per lo sviluppo di tutta la Regione".

Così in una nota il segretario del Pd e consigliere comunale dell'Aquila Stefano Albano, dopo le affermazioni dei suoi colleghi di partito per i quali il capoluogo di regione dovrà essere la Nuova Pescara, comune di prossima istituzione con la fusione della città adriatica con i limitrofi Montesilvano e Spoltore.

"Uno sviluppo che deve seguire uno disegno armonico, in cui tutti i poli e i territori abbiano un ruolo. Non sono ovviamente in discussione le opportunità che possono arrivare dalla Nuova Pescara, ma queste opportunità di sviluppo non devono essere giocate sul tavolo della rivalità e della contrapposizione", dice Albano, "se Pescara consolida il suo ruolo di centro economico d’Abruzzo, L’Aquila ha l’occasione di farlo come polo amministrativo e storico-culturale. I nostri sforzi sono concentrati su questo"

"La legge sull’Aquila capoluogo, presentata dal Pd abruzzese, per cui attendiamo a breve una accelerazione nell’iter di approvazione, è uno strumento che serve alla nostra città per svolgere meglio il suo ruolo di capoluogo amministrativo. L’Aquila, anche per la sua vicinanza con la capitale e per l’enorme mole di patrimonio immobiliare pubblico che ha a disposizione, è città amministrativa per eccellenza. La funzione va esaltata e rafforzata". 

"Dalla cultura possono arrivare inoltre nuove opportunità di sviluppo per L’Aquila e per tutto l’Abruzzo, sulla scorta di quanto è avvenuto con l’istituzione della Film commission, dove la nostra città ha messo a disposizione della Regione la sua tradizione e le sue competenze nel campo dell’audiovisivo per attuare un progetto che andrà a beneficio di tutto l’Abruzzo", continua Albano. 

"L’Aquila è poi la naturale cerniera di collegamento della nostra regione con Roma e con tutte le opportunità di crescita e sviluppo che ne derivano, una funzione che va consolidata dal punto di vista infrastrutturale. Su questi aspetti bisogna puntare, tutte vocazioni da consolidare non in un’ottica campanilistica, ma perché necessaria e utile a tutta la regione". 

"L’Aquila non è capoluogo per caso", conclude Albano, "il suo ruolo è stato sancito dalla storia: in questo senso, L’Aquila come capoluogo d’Abruzzo ha un senso anche perché rappresenta l’Abruzzo da un punto di vista dell’identità. Una ragione ulteriore di cui dovrebbero essere sempre coscienti i Cantagallo e i Cuzzi di turno".

BIONDI, "INDECENTE SPETTACOLO DEL PD"

"L’indecente spettacolo a cui sta dando vita il Partito democratico,  alimentando uno sterile dibattito sulla localizzazione del capoluogo, assume toni sempre più grotteschi".

È quanto ha dichiarato il sindaco dell'Aquila, Pierluigi Biondi, in merito alle prese di posizione di alcuni amministratori in merito alla vicenda del capoluogo di regione.

"Se il sasso lanciato nel melmoso stagno della polemica fine a se  stessa dall’ex sindaco di Montesilvano e segretario locale del Pd,  Enzo Cantagallo, sembrava ai più un’affermazione estemporanea di un 'personaggio in cerca d’autore', come confermato anche dal segretario  regionale democrat, Marco Rapino, la dichiarazione dell’assessore  comunale di Pescara e membro dell’assemblea nazionale del Pd, Giacomo  Cuzzi, impone una riflessione approfondita. Se due indizi fanno una  prova diventa evidente il disegno del principale partito del  centrosinistra, ovvero delegittimare la città capoluogo di regione, è  bene ricordarlo, per storia, legge e non per grazia divina", ha  aggiunto il primo cittadino.

"È singolare che con l’approssimarsi di scadenze elettorali riemergano  sentimenti e pulsioni che denotano la precisa volontà politica di  rinfocolare divisioni e campanilismi che stiamo cercando di superare.  Le sfide del futuro si possono vincere solo se si ragiona come macro  aree e non come piccoli microcosmi destinati a essere dilaniati da  illogiche battaglie fratricide. Detto questo, in ogni caso, non sono  solo i numeri e l’economia a fare un capoluogo ma la somma di gesta,  tradizioni, cultura. Senza, il titolo di capoluogo rimane una medaglia  acquistabile a un mercato di paccottiglia", sottolinea il sindaco Biondi.

"Una cosa molto triste, come lo sciacallaggio messo in atto per  sfruttare le vulnerabilità di un territorio che ha fatto i conti con  due terremoti nel giro di otto anni e contro una città che sta  rinascendo più bella e più forte di prima, nonostante i maldestri  tentativi di spoliazione su sistema sanitario, trasporti o servizi  sociali. Una città che vuole unire i territori e non dividerli, che  punta sullo sviluppo e non sullo scippo, che guarda al futuro mentre  qualcuno si affanna in posizioni, ridicole e anti-storiche", conclude  il sindaco.



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