NUOVI SOTTOSERVIZI L'AQUILA: CONCESSE
RISERVE PER 740 MILA EURO AI REALIZZATORI

Pubblicazione: 30 maggio 2017 alle ore 07:00

Il tunnel dei nuovi sottoservizi dell'Aquila
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L’AQUILA - Nell’ambito del maxi appalto da 40 milioni di euro del primo lotto dei nuovi sottoservizi dell’Aquila, ammontano a 740 mila euro, a fronte di una richiesta ben più gravosa di 3,6 milioni, le “riserve” già concesse dalla Gran Sasso Acqua Spa, società idrica del comprensorio che fa da stazione appaltante, alla realizzatrice Asse Centrale Scarl, composta dalla ravennate Acmar e dalle aquilane Edilfrair e Taddei.

Si tratta di una somma che la società pretende e ottiene, in questo caso in ridotta parte, lamentando maggiori spese impreviste spuntate fuori e sostenute nel corso dell’esecuzione dell’opera: imprevisti che costano di più alla collettività, trattandosi appunto di un’opera pubblica, la maggiore del post-terremoto 2009.

Inoltre, slitterà di un anno e mezzo il termine previsto per la fine dei lavori, fissato ora alla fine del 2018.

A confermarlo ad AbruzzoWeb è il direttore tecnico Gsa e responsabile unico del procedimento di questa commessa, Aurelio Melaragni, che spiega come “l’accordo è stato firmato ai primi di maggio. La società realizzatrice - svela - aveva già esplicitato una riserva per 1,8 milioni e ne aveva un’altra ancora da esplicitare che poteva raggiungere un valore simile, ma abbiamo trovato l’intesa”.

Già quasi un anno fa, nell’agosto 2016, questo giornale aveva svelato una prima richiesta di 2,5 milioni, poi ulteriormente levitata.

Singolare, comunque, che ci siano state già richiesta, e già concessione, quando l’appalto è ancora in corso, a poco più di metà dell’opera, ed è impossibile fare un bilancio definitivo dei problemi di cantiere e delle cause.

L’azienda conferma infatti che a oggi si è circa al 55% dell’installazione dei 13 chilometri di “smart tunnel” sotterraneo ispezionabile da una persona che riunisce le reti elettrica, idrica, fognaria, telefonica e Internet ad alta velocità.

Il caso si intreccia inevitabilmente con la campagna elettorale per le Comunali in corso: il candidato del centrosinistra, Americo Di Benedetto, è tuttora presidente di Gsa e nonostante le pressioni delle opposizioni ha confermato di non volersi dimettere fino alla data del voto.

Inoltre, il coordinatore di commessa e patron Edilfrair, Gianni Frattale, è un suo “grande elettore”: ha chiuso la campagna elettorale di Di Benedetto per le primarie di coalizione salendo sul palco e di recente, sempre dalle opposizioni di centrodestra e civiche, sono volate accuse di conflitto d’interessi per la contemporanea presenza di controllore e controllato di questo appalto in eventi pubblici.

Le motivazioni della richiesta di denaro da parte dell’esecutrice Asse Centrale, e della concessione di un quinto della somma da parte della stazione appaltante Gsa, “sono i ritardi e fermi di cantiere o difficoltà ad aprirlo per mancanza della concessione delle aree da parte del Comune, mentre sono state bocciate le richieste di riserve per le lungaggini dovute ai ritrovamenti archeologici”.

Spesso, scavando nel sottosuolo, sono stati infatti ritrovati manufatti o reperti, come un cimitero del 1200 nella zona di Santa Giusta, bloccando i lavori fino al via libera della soprintendenza al termine di accurate analisi e in alcuni casi costringendo a variazioni del percorso o uso di soluzioni tecniche alternative.

“Abbiamo chiuso a 740 mila euro complessivamente, con l’impegno scritto a non proporre più richieste legate alle stesse motivazioni”, prosegue Melaragni. Il dirigente non lo dice ma è evidente che, se sorgessero problemi dovuti ad altre cause, a quel punto al contrario potrebbero esserci nuove richieste.

Quanto alla deadline per concludere il “tunnel intelligente”, anche lo scivolamento in avanti fa parte dell’accordo: “Abbiamo concesso un maggior tempo di esecuzione, fino al dicembre 2018 rispetto a quello iniziale di giugno 2017 - conferma - D’altronde, si sapeva dall’inizio che in 18 mesi sarebbe stato impossibile concludere, ora diventano 36”.

Melaragni affronta anche il tema, anticipato da AbruzzoWeb, di alcuni palazzi che, secondo quanto denunciato in una commissione del Consiglio comunale dai proprietari e amministratori di condominio, dopo mesi e mesi di silenzio e smentite, pur già riparati dai danni del terremoto 2009 avrebbero subito nuovi danni per il passaggio degli scavi dei sottoservizi lungo il “corso stretto”.

“L’unico problema che io sappia è in corso Vittorio Emanuele, ma lì c’è una serie di concause, i danni sono verosimilmente dovuti a un’infiltrazione d’acqua - spiega Melaragni - Dopo varie discussioni, sembra si stia raggiungendo un accordo per eseguire saggi congiunti da parte dei tecnici dell’impresa e del consorzio dei proprietari, così da arrivare a un progetto condiviso ed eseguire lavori di riparazione. Chi li pagherà? L’impresa ha dato la disponibilità a intervenire, vedremo, dipenderà anche dagli importi”.

Il Movimento 5 stelle ha contestato all’Asse Centrale anche il mancato uso di paratie per proteggere gli edifici spesso antichi e privi di fondazioni armate dagli scavi profondi.

“Le paratie sono previste da capitolato ma quando se ne riscontra la necessità, non era obbligatorio sempre - ribatte Melaragni - È una tecnologia di scavo che si usa quando ci sono problemi, ma dai Quattro cantoni a salire lungo il corso non c’è stata nessuna difficoltà tranne in quel punto, dove, come ho detto, il sottosuolo è cambiato nell’ultimo periodo per via di un’infiltrazione”.

Per chiudere, il direttore affronta anche la vicenda del municipio di palazzo Margherita, su cui ci fu un clamoroso duello mediatico tra Frattale da un lato e il presidente del Consiglio, Carlo Benedetti, e il consigliere comunale d’opposizione Giorgio De Matteis dall’altro.

“Per noi quella di palazzo Margherita è una vicenda chiusa, non c’è stato nessun problema tecnico, solo di comunicazione tra stazione appaltante e Comune - assicura Melaragni - Il progetto prevedeva un intervento che invadeva la carreggiata stradale, poi c’è stata una leggera modifica, passando meno al di fuori e più all’interno del palazzo. Assolutamente non ha inciso e non inciderà sulla stabilità”.

Nonostante il taglio del nastro sbandierando l’avvio dei lavori, comunque, al momento a palazzo di Città la situazione rimane imbalsamata.



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