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NUOVO OSPEDALE CHIETI: FEBBO (FI), ''LA REGIONE FA DA PADRONE E SOTTO''

Pubblicazione: 14 marzo 2017 alle ore 13:02

CHIETI - "Una Regione ostinata, testarda e insistente che continua ad andare avanti e perdere tempo sulla procedura relativa alla progettazione definitiva dell'ospedale clinicizzato Santissima Annunziata di Chieti nonostante nei precedenti e ultimi tavoli di lavoro sono emerse criticità e defezioni importanti".

Così il presidente della Commissione regionale di Vigilanza e consigliere di Forza Italia Mauro Febbo.

"Addirittura adesso rimango oltremodo basito poiché la Regione intende ‘avocare a se’ la competenza di demolizione, ricostruzione e gestione dell’ospedale civile SS Annunziata di Chieti mettendo all’angolo la Asl di competenza. Una procedura mai verificatasi nella storia della nostra Regione che aumenta ancora di più la stortura amministrativa e procedurale che ruota intorno al project financing".

"Innanzitutto - dice Febbo - in questa riunione di ieri bisogna registrare le assenze pesanti dell’avvocato Vincenzo Mastrangelo e l’ing. Filippo Manci, professionisti che avevano sollevato dubbi amministrativi e procedurale sul progetto. Oggi invece veniamo a conoscenza della decisione da parte della Regione di ‘avocare a se’ tutto il procedimento del project mettendo all’angolo la Asl. Una risoluzione sciagurata visto che non sono chiare le motivazioni".

"Infatti il presidente dovrebbe spiegare se tale decisione è stata presa perché il direttore Flacco e il dirigente Spadano risultano coinvolti in indagini della magistratura (non ce poi qualche altro Direttore che è stato raggiunto da avviso di garanzia presente al tavolo del 29 dicembre e assente a quello di ieri?) e, quindi,  ha preso la palla al balzo per mettere fuori gioco la stessa Asl o vi sono altri motivi amministrativi!!? Inoltre - continua Febbo - come può la Regione dichiarare la pubblica utilità visto che l’Ente regionale deve essere organo neutro rispetto ad una proposta che deve essere prima valutata dalla Asl, ente appaltante? Infatti solo dopo il parere positivo della Asl la Regione può procedere a pronunciarsi sulla pubblica utilità del progetto. Invece adesso siamo al paradosso dove il controllato veste i panni anche del controllore. Ci troviamo di fronte ad un atto gravissimo e pasticcio burocratico".

"Mi preme ricordare - spiega Febbo - che ad oggi non esiste nessuna inerzia da parte della Asl ma solo motivati dinieghi. Infatti durante il tavolo di lavoro del 29 dicembre 2016, a cui ero stato invitato, in occasione della quale sia Giampiero Leombroni (esperto di lungo corso e plurincaricato dal presidente D’Alfonso) sia l’avvocato Vincenzo Mastrangelo (esperto legale in seno al Crta, Comitato regionale tecnico amministrativo-sezione Lavori pubblici) sia l’avvocato Stefania Valeri (dirigente Avvocatura regionale), avevano espresso parere negativo richiamando la perentorietà del termine, cioè 19 luglio e non 22 novembre, dei 3 mesi entro cui l’amministrazione aggiudicatrice doveva valutare la fattibilità della proposta, stimando anche le eventuali integrazioni documentali".

"Anche nelle relazioni del Rup della Asl ing. Filippo Manci e del direttore Affari legali della Asl dott. Stefano Spadano, come già evidenziato, risulta palese la impossibilità di accoglimento della proposta. Il direttore dell'Ufficio Legale è molto chiaro quando scrive che la proposta di finanza di progetto presentata in data 19 luglio 2016 non può essere accolta poiché 'è fin troppo evidente che l’applicazione della ‘regolarizzazione postuma’ finirebbe per consentire a una impresa di non preoccuparsi dell’esistenza a proprio carico di una irregolarità contributiva e/o fiscale, potendo confidare sulla possibilità di sanare in ogni caso il proprio inadempimento".

"Si arriverebbe, in questo modo, a consentire di sanare non una mera irregolarità formale ma la mancanza di uno status sostanziale; omissione aggravata dall'aver reso una dichiarazione oggettivamente falsa in ordine all'assenza di pendenze fiscali. Ma c'è di più il responsabile degli Affari Legali, dott. Spadano, aveva sollevato 'un rilievo di natura programmatoria rimarcando come le motivazioni per la realizzazione di un nuovo ospedale nell’area metropolitana Chieti-Pescara, attraverso il sistema del project financing, non siano state sufficientemente declinate nei loro reali contenuti se non mediante rinvio a un costituendo Hub di secondo livello organizzato secondo logiche di connessione funzionale dei pp.oo di Chieti e Pescara; ma le specificazioni tecniche organizzative non risultano ancora essere emanate".

"Praticamente una confusione su come sara la programmazione e ripartizione non si sa nulla di questa programmazione che vedrebbe (sic!) la realizzazione di una Hub di secondo livello. Quindi non esiste nessuna inerzia da parte della Asl, come il presidente vuole far passare, poiché esistono solo ed esclusivamente motivati dinieghi da parte di organi tecnici e legislativi interni da parte della Regione e Asl. Pertanto - conclude il presidente della Commissione Vigilanza - l’ostinazione dello stesso presidente è fuori di ogni logica amministrativa che produce un ulteriore perdita di tempo che potrebbe essere speso, invece, per risolvere le attuali e persistenti problematiche che vi sono nell’ospedale di Chieti".



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