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D'ALESSANDRO: ''ANCHE LUI SMENTISCE FEBBO E I PENTASTELLATI'';
MARCOZZI (M5S) RIBATTE, ''I PROJECT SONO SEGNALI DI POLITICA INCAPACE''

NUOVO OSPEDALE CHIETI: CHIODI, ''SENZA
FONDI PUBBLICI, PROJECT SCELTA SENSATA''

Pubblicazione: 11 aprile 2017 alle ore 12:03

CHIETI - "Bisogna partire da due presupposti: il vecchio ospedale di Chieti è insicuro da un lato e la Regione Abruzzo non ha fondi propri per intervenire dall'altro: in assenza di alternative, pertanto, il project financing per un nuovo ospedale è una scelta ragionevole".

A dichiararlo è il consigliere regionale di Forza Italia Gianni Chiodi, ex presidente della Regione nonché ex commissario ad acta della Sanità.

Quello che affida ad AbruzzoWeb è un pensiero interessante sotto molti punti di vista, innanzitutto perché è stato lui, nella precedente legislatura, a lanciare il progetto del project financing per il nuovo polo ospedaliero di Chieti, poi portato avanti dalla nuova Giunta di centrosinistra.

Un progetto che ha scatenato polemiche sia politiche sia in seno alla stessa asl teatina e che prevede la realizzazione di un nuovo nosocomio da 500 posti letto sulla base del progetto presentato dalla Icm, del gruppo Maltauro, dal costo di 225 milioni a carico del privato, che vincerà la gara comunitaria, che poi si rifarà dell'investimento, con la gestione trentennale dei servizi. Il nuovo ospedale dovrà sostituire il vecchio Santissima Annunziata che ha seri problemi di sicurezza sismica alla luce della scoperta di gravi difetti costruttivi.

Non sfugge che la posizione di Chiodi diverge, o comunque è molto più articolata, rispetto a quella del suo collega di Forza Italia Mauro Febbo, presidente della commissione di Vigiilanza, che, contro il project, sta ingaggiando una battaglia senza quartiere, ritenendola una scelta scellerata e penalizzante per le casse della Regione, preferendo invece l'ipotesi di ristrutturare il vecchio nosocomio e ampliarlo con l'utilizzo di altre strutture.

Posizione, quella di Febbo, molto simile a quella del Movimento 5 stelle. Chiodi ritiene, al pari del suo ex assessore, una scelta sbagliata della Regione quella di avocare a sé la competenza sull’iter per la dichiarazione di pubblica utilità precedentemente nelle mani della Asl teatina, commissariando di fatto l'azienda sanitaria.

"L'ospedale di Chieti impone un intervento perché è insicuro e vecchio, come ha giustamente evidenziato il sindaco, Umberto Di Primio - spiega Chiodi - e le forme di intervento possono essere o il finanziamento con fondi pubblici o la procedura del project financing, che non deve scandalizzare di per se stessa: l'importante è che tutte le fasi siano aderenti alle previsioni legislative. Detto questo, non c'è nulla di strano che in un'operazione di quel genere si finanzi un investimento anche privato che poi venga remunerato. Del resto fummo noi a lanciare il project financing, seppure nella fase embrionale".

Il ragionamento di Chiodi è che o lo Stato ha i fondi a disposizione, o si impone una tassa specifica sui cittadini, ma se queste opzioni sono impraticabili, o non desiderabili, allora l'ipotesi del project è "residuale, ma realistica".

Detto questo, l'ex presidente sostiene, comunque, che "da quello che ho capito, Febbo non è contrario per principio al project financing in quanto tale, lui fa valutazioni di merito, evidentemente in base a informazioni in suo possesso, denuncia una mancanza di chiarimenti sugli aspetti specifici dell'operazione".

Su un ulteriore aspetto Chiodi è d'accordo con Febbo: "È stato un errore accentrare l'iter di dichiarazione di pubblica utilità esautorando la Asl, e in particolare il responsabile unico del procedimento Filippo Manci", che in questi mesi ha prima contestato irregolarità fiscali a carico di una controllata dell'Icm, contestazione poi ritirata, dopo i chiarimenti dell’Agenzia delle entrate e della stessa impresa. Il rup ha anche contestato che il nuovo ospedale non sarebbe dimensionabile prima del piano regionale del riordino della rete ospedaliera abruzzese, in termini di posti letto e reparti.

Infine, ha espresso profonde perplessità sull’adeguatezza e rispondenza della stessa proposta all’interesse pubblico, in quanto le varie clausole “azzerano il rischio della parte privata”. Provocando le dure reazioni dell'Icm, che ha paventato anche l'ipotesi di azioni risarcitorie. Un accentramento dei poteri ha argomentato D’Alfonso, reso necessario “dalle difficoltà manifestate dalla Asl nella gestione dell’istruttoria, l'inerzia riscontrata in questi tre anni e la non definizione del procedimento".

"Una scelta che non avrei fatto perché rischia di far nascere sospetti, anche se usata a fin di bene può essere strumentalizzata - conclude l'ex governatore - La questione sarebbe dovuta essere affrontata secondo gli ordinari criteri che la legge prevede". Filippo Tronca

LE REAZIONI

D'ALESSANDRO, ''ANCHE CHIODI SMENTISCE FEBBO E M5S''

"E sono due. Dopo Umberto Di Primio, anche Gianni Chiodi smentisce Mauro Febbo e i 5 Stelle. E lo fa con un ragionamento che è identico a quello che stiamo cercando di spiegare in questi mesi. Chieti e il suo comprensorio non possono più aspettare e hanno bisogno di un intervento strutturale come quello ipotizzato nel project financing per il nuovo ospedale".

Lo afferma il consigliere regionale del Partito democratico e coordinatore della maggioranza, Camillo D'Alessandro, dopo l'apertura all'ipotesi di project financing dell'ex presidente della Regione, che in un'intervista ad AbruzzoWeb ha sostenuto che o lo Stato ha i fondi a disposizione, o si impone una tassa specifica sui cittadini, ma se queste opzioni sono impraticabili, o non desiderabili, allora l'ipotesi del project è "residuale, ma realistica".​

"Viene il dubbio - afferma D'Alessandro in una nota - che i consiglieri regionali teatini di opposizione, Febbo e Sara Marcozzi, lavorino contro l’interesse della loro stessa città: il primo perché non ci è riuscito lui a fare ciò che stiamo realizzando noi; la seconda, secondo un meccanismo tipico del partito del No, preferisce che non si faccia nulla pur di non riconoscere il lavoro altrui, sparando numeri e cifre totalmente improbabili e non resistenti alla prova dell’approfondimento".

"Del resto, come spiegato più volte dal presidente Luciano D’Alfonso, la procedura del project financing si conclude sempre con una gara, non certo con un affidamento diretto. Ma in politica, in questo tempo, la coerenza e al verità sono cose rare", conclude D'Alessandro.

MARCOZZI (M5S), ''I PROJECT SONO SEGNALI DI POLITICA INCAPACE''

"Mentre si apprende dalla stampa locale che anche la Asl di Teramo vorrebbe realizzare il nuovo ospedale in project financing, il presidente Luciano D’Alfonso rilancia sull’ospedale di Chieti per la realizzazione del nuovo nosocomio attraverso lo strumento della finanza di progetto. È un Pd bipolare quello andato in scena ieri relativamente all’ospedale di Chieti. Da un lato troviamo il vice presidente del Csm, Giovanni Legnini che plaude al Polo del Cuore e ai livelli di tecnologia e di strumentazione che la Asl di Chieti è riuscita a realizzare in autonomia, senza ricorrere al project financing, dall’altro troviamo le dichiarazioni del presidente D’Alfonso rispetto all’impossibilità di realizzare il nuovo ospedale senza ricorrere al project financing".

Così il consigliere regionale del Movimento cinque stelle, Sara Marcozzi, per la quale "il presidente di Regione sostiene che occorrerebbero decenni per costruire un nuovo ospedale se si procedesse con gli strumenti ordinari. Niente di più inesatto. Le Asl in Italia da sempre procedono in autonomia, ottenendo ottimi risultati. È evidente, però, che bisogna essere in grado di  scrivere tempi, costi e modalità di realizzazione".

"Il M5S ha già ampiamente dimostrato come sia anti-economico e dannoso per le casse regionali procedere attraverso l'affidamento in project financing per la realizzazione di ospedali. L’Abruzzo vive un momento assai delicato, la sanità rischia di passare definitivamente nelle mani dei privati visto l'elevato numero di progetti di finanza che vedono interessati i nostri ospedali".

"Regione Abruzzo è uscita dal commissariamento ma è ancora sotto piano di rientro - continua la Marcozzi - La Asl di Chieti ha gravissime perdite tanto è vero che oggetto della preoccupazione da parte del rup del nuovo ospedale era proprio la sostenibilità finanziaria. D’Alfonso e Silvio Paolucci ben conoscono, o almeno dovrebbero, le dinamiche sugli elevatissimi canoni annuali da corrispondere al privato in caso di project financing. Si tratta di 'comode' rate che esplodono dal 5° anno in poi e che vedranno la Asl di Chieti costretta a sborsare cifre che vanno dai 70 ai 110 milioni all’anno. Una follia!".

"Il M5S ritiene che lo strumento di project financing, come già denunciato anche in sede di parifica della Corte dei Conti di Emilia-Romagna e Veneto, sia quanto di più pericoloso per le finanze delle ASL. Il ricorso a queste procedure rischia di minare il futuro livello di qualità delle cure a causa del fatto che le disponibilità finanziarie dei bilanci verranno erose dai canoni da corrispondere al privato. Non è questione di avere in odio o in simpatia il project financing, è solo questione di numeri e prospettiva futura” commenta Sara Marcozzi “oggi la legge impone di trovare copertura finanziaria per le opere nei tre anni successivi. I project financing sono uno strumento che permette di eludere proprio questi vincoli di bilancio, infatti le rate aumentano esponenzialmente solo dal 5 anno in poi".

"Inoltre, l’accordo fra il Ministero della Salute e Regione Abruzzo sul piano di rientro in materia di edilizia sanitaria è chiaro e non lascia spazio a interpretazioni. Infatti il comma 4 dell’articolo 1 recita: '[…] La Regione si impegna a trasmettere al Ministero dell’Economia e delle Finanze tutta la documentazione necessaria per una piena e corretta valutazione delle operazioni finanziarie regionali nonché della posizione debitoria esistente della regione'. E ancora, il comma 6 dell’articolo 3 '[…] I provvedimenti regionali da sottoporre a preventiva approvazione del Ministero della Salute e del Ministero dell’Economia e delle Finanze, sono tutti quelli afferenti le seguenti tematiche: […] riformulazione del Piano di Edilizia Sanitaria'. Infine, l’articolo 4 'La Regione si impegna ad attivare il partenariato con la Regione Friuli Venezia Giulia mediante la stipula di specifiche convenzioni per i seguenti aspetti contenuti nel piano di rientro: […] modalità di realizzazione del programma di edilizia sanitaria ex articolo 20 della legge n. 76/1998'".

"È evidente - sostiene Marcozzi - che nulla di tutto ciò è stato fatto. I piani economico-finanziari dei progetti presentati sono insostenibili. Siamo appena usciti dal Commissariamento, ma non dal Piano di Rientro, sarà mia premura avvertire e documentare delle intenzioni di questa Giunta i competenti Ministeri, così come accadde per il progetto della nuova autostrada verso Roma. Se il presidente D'Alfonso non informa i Ministeri, lo faremo noi!".

"Sembra che troppo spesso il Pd confonda la filantropia con l'impresa! Proprio ieri sera la trasmissione televisiva Report ha ricostruito una serie di coincidenze fra il salvataggio del quotidiano L’Unità e la costruzione di un nuovo ospedale da parte del gruppo Pessina - conclude Marcozzi - responsabilmente il M5S sta cercando di evitare alla Regione di commettere gravi errori che potrebbero trasformarsi in danni enormi. D’Alfonso, anziché spendere inutili energie sulla promozione di project financing, faccia il Presidente e si impegni a trovare nuove risorse ai tavoli ministeriali. Stante la vulnerabilità sismica del nostro territorio, sono certa che il governo centrale non potrà tirarsi indietro".

FEBBO: ''D'ALESSANDRO NON FACCIA IL BAMBINO''

“Il consigliere D'Alessandro non faccia come i bambini che aspettano il momento giusto per nascondere la mano piena di marmellata e pensi, invece, alle tante problematiche venutesi a creare grazie all'operato della sua maggioranza”.

Questa la replica del consigliere regionale Mauro Febbo alle ultime dichiarazioni di Camillo D'Alessandro innescate dall’intervista ad AbruzzoWeb dell’ex presidente della Regione, Gianni Chiodi.

Tra i problemi che per Febbo sono dovuti all’attuale maggioranza di governo, “l'ostinazione di aderire all'autorità  portuale di Civitavecchia per poi, solo grazie a un decreto del Governo, finire in quella di Ancona, il pasticcio, i malumori dei dipendenti e i disservizi creati con la società dei trasporti Tua e la chiusura di reparti fondamentali, come ginecologia e Pronto soccorso, presso l'Ospedale della sua Ortona e potrei ancora continuare”.

Per quanto riguarda il tema del progetto di finanza inerente l'ospedale di Chieti, “invito lo stesso D'Alessandro a rileggere attentamente le dichiarazioni del presidente emerito Chiodi. Il sottoscritto - sottolinea Febbo - e lo stesso Chiodi dall’inizio di questa vicenda abbiamo sempre contestato tutto il procedimento che investe tale iniziativa. Ci sono ancora molti aspetti procedurali che aspettano di essere chiariti”.

Secondo Febbo, D’Alessandro “ci deve spiegare come può, un presidente della Regione, avocare e sospendere un procedimento in corso del rup della Asl. Come può, sempre il suo presidente, 'epurare' dipendenti che non rispondano alle sue aspettative? - chiede polemicamente - Come può, sempre il presidente della Giunta, chiedere a un privato di controdedurre a un funzionario pubblico?”.

“D'Alessandro, conoscitore delle regole, sa benissimo che non è possibile alterare le norme a proprio gusto e piacimento e su questi punti sono pronto ad un confronto pubblico - assicura il forzista - Pertanto invito il consigliere della maggioranza a documentarsi meglio e attenzionare le vicende intorno alla sanità della provincia di Chieti poiché sia io sia lo stesso Chiodi, da uomini di governo, non abbiamo mai causato tali e gravi problematiche e confusione come quelle prodotte da questo governo regionale”.

“Comunque, è certo che il sottoscritto continuerà a vigilare sul futuro del Santissima Annunziata e della sua università”, conclude.



© RIPRODUZIONE RISERVATA

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