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OFFICINA L'AQUILA: IL CANTIERE
PIU' GRANDE D'EUROPA TRA
SICUREZZA E FORMAZIONE

Pubblicazione: 25 maggio 2018 alle ore 13:28

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L’AQUILA - Rigenerazione dei territori colpiti dal sisma: sicurezza, formazione e legalità; le iniziative delle commissioni nazionali Formedil e Cncpt nelle aree del Centro Italia colpite; le attività dell’Ufficio del coordinamento Ricostruzione del Comune dell’Aquila; il piano di cantierizzazione a supporto della ricostruzione nel cantiere più grande d‘Europa. 

Questi i temi al centro dell’ultima giornata di Officina L’Aquila, la tre giorni dedicata alla “resilienza fisica della città”, con un focus sui lavori ancora in corso e quelli già conclusi, che si è tenuta dal 23 al 25 maggio all'Auditorium del Parco del Castello nel capoluogo abruzzese. 

Un'edizione che, dopo i terremoti che hanno colpito il Centro Italia negli ultimi due anni, esce dai confini locali avviando un dibattito con il nuovo cratere sismico nell'ambito del tema “L'Aquila e l'Appennino” e diventa “Officina Italia”. L’evento è promosso e organizzato da Carsa srl, in collaborazione con l’associazione nazionale dei costruttori edili (Ance) Abruzzo, L’Aquila, Chieti, Pescara e Teramo. 

L’evento, che ha maturato nel tempo un Know-how a livello internazionale, “ha riscosso un grande successo, soprattutto per l’iniziativa Cantieri aperti, con la possibilità di visite nei luoghi di lavoro dislocati per la città”. Così Giovanni Cirillo, presidente della Scuola Edile-Cpt (Ente paritetico territoriale unificato per la formazione e la sicurezza per l’industria edilizia ed affini) della Provincia dell’Aquila.

“Il cantiere di per sé è un luogo pericoloso, perché è temporaneo e mobile, per questo è difficile fare delle procedure ripetute per i nostri dipendenti. Il nostro compito è di far lavorare gli operai nel modo più sicuro possibile, seguendo tutte le norme che regolano questo tipo di lavorazione”, ha detto Cirillo.

“Stiamo anche sperimentando, insieme alla Asl e all’Inail, gli effetti che possono derivare dagli agenti chimici che adesso si utilizzano nella ricostruzione aquilana, per esempio le fibre e tutti i materiali composti da elementi chimici. Stiamo studiando che tipo di effetto producono sui nostri operatori - ha aggiunto - ma il tutto è ancora in fase di sperimentazione e verifiche, quindi non ci sono ancora dei dati in merito”.

C’è poi la questione della sicurezza della cantierizzazione: “Nella ricostruzione dei centri storici spesso si intersecano vari operatori e imprese, per questo è importante farli dialogare, farli mettere d’accordo sulle procedure che vanno attuate insieme - ha spiegato - come per esempio la viabilità, la sicurezza, le vie di fuga. In questo senso, stiamo studiando delle linee guida per predisporre un Piano di cantierizzazione generale”.

Infine Cirillo ha voluto ringraziare l’Università dell’Aquila per il “grande supporto dal punto di vista tecnico e pratico”. Una collaborazione attiva che ha preso il via dal post-terremoto, quando anche gli studenti si sono resi protagonisti del processo di ricostruzione.

Pierluigi De Berardinis, titolare del corso organizzazione del cantiere del dipartimento di Ingegneria civile, edile-architettura e ambientale dell’Università degli Studi dell’Aquila ha precisato che “nel campo della sicurezza siamo particolarmente attivi come Università e in particolare nell’ambito della formazione sia di base che specialistica. Perseguiamo lo scopo di formare dei tecnici che saranno già arrivi sul mercato e protagonisti del processo di ricostruzione a 360 gradi, sia per gli aspetti progettuali tecnici e ricostruttivi, ma anche per quanto riguarda la sensibilità verso la sicurezza”.

De Berardinis ha concluso con una nota di “vanto” per l’intera città: “Nonostante L’Aquila sia il cantiere più grande d’Europa, il numero degli incidenti sul lavoro è minimo”. 

Tuttavia lavorare nei centri storici dell'Aquila, delle sue frazioni e dei piccoli Comuni del cratere non è facile. I cantieri spesso sono costretti a condividere spazi molto stretti, e in alcuni casi, come ha ribadito anche la soprintendente Alessandra Vittorini nei giorni scorsi, se si apre un cantiere per un aggregato o un monumento, non si riesce ad aprire per quelli di fronte, o a pochi metri di distanza.

Il direttore generale dell'ente scuola edile e Cpt della provincia dell'Aquila, Lucio Cococcetta, ha specificato che “La presenza di strutture emergenziali ancora presenti nei luoghi della ricostruzione crea difficoltà nella gestione dei cantieri da parte delle imprese perché ancora impattanti. C'è, poi, il limite di una viabilità ridotta e il poco spazio di manovra per i mezzi che operano in cantiere”.

Dal rapporto dei tecnici che visitano i cantieri emerge, inoltre, la difficoltà delle imprese nell’organizzare il cantiere tra apprestamenti e logistica.

Partire dal processo di ricostruzione aquilano ed allargarlo a tutti i territori colpiti dal sisma, di questo ha parlato Giustino Vallese, presidente della Federazione Architetti Abruzzo-Molise : “Bisogna allargare il discorso a tutto il Centro Italia ferito, perché dopo le battute iniziali, con progetti e idee, i riflettori si spengono - ha precisato - Bisogna sapere mettere mano a questi eventi, che ormai sono ascrivibili all’ordinarietà, non possono più essere considerati straordinari”. 

Per l’architetto, “risolvere i problemi quando i disastri sono già avvenuti è un limite, ma è necessario aprire ed ampliare una riflessione che miri alla prevenzione di questi eventi e che guardi ai meccanismi socio economici delle aree colpite dal sisma, che molto spesso sono sottoposte all’abbandono”, ha concluso. 

In quasi 10 anni di ricostruzione, infatti, non ci sono state morti bianche nei luoghi in cui le maestranze sono impegnate a ricostruire. “Un aspetto che rende L'Aquila un caso studio, un esempio da seguire anche a livello nazionale”. 

“A guardare i dati - ha spiegato il direttore dell'Inail Abruzzo Nicola Negri - abbiamo fatto bene a investire in formazione. Infatti per quanto riguarda gli infortuni nel settore edile in generale, c'è stato un calo del 4%: siamo arrivati nel 2016 a 1.700 infortuni in tutta la provincia. Per quanto riguarda le morti sul lavoro in tutta la regione registriamo un calo notevole, da 11 incidenti mortali del 2015 siamo arrivati a 5. Nella provincia dell'Aquila ne sono stati registrati due”.

Il dirigente del settore Ricostruzione privata del centro e delle frazioni del Comune dell'Aquila, Vittorio Fabrizi, ha ricordato che attualmente ci sono “250 cantieri attivi con oltre 3.000 operai che li popolano. Un piccolo esercito”.

Una ricostruzione entrata subito nel vivo, ha ricordato Fabrizi: “A quattro mesi dal sisma del 2009 abbiamo rilasciato il primo buono contributo per la riparazione e il miglioramento di un edificio. Ciò nonostante una ricostruzione ha bisogno di lustri per concludersi”.

Fabrizi ha rilevato che “andrebbe fatta una cornice nazionale valida per tutti gli eventi catastrofici per poi essere declinata con provvedimenti agili per i singoli casi”. 

Un bilancio positivo quello dell'edizione primaverile di “Officina L'Aquila” per il coordinatore Roberto Di Vincenzo: “Una delle migliori edizioni perché ha portato nuovi stimoli per rappresentare il presente e raccontare il futuro della città. Questi tre giorni di dibattito hanno di fatto sancito la nascita di 'Officina Italia', ovvero la valenza nazionale di 'Officina L'Aquila'. Sarà a questo punto una nostra priorità lavorare sin dalla prossima edizione di ottobre (23, 24 e 25) per allargare la partecipazione alle regioni del Centro Italia per porre con forza e convinzione dall'Aquila il tema dell'Appennino, delle sue città e dei suoi abitanti”.

Al termine dei lavori sono stati consegnati gli attestati di frequenza ai giovani coordinatori della sicurezza a conclusione del progetto “Borse di studio per la sicurezza nei cantieri edili della provincia dell'Aquila per l'anno 2017”, promosso dall'Inail Abruzzo e dall'Ente paritetico unificato per la formazione, la sicurezza e la salute della provincia dell'Aquila (Ese-Cpt L'Aquila).

A margine della consegna degli attestati è stata ricordata anche la giovane studentessa di Ingegneria Valentina Fiordigigli, deceduta in un incidente automobilistico a San Gregorio alcuni mesi fa: anche lei era una borsista del corso per diventare coordinatore della sicurezza.

Tante le presenze all'auditorium del Parco del Castello, che ha registrato il sold out in tutte le giornate: oltre ai semplici cittadini interessati alle tematiche della ricostruzione, hanno partecipato alla rassegna ingegneri, architetti, tecnici e professionisti dall'Aquila, dall'Abruzzo intero, dal Centro Italia prevalentemente (Latina, Frosinone, Ascoli Piceno, Roma, Fermo, Isernia, Campobasso, Cosenza): i luoghi che rientrano, grossomodo, nei crateri sismici degli ultimi dieci anni.

Con oltre 1.500 visitatori “Cantieri aperti” ha visto una partecipazione importante da più località.

Studenti delle scuole superiori e delle università si sono alternati (insieme a decine di tecnici) la mattina e il pomeriggio: studenti sono arrivati oltre che dall'Aquila, anche da Avezzano, Castel di Sangro, da Roma (Università La Sapienza), Rieti, Roma (Università Roma Tre). Le visite nei cantieri sono state rese possibili in totale sicurezza grazie alla supervisione del Cpt (Comitato paritetico territoriale – Scuola edile), che ha accompagnato i visitatori mettendo a disposizione l'intera struttura operativa (otto persone).

 



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