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A RENDERLO NOTO SOCIETA' INTERMEDIAZIONE YARD RE, PROGETTO E' STATO IL SOGNO DELLO SCOMPARSO GIUSEPPE BARATTELLI; POSSIBILI UTILIZZI COME ''CAMPUS UNIVERSITARIO, RESIDENZA SANITARIA O CENTRO POLIFUNZIONALE''

NUOVA REISS ROMOLI: BARATTELLI E DEL BEATO CONCLUDONO ACQUISTO PER 4 MILIONI

Pubblicazione: 03 giugno 2019 alle ore 21:02

L'AQUILA - Ora è ufficiale: l’insediamento dove insisteva la ex scuola superiore Guglielmo Reiss Romoli, nella immediata periferia dell’Aquila, è stata acquistata per circa 4 milioni di euro dalle due famiglie di costruttori aquilani Barattelli e Del Beato. 

Lo comunica con una nota la Yard Re, società di intermediazione immobiliare del Gruppo Yard specializzata nella compravendita e locazione di immobili, con focus su riposizionamento e dismissione di asset ripossessati ex-leasing, o acquisiti in sede di vendita giudiziale. 

L’accordo di vendita è stato perfezionato su mandato di UniCredit Leasing, dopo che i contatti sono proseguiti nel corso dei mesi scorsi. 

Ridare vita all'ex Reiss Romoli, è stato l'ultimo sogno di Giuseppe Barattelli, compianto patron della nota famiglia di costruttori aquilani, morto  l'11 maggio scorso, all'età di 85 anni. E che, giochi del destino, aveva avviato la procedura d'acquisto, pochi giorni prima, dell'enorme struttura, assieme all'amico costruttore Aldo Del Beato.

Acquisizione salutata, nel commosso commiato al grande imprenditore, dal sindaco dell'Aquila Pierluigi Biondi, come "l’ultimo suo gesto d’amore nei confronti della città".

Iniziativa capace di ridare vita ad un complesso realizzato a fine anni '70, abbandonato dal 2015, che nel tempo ha ospitato la scuola di formazione italiana per eccellenza dei manager della Telecom,  un vanto in Italia per la città dell'Aquila, per poi  diventare,  nell'immediato post-terremoto, grazie all'intermediazione del consulente immobiliare Sergio Adriani, la sede del rettorato dell'Università dell'Aquila, della facoltà di Economia e commercio, fino a quando sono tornate agibili le altre sedi di proprietà dell'ateneo.

Un complesso enorme, da 184 mila metri quadrati circa recintati, con dentro sei palazzine da 6 mila metri quadri con 120 camere, una palazzina principale con auditorium da 150 posti, aule didattiche,  per un totale di 11 mila metri quadri, e ancora altre 4 palazzine con 82 camere, piscina,  due palestre, da 4.700 metri quadri, altre tre palazzine un tempo utilizzate per i collegamenti satellitari dall'Alenia Space,  5 campi da tennis, uno basket, un percorso natura di 2 mila metri attrezzato, un campo da calcio, uno da  calciotto, due campi di bocce,  spogliatoi e docce.  Infine l'ampia area verde di colle Macchione, sotto vincolo paesaggistico.

E sopratutto, nell'area dell'ex Reiss Romoli, c'è ancora un lotto fondiario di 100 mila metri quadrati, edificabile con destinazione la realizzazione di scuole, come previsto dal Piano regolatore vigente, ma che è possibile variare, grazie alla cosiddetta "rotazione di servizi".

L’acquisizione, portata ora a termine dalla Società Badel srl, che fa capo alle due famiglie di storici imprenditori aquilani, “va ad aggiungersi alle molteplici operazioni effettuate da Yard re che contribuiranno alla valorizzazione del territorio nazionale”. 

Proprio per la sua conformazione, l’ex Reiss Romoli, che, per anni ha ospitato la scuola di formazione italiana per eccellenza di ingegneri e dirigenti della Telecom, “ben si presterebbe a ospitare un campus universitario, una residenza sanitaria o un centro polifunzionale” – si legge nella nota. 

Una cosa appare certa, a sentire i bene informati: sottesa all'operazione non c'è più l'intenzione di localizzarci un ospedale nuovo di zecca con lo strumento del project financing, cioè con l’apporto determinante dei privati che si accollano gran parte delle spesa, rifacendosi poi dell'investimento con gestione dei servizi, e canoni annuali.

L'ipotesi del project financing ospedaliero è ancora in piedi, ma non vedrà coinvolte le strutture e i terreni della Reiss Romoli.

Storia antica e tormentata, del resto, quella della finanza di progetto, per realizzare un nuovo ospedale a L'Aquila.

Ipotesi avanzata per la prima volta nel 2015 dai veneti della Guerrato, in associazione temporanea d'impresa con la ditta Mancini Srl, per intervenire sul San Salvatore,  con un investimento da 86 milioni di euro, per realizzare parcheggi coperti a pagamento, una zona negozi, una galleria commerciale, parcheggi scoperti gratuiti, cucina e spogliatoi per sale operatorie e mensa, ascensori, cappotto termico e sostituzione infissi, oltre all'adattamento strutturale di quattro edifici. 

Progetto però  bocciato dalla Regione a metà 2017, poi naufragato definitivamente in quanto la Guerrato è finita in concordato preventivo, e acquisita dall'impresa Di Carlo di Pescara

Contrarissimi a questa ipotesi, si  erano comunque  schierati i sindacati, che hanno ricordato che per il San Salvatore si sono spesi nel post-sisma decine di milioni di euro per metterlo in sicurezza, e sarebbe una follia lasciarlo ora alle ortiche. 

Successivamente è spuntata l'ipotesi di un altro project, di entità ben più consistente, da ben 250 milioni di euro, questa volta per realizzare ex novo, un ospedale di secondo livello, il top, proprio nell'area dell'ex Reiss Romoli.

A proporla questa volta il colosso dell'edilizia Cmb di Bologna, capofila di una cordata di  cinque imprese aquilane.  

Guardata con interesse dall'ex presidente della Regione Luciano D'Alfonso del Partito democratico, che per i project per la realizzazione di nuovi ospedali ha avuto sempre un debole. Basti  ricordare come si è battuto concludere l'iter del project del nuovo ospedale di Chieti, proposto dalla Maltauro.

Ma la proposta aquilana non ha fatto strada e si è persa nel nulla.  

Ad ogni buon conto, la partnership con i privati per realizzare un nuovo ospedale dell'Aquila, ma a quel punto con formule, e soprattutto con localizzazione tutte da stabilire, è stata rilanciata a giugno 2018 durante gli Stati generali della Sanità nella aree interne dell’Abruzzo promosso dal Comune dell’Aquila. In quell'occasione l'ex assessore regionale alla sanità Silvio Paolucci del Partito democratico  era arrivato ad annunciare che la Regione  era pronta a destinare la quota pubblica di 40 milioni per una struttura sanitaria al posto del San Salvatore, con i restanti 80 a carico del privato. A dirsi favorevole anche il sindaco Pierluigi Biondi, in base alla considerazione che tra venti anni il San Salvatore sarebbe obsoleto.



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