NUOVO OSPEDALE CHIETI: SPRINT SUL PROJECT,
3 MESI PER L'OK, POI GARA DA 225 MILIONI

Pubblicazione: 01 dicembre 2016 alle ore 07:30

CHIETI - Project financing del nuovo ospedale di Chieti, qualcosa si muove. Dopo una fase di stallo, primi passi verso la definizione dell'iter che dovrà sfociare nella gara di appalto europea per individuare chi costruirà la struttura in sostituzione dell'attuale, vetusta e non sicura, con due blocchi in via di evacuazione per difetti di costruzione.

Nei giorni scorsi, l'Associazione temporanea d'impresa (Ati) costituita da Maltauro, Finanza e Progetti e A.B.P. Nocivelli ha consegnato alla Asl Lanciano-Vasto-Chieti, notificandola, la proposta progettuale ufficiale.

Tutto ciò dopo un summit tecnico istituzionale che si è svolto a Chieti: presenti tra gli altri, oltre agli imprenditori, Filippo Manci, responsabile unico del procedimento (Rup), Francesco Cau, ingegnere della Asl, con altri componenti dell'ufficio tecnico aziendale, e anche Andrea Tisselli del Provveditorato alle Opere pubbliche che coadiuva, dal punto di vista tecnico, l'azienda sanitaria.

Ora la Asl ha 90 giorni per valutare le carte e fare ulteriori approfondimenti per verificare che la proposta sia vantaggiosa per l'ente pubblico, in particolare dal punto di vista economico, e poi arrivare alla dichiarazione di "pubblico interesse".

L'accelerazione dell'iter del project financing, che divide le forze politiche, causando scontri continui, è dovuta sia alla preoccupazione per lo stato dell'attuale ospedale del capoluogo teatino, sia ai due terremoti che hanno sconvolto e stanno sconvolgendo ancora il centro Italia tra agosto e ottobre.

Secondo quanto si è appreso, i vertici della Asl, in testa il direttore generale, Pasquale Flacco, hanno stabilito che, per procedere velocemente e risolvere un'emergenza pesante, l'unica soluzione è proprio lo strumento della finanza di progetto, utilizzato con successo in diverse regioni italiane.

Una procedura che prevede l'intervento del privato nella costruzione e nella gestione, e in particolare zero costi per l'azienda sanitaria per la realizzazione della struttura nuova di zecca. In tal senso, emergono indiscrezioni sul progetto: il nuovo policlinico costerà circa 225 milioni e sarà realizzato secondo le tecniche più moderne, naturalmente antisismiche, in 4-5 anni. Una mega struttura con 437 posti letto più 61 di day ospital.

La Regione, attraverso la Asl, pagherà per la gestione 50 milioni di euro l’anno per 25 anni, ovvero 1 miliardo 250 milioni. Alla scadenza, il privato dovrà assicurare nel suo periodo di gestione la costante manutenzione dell'ospedale, riconsegnandolo alle condizioni di consegna, cioè perfettamente. Anche in questo caso, secondo quanto trapelato, il pubblico risparmierà visto che dai bilanci emerge che per la gestione, attualmente, la Asl spende circa 60 milioni.

Ma il sentore è che ci sia ancora molta strada da fare per arrivare alla gara di appalto. Gara alla quale sono annunciate partecipazioni importanti, oltre a quella dell'Ati proponente che, comunque, proprio per aver curato questo iter avrà, come prevede la legge, il diritto di prelazione.

Il progetto, tra le altre cose, dovrà essere approvato in modo definitivo da Giunta e Consiglio regionale. Poi scatterà la gara europea: il project finacing infatti non prevede l’affidamento diretto: l’Ati che ha presentato il progetto del nuovo ospedale, e che non ha ricevuto nessuna risorsa pubblica per il lavoro tecnico finora svolto, parteciperà al pari di altri concorrenti. Avendo, come detto, il diritto di prelazione.

Il privato che vince, comunque, sarà chiamato a gestire i vari servizi necessari al funzionamento dell’ospedale, dalla lavanderia alla ristorazione, passando per pulizia e sanificazione, logistica, assistenza e manutenzione della apparecchiature medicinali, e la gestione dei laboratori.

Maltauro ha dovuto revisionare il progetto, dopo che una super consulenza legale commissionata dalla Asl ha spiegato che, secondo il nuovo Codice degli appalti, è preclusa la possibilità "di prevedere l'affidamento in concessione di servizi ulteriori e diversi rispetto a quelli strettamente connessi alla gestione dell'opera i cui lavori di costruzione sono oggetto del medesimo contratto di concessione".

Ma le polemiche molto spesso riafforano: in particolare, a opporsi strenuamente al project financing è la minoranza in Consiglio regionale, ovvero il Movimento 5 stelle e il centrodestra. Che in esso vedono soprattutto un grande affare per il privato e non per la Regione, che per ripagare il privato si indebiterà per i prossimi 25 anni.

Duramente contestata anche l’ipotesi della realizzazione di 26 attività commerciali, tra cui ristoranti, alimentari negozi di gioielleria, calzature, e un'agenzia di viaggio, gestite anche queste dal privato. Anche se i contestatori non dicono che questa è una opzione prevista, ma non obbligatoria.

Sempre stando ai critici, viene fatto emergere il timore dei licenziamenti e della riduzione di personale interno dell'ospedale, e la crisi degli attuali fornitori, visto che i servizi di gestione saranno svolti dal privato, con gli attuali lavoratori rimpiazzati, come osserva il consigliere regionale di Forza Italia Mauro Febbo, "da quelli delle agenzie interinali e di cooperative a cui verranno imposti orari ridotti o comunque sottopagati".

In questo senso, c'è chi sostiene che il vincitore dell'appalto abbia interesse a confermare le professionalità e i fornitori locali per affermare la qualità di servizi e prestazioni.

Viene poi citata dal fronte del no la sentenza della Corte dei conti, sezione regionale del Veneto, del 2014, che mette in dubbio l'efficacia dello strumento del project ma relativamente a una proposta viziata all'origine da illegittimità.

A difendere a spada tratta il project è invece il Partito democratico, con in testa il presidente della Regione, Luciano D’Alfonso, l'assessore regionale alla Sanità e al bilancio Silvio Paolucci, e il coordinatore della maggioranza Camillo D’Alessandro.

A più riprese è stato fatto notare che il vantaggio per la Regione è quello di ritrovarsi un ospedale nuovo e all’avanguardia senza spendere un centesimo, che deve sostituire il prima possibile l’ospedale Santissima Annunziata di Chieti che ha seri problemi di sicurezza sismica, tanto sono state già in parte evacuati due corpi i cui pilastri sono stati realizzati negli anni '80 con calcestruzzo impoverito.

C'è chi dice anche che, con un appalto pubblico di 225 milioni, che la Regione oltretutto non ha in cassa, non basterebbero per costruire un ospedale moderno, senza contare che non saranno sufficienti 4-5 anni di tempo.

Inoltre la spesa preventivata di 50 milioni di euro l’anno a carico della Regione fanno riferimento alle spese di gestione, che la Asl dovrebbe comunque affrontare. E anzi, anche da questo punto di vista, sarà un buon affare, perché oggi per la gestione la Asl spende 60 milioni, ovvero 10 milioni in più rispetto a quanto previsto dal project financing. (b.s. - f.t.)



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