NUOVO OSPEDALE TERAMO: LIBERI E UGUALI, ''NO AL PROJECT FINANCING''

Pubblicazione: 03 gennaio 2018 alle ore 15:48

TERAMO - "Il project financing per il nuovo ospedale di Teramo è una vera e propria pietra tombale sulla sanità pubblica nel nostro territorio provinciale".

Ad affermarlo Stefano Ciccantelli, segretario provinciale di Sinistra Italiana, esponente di Liberi e Uguali, che in questo modo ribatte al partito democratico teramano che ha ieri perorato ancora una volta la causa del project financing per il nuovo ospedale di area vasta, per un’investimento da 220 milioni di euro, sostenendo che è necessario però ubicarlo a Teramo città, tra le varie ipotesi di localizzazione finora formulate. Per Liberi e Uguali però il problema non è tanto l’ubicazione, ma l’opportunità stessa di ricorrere al project financing.

"Il Partito democratico – spiega infatti Ciccantelli - i consiglieri comunali hanno rimarcato con forza la necessità di ubicare la futura struttura a Teramo città omettendo completamente le gravissime conseguenze sul piano economico e sociale che comporterebbe la scelta di realizzare l’opera con lo strumento del “project financing” , una vera e propria pietra tombale sulla sanità pubblica nel nostro territorio provinciale, l’unico su cui non insistono importanti strutture private".

"Sugli effetti pesantemente negativi della cosiddetta ‘finanza di progetto’ - spiega ancora parlano chiaro le esperienze pregresse di Veneto e Toscana dove è emerso in maniera palese che un vincolo contrattuale così forte porta nel lungo periodo ad un guadagno profumatissimo da parte del privato a scapito dell’interesse del pubblico, basti pensare al fatto che la Asl dovrà di fatto pagare l’utilizzo delle strutture per i primi 20-25 anni e il privato avrà l’appalto esclusivo e totale di tutti i servizi ospedalieri, sanitari ed extra-sanitari".

"La nostra opposizione all’ospedale unico e al project financing non equivale alla difesa dello status quo, conosciamo benissimo la situazione attuale dovuta agli anni del commissariamento e ai pesanti tagli imposti dal livello nazionale, le lunghissime liste di attesa e le difficoltà strutturali ma la soluzione non è certo quella di svendere ai privati e agli speculatori il diritto alla salute, bensì nell’investire le risorse pubbliche a disposizione per potenziare e rafforzare l’esistente", conclude l’esponente di Liberi e Uguali.



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