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NUOVO OSPEDALE CHIETI: D'ALFONSO SU FB,
''GIUSTO VELOCIZZARE PROJECT FINANCING''

Pubblicazione: 12 aprile 2017 alle ore 07:06

di

CHIETI - La Regione Abruzzo rivendica la necessità di chiudere in fretta, dopo 3 anni di nulla di fatto, la partita del project financing per il nuovo ospedale di Chieti, poiché quello attuale presenta criticità strutturali verificate già nel 2012. Ma non c’è nessuna intenzione di chiudere il vecchio ospedale Santissima Annunziata. Il project finacing infine è "lo strumento migliore", per la tempistica e i costi, e non è un affidamento diretto senza gara.

Questi i contenuti del lungo post del presidente della Regione, Luciano D’Alfonso, pubblicato sulla rete sociale di Facebook.

Un'accalorata risposta alle polemiche esplose dopo la divulgazione dei contenuti del verbale della riunione del 13 marzo scorso a Pescara, pubblicati da AbruzzoWeb il 7 aprile scorso, nel corso della quale è maturata la decisione, da parte del governatore, di estromettere la Asl teatina dalla responsabilità, affidata ora alla Giunta regionale, sull'iter che deve arrivare prima alla dichiarazione di pubblica utilità in merito al progetto da 225 milioni di euro proposto dallla Icm del gruppo Maltauro per una struttura nuova da 500 posti letto, e poi al bando europeo che affiderà i lavori, pagati dal privato in cambio di gestione trentennale dei servizi.

A colpire, di quel verbale, gli attacchi al "poco collaborativo" responsabile unico del procedimento, Filippo Manci, che ha evidenziato vari limiti del progetto, e le parole del direttore generale della Asl teatina, Pasquale Flacco, che, in palese disaccordo con il suo rup, ha affermato che “il pubblico interesse per il project financing del nuovo ospedale di Chieti, esiste già a dismisura”, perché il vecchio ospedale Santissima Annunziata rischia la chiusura, se i carotaggi in corso per valutare la sicurezza sismica “dovessero rilevare le stesse criticità dei corpi ‘C’ ed ‘F’”, in via di evacuazione. Questo tenuto conto anche che l’intero complesso presenta una media di vulnerabilità sismica pari a 0,14, che è un indice molto preoccupante”.

Nel suo post, a seguito anche di un articolo di Primadanoi.it, D'Alfonso precisa che "il tema fondamentale è chiaro: Chieti e il suo comprensorio hanno urgente bisogno di un nuovo presidio ospedaliero, poiché quello attuale presenta criticità strutturali verificate già nel 2012. Voglio subito rassicurare la comunità: non chiuderemo il nosocomio teatino”.

D’Alfonso rivendica, insomma, la necessità di stringere i tempi: "Dall’inizio della mia presidenza - scrive - sul nuovo ospedale di Chieti sono state effettuate 15 riunioni interistituzionali, innescate dalla presentazione di una proposta di project financing da parte della Icm nell’aprile 2014, quando a capo dell’amministrazione regionale c’era Gianni Chiodi. Sono dunque trascorsi tre anni dall’offerta senza che, da parte della pubblica amministrazione adita, vi sia stata la volontà di dare una risposta in un senso o nell’altro”.

Da qui la difesa della scelta di avocare alla Giunta l’iter per arrivare alla gara.

“Nella riunione del 13 marzo scorso si è deciso di avocare alla Regione la procedura in questione perché non è concepibile che, nell’arco di 36 mesi, un’amministrazione adita non riesca a determinare una risposta precisa a un progetto, per quanto complesso, il cui termine perentorio è stabilito in 90 giorni dal decreto legislativo 50 del 2016”.

Infine la difesa dello strumento del project che, ricorda D’Alfonso, non è un affidamento diretto, ma prevede una gara, e tutela l’interesse pubblico. Nessuno vuole insomma favorire l’Icm perché, “come ho già avuto modo di dire, l’orientamento di questa amministrazione, fatti salvi i limiti del diritto penale, è quello di verificare la resistenza di questa procedura e di aprire quella formidabile fase competitiva che è la gara. Sembra infatti che ci si dimentichi che il progetto verrà per legge sottoposto a evidenza pubblica, quindi vince solo chi fa l’offerta migliore”.

D’altra parte, ragiona D’Alfonso, “se si procedesse con modalità ordinaria ci vorrebbero decenni per arrivare al risultato concreto, come si rileva concretamente dalla storia degli ospedali pubblici non solo abruzzesi, anche considerata la complessità dell’opera. Noi invece - assicura - vogliamo una competizione reale che ci permetta di acquistare al prezzo minore possibile il prodotto migliore possibile".

"Quanto all’esito positivo per il privato, esso è inevitabile, considerato che nessuno lavora per beneficenza. Ma sarà un privato generico, non necessariamente la Icm, che abbia il giusto guadagno dando alla parte pubblica ciò di cui ha bisogno in tempi rapidi e senza spendere un solo euro in più del necessario", insiste.

Insomma, conclude, D’Alfonso, "non ho in odio lo strumento del project financing e lo ritengo pienamente agibile poiché esso non è un affidamento diretto senza gara".

E ieri sera, alle ore 20 a Pescara, nella sede di viale Bovio, D'Alfonso ha svolto una riunione di lavoro proprio sul Santissima Annunziata.

Invitati erano il direttore generale Cristina Gerardis, risultata assente, la responsabile dell'Avvocatura Stefania Valeri, il capo dipartimento Opere pubbliche Emidio Primavera, il consigliere del presidente Giampiero Leombroni, il capo dipartimento Sanità Angelo Muraglia.



© RIPRODUZIONE RISERVATA

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