NUOVA PESCARA: D'ALFONSO PENSA A D'AMICO
MA SINDACI ANCORA SCETTICI SULLA FUSIONE

Pubblicazione: 02 novembre 2017 alle ore 10:30

PESCARA - Il rettore dell'Università di Teramo, Luciano D'Amico, alla guida della Nuova Pescara, il comune frutto della fusione tra il capoluogo adriatico, Montesilvano e Spoltore, che dovrebbe essere realtà dal primo gennaio 2019, dopo una lunga gestazione suffragata anche da un referendum popolare.

È l'idea del presidente della Regione, Luciano D'Alfonso, che secondo un retroscena del Messaggero, sarebbe pronto a candidare l'ex presidente della Tua a sindaco della nuova città.

L'argomento è stato affrontato nei giorni scorsi dal comitato cittadino del Partito democratico di Pescara, al quale è intervenuto anche il governatore, che dopo un iniziale scetticismo sostiene ora con forza l'idea della fusione, cristallizzata da una legge che approderà presto in Consiglio regionale.

Scetticismo che invece mantengono i sindaci.

Quello di Spoltore, Luciano Di Lorito, in una nota è tornato a porre alcuni interrogativi: "È questa la strada più conveniente per i Comuni coinvolti? Gran parte dei risparmi stimati sono i 5 milioni di euro legati al costo del personale: si tratta dunque di un risparmio virtuale di lunghissimo periodo, visto che la creazione di un nuovo Comune dal primo gennaio 2019 non comporterà il licenziamento dei dipendenti di due Comuni su tre".

"Con la fusione il Comune di Pescara non supererà i 250mila abitanti", ha aggiunto, "quindi la popolazione dei tre territori dovrà coprire i costi dei servizi pubblici e delle opere con gli stessi trasferimenti che oggi spettano al Comune più grande, ovvero Pescara, e rischiamo di perdere almeno in parte i trasferimenti di Montesilvano e Spoltore, circa 6 milioni nell'ultimo anno".

Sulla stessa lunghezza d'onda il sindaco di Montesilvano, Francesco Maragno, per il quale è arrivato il momento "di trovare un'alternativa giuridica, e prima ancora politica, alla situazione di grande disagio finanziario in cui versano i bilanci locali. Lo scenario di una grande città metropolitana che dovrebbe nascere dalla confluenza, in un unico organismo pubblico, delle città di Montesilvano, Pescara e Spoltore, non è qualcosa che considero irrealizzabile. Sulla questione dunque il sottoscritto non è silente, non lo è mai stato".

"Ciò che renderà davvero grande la Nuova Pescara non sarà il vestito giuridico che le si vorrà far indossare - scrive Maragno in una nota - ma la capacità di programmazione e di attrazione delle risorse necessarie per far ripartire l'economia locale, valorizzare il nostro territorio ed erogare servizi di qualità ai cittadini. Questo ci viene chiesto, non altro. Scegliamo perciò la strada migliore per non tradire le aspettative".

"Sono dell'idea che il ricorso, anche d'imperio, ad una forma di governo sovralocale - sottolinea ancora il sindaco di Montesilvano - possa avere senso se i singoli Comuni sono incapaci di gestire il proprio territorio. Non mi sembra questo il caso dei tre Comuni destinati ad avviare un processo di fusione. Nelle innumerevoli problematiche che la complessa amministrazione di un Comune implica, piccolo o grande che esso sia, ci sono peculiarità che possono in qualche molto caratterizzare e rendere distintivo questa o quella realtà locale. Arrivo al punto. Modalità di governo, regole di funzionamento di apparati amministrativi che la storia ha plasmato, ha stratificato in maniera difforme gli uni dagli altri, incidendo anche profondamente nella cultura della popolazione locale, non possono essere oggetto di un'algida decisione da pianificare a tavolino".

"La predisposizione di un documento legislativo da parte del Governatore è sicuramente condivisibile. Ciò che però, francamente, mi lascia perplesso - continua Maragno - è il non essere stato mai invitato, insieme ai miei colleghi sindaci, a confrontare le idee su questo importante passo, per poi armonizzarle in seno ad una legge. Vorrei che fosse chiaro che ho un profondo rispetto del voto espresso dalla popolazione di Montesilvano, Pescara e Spoltore a favore di una Nuova Pescara, e come sindaco della terza città d'Abruzzo, per numero di abitanti, non è certo mia intenzione ostacolare una volontà sovrana. Sono però fermamente convinto che la formazione di un governo metropolitano è un atto formale che porta dietro di sé anche una serie di conseguenze sostanziali che, se non analizzate preventivamente, potrebbero far implodere l'idea stessa prima che essa abbia il tempo di concretizzarsi".

Maragno nelle conclusioni, puntualizzando "lo spirito, non solo favorevole alla Nuova Pescara, ma anche collaborativo e trasparente" invita "i colleghi sindaci, e prima ancora il governatore, a ripensare l'approccio verso l'importante futuro che ci aspetta all'insegna della condivisione delle idee".



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