NUOVO OSPEDALE CHIETI: SALTA IL VERTICE IN REGIONE
MENTRE FA DISCUTERE IL PIANO B DI RISTRUTTURAZIONE

Pubblicazione: 14 novembre 2017 alle ore 12:53

CHIETI - È saltata all’ultimo momento la riunione fissata per domani a Pescara nella sede della Regione Abruzzo, nella quale continuare l’esame del project financing per il nuovo ospedale di Chieti presentato dalle imprese Maltauro e Nocivelli, che prevede con un investimento privato di 225 milioni di euro, il completo rifacimento dell’ospedale Santissima Annunziata di Chieti, insicuro staticamente e sismicamente, creando una nuova struttura da 500 posti letto, in cambio della gestione trentennale dei servizi.

Nell’incontro erano previsti passi in avanti per trovare la quadra sull’importante opera, attanagliata da un iter lungo anni.

Nel frattempo continua a far discutere la manifestazione d’interesse, per ora comunicata solo via lettera alla Asl numero 2 Lanciano-Vasto-Chieti, ma non protocollata con i crismi dell’ufficialità, che contiene una proposta alternativa, da parte di due colossi dell’edilizia sanitaria, la Coopservice di Reggio Emilia e la Cmc di Ravenna.

La proposta prevede un intervento di consolidamento sulla struttura esistente di 70 milioni di euro, non di 40 come inizialmente si ipotizzato, in particolare sui corpi di fabbrica più problematici del policlinico, quelli “C” ed “F”, già peraltro evacuati perché costruiti con cemento “impoverito”, il miglioramento energetico e adeguamenti funzionali degli spazi dell’intero nosocomio.

Tra i fautori del project Maltauro-Nocivelli si contestano i limiti e la sostanziale irrealizzabilità di questa proposta per ora solo abbozzata: in primis i problemi logistici, ovvero l’impossibilità di intervenire sull’ospedale esistente evacuando i reparti per periodi prolungati di tempo.

Tornando alla riunione di domani, non è dato sapere quali sono i motivi del rinvio.

Quello che è certo è che è ferma intenzione della Regione e del responsabile unico del procedimento, Emidio Primavera, di arrivare a chiudere la partita entro l’anno, attraverso un’interlocuzione e un approccio collaborativo con la parte privata, mettendo finalmente il punto all’iter che si trascina oramai da tempo a seguito dell’inerzia prolungata della Asl chietina, a cui poi è stata revocato.

L’obiettivo è trovare la quadra sulla proposta dal punto di vista tecnico, legale e soprattutto finanziario, e arrivare alla dichiarazione di pubblico interesse, approdando all’approvazione oppure alla bocciatura.

Nel primo caso seguirà un bando di gara europeo, in cui i proponenti avranno solo un diritto di prelazione.

I vincitori dovranno realizzare un nuovo ospedale a massima sicurezza sismica con spazi completamente ripensati, con un investimento a suo carico da 225 milioni, per poi rifarsi della gestione per trent’anni di alcuni servizi ospedalieri.

Per quanto riguarda, invece, il piano B, ovvero la proposta di Coopservice e Cmc, tra i tecnici che preferiscono la proposta Maltauro-Nocivelli c’è già chi osserva criticamente innanzitutto che non esiste un progetto degno di questo nome, ma solo una vaga bozza.

Inoltre, si evidenzia che il costo dell’intervento è fissato a 70 milioni di euro, solo perché questa è la stima che fu fatta dalla società Stin di Roma nel 2012, incaricata dall’ex direttore generale della Asl teatina, Francesco Zavattaro, di effettuare carotaggi per valutare la tenuta sismica del “Santissima Annunziata”.

Un ospedale che si è confermato, alla luce anche di quello studio, complessivamente a rischio, in quanto realizzato negli anni Settanta, quando il territorio di Chieti non era classificato sismicamente “zona 2”, e le norme costruttive anti-simiche non erano rigorose come quelle attuali.

La Stin elaborò anche una stima dei costi di un ipotetico intervento di ristrutturazione consolidamento, fissato appunto in 70 milioni di euro.

Sarebbe questa la conferma che dietro la nuova manifestazione d’interesse non c’è una progettualità di dettaglio, che fissa “scientificamente” i costi dell’intervento, ma solo l’indicazione di una cifra di massima, quella indicata nella relazione della Stin.

Inoltre si osserva che l’ipotesi di intervenire sull’esistente fossa stata scartata già a suo tempo quando, nel 2014, si optò per il project finacing per un nuovo nosocomio, in quanto la prima opzione, si evidenziò, non avrebbe potuto garantire la continuità del servizio sanitario del Santissima Annunziata, trattandosi di lavori estremamente invasivi, che avrebbero comportato la necessità di evacuare interi reparti per un periodo molto prolungato, senza tra l’altro avere a disposizione strutture alternative e adeguate, dove trasferire medici, pazienti e macchinari.

Dall’altra parte, tuttavia, l’iniziativa di Cmc e Coopservice potrebbe trovare, come già ipotizzato da questa testata, il favore di esponenti politici di primo piano come il consigliere regionale chietino di Forza Italia Mauro Febbo, che da tempo dà battaglia contro il project Maltauro-Nocivelli, ritenuto troppo costoso per le casse della Regione, e sbilanciato sugli interessi dei privati. Febbo come alternativa aveva proposto proprio la ristrutturazione dell’esistente.

Lo stesso vale per le cordate di imprenditori locali che rischiano di essere tagliati fuori dai vari servizi ospedalieri che ora hanno in appalto, in caso l’ospedale sia assegnato a un unico gestore privato che dovrà necessariamente, per rientrare dall’investimento, gestire in proprio un buon numero di servizi, fin qui messi a bando dalla Asl.



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