OK STAGIONE A PRATI DI TIVO:
PROVINCIA, ''VECCHIA GESTIONE
CI DEVE DARE 100 MILA EURO''

Pubblicazione: 18 novembre 2017 alle ore 17:27

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L'AQUILA - Riapriranno il 15 dicembre gli impianti sciistici di Prati di Tivo, la stagione si chiuderà il 31 marzo anche per consentire un’agevole conclusione dei lavori di messa in sicurezza dell’intero bacino, lavori finanziati dalla Regione con 2 milioni di euro e che sono in via di realizzazione da parte della Provincia, mentre gli impianti di Prato Selva resteranno chiusi per idanni subiti dal terremoto, come quelli della Ginestra, per i quali al momento non c’è alcuna possibilità di una gestione attiva ​o in pareggio.

Impianti e personale saranno gestiti direttamente dalla Gran Sasso Teramano, come è accaduto per la stagione estiva, dopo la scadenza del contratto di affidamento, il 2 maggio scorso, al Consorzio Gran Sasso-Prati.

Lo ha annunciato la Provincia a margine di un'assemblea della società in liquidazione "Gran Sasso Teramano", che si è tenuta a Teramo.

Oltre alla scelta delle date della stagione invernale, il presidente dell'Ente Renzo Di Sabatino, ha tenuto a fare delle precisazioni in merito alle dichiarazioni fatte ad AbruzzoWeb dall'ex presidente del Consorzio gestore degli impianti fino al 2 maggio 2017, Paolo Di Furio.

"Per anni la Gran Sasso Teramano Spa, società creata dagli enti per gestire gli impianti di proprietà della Provincia di Teramo, ha dato in affidamento all'esterno la gestione degli impianti - afferma - questo ha generato 'doppi costi' quelli della Gran Sasso e quelli indiretti delle perdite di gestione dei terzi: lo stesso Consorzio di cui Paolo Di Furio è stato presidente, deve alla Gran Sasso circa 100 mila euro".

La competenza in materia di turismo, dopo la riforma Delrio, è tornata in capo alla Regione, ma "dal 2014 la Provincia di Teramo ha intrapreso un'operazione di revisione dei costi e delle spese per portare a pareggio la gestione e renderla appetibile anche perché - spiegano dall'ente - le stringenti norme sulle partecipate, non consentono più indebitamenti di questo genere".

"Ma oltre alle considerazioni di carattere amministrativo e finanziario la Provincia si è assunta la responsabilità politica di non abbandonare quello che è uno dei comparti sciistici più importanti dell'Appennino", continua la nota.

"In collaborazione con la Regione, la Provincia è intervenuta sulla sistemazione della strada provinciale, che dalla statale porta ai Prati dove mancava la manutenzione da dieci anni; sta realizzando il piano di sicurezza del bacino; ha dato mandato alla "Gran Sasso Teramano" di provvedere alla gestione diretta degli impianti e ai liquidatori della società, che quindi si sono materialmente occupati della gestione estiva assumendo direttamente il personale e sovrintendendo a tutte le attività, di verificare se vi sono le condizioni, attraverso lo sviluppo di un piano industriale e di un piano finanziario, per la trasformazione della Spa, "costosa e ridondante rispetto alle attività da gestire", in una Srl.

"Tirato all'osso il costo per la stagione è di 350 mila euro. Se va benissimo riusciamo a chiudere in pareggio. Aprire 15 giorni prima e chiudere 15 dopo aumenta i costi di 100 mila euro e con i dati presenze non verrebbero coperti - sottolinea Di Sabatino - Ricordo che la societa è pubblica e i soldi sono pubblici. Grazie a 1 milione 200 mila euro di fondi europei siamo riusciti a transigere con Unicredit, azzerando una esposizione di 4 milioni di cui 3 potenzialmente a carico della Provincia".

"Avevo chiesto 2 milioni del Masterplan per innevamento, tappeti, skilift - ha aggiunto il presidente della Provincia - Li utilizzeremo quasi tutti per la sicurezza, sempre più stringente dopo la tragedia di Rigopiano. La stagione estiva è partita tardi, come negli ultimi anni, perchè siamo stati costretti a gestire gli impianti direttamente rispettando tutte le norme, messa in sicurezza, controllo impianti, selezione personale, in assenza di candidature e certamente di storiche divisioni di vedute fra gli operatori locali. Ad oggi l'alternativa a quanto stiamo garantendo assumendoci enormi responsabilita sarebbe stata la chiusura degli impianti e dunque della stazione".

STAGIONE INVERNALE E ASSUNZIONI PERSONALE

Nei giorni scorsi, intanto, si è svolta la selezione del personale per la stagione invernale: sono state individuati 22 addetti con mansioni e qualifiche specifiche, dal battipista al responsabile del Piano valanghe. Nei prossimi giorni, quindi, inizieranno le attività per la predisposizione dell’assetto invernale degli impianti mentre la Provincia sta completamento l’individuazione degli interventi per la messa in sicurezza del bacino sciistico.

"La gestione estiva, con le sue 23 mila presenze, è finita in pareggio anzi con un piccolo utile - ha dichiarato il presidente Di Sabatino - la gestione diretta degli impianti da parte della 'Gran Sasso Teramano', con una serie di operazioni che hanno consentito una sensibile riduzione dei costi fissi e una oculata organizzazione del personale, ci fanno ben sperare per la stagione invernale. Anche sulla base di questa esperienza l’assemblea ha deciso di valutare la possibilità di una trasformazione societaria, dalla società per azioni, sovradimensionata e oggi in liquidazione, a società a responsabilità limitata".

"Faremo delle proiezioni con un piano industriale e un piano finanziario - ha concluso - stiamo cercando di sciogliere uno alla volta tutti i nodi che avevano reso aggrovigliata e oltremodo onerosa per le casse pubbliche, la gestione degli impianti di risalita".

Altro discorso per gli impianti di Prato Selva: quelli dell’Abetone sono a fine vita e hanno subito danni con il terremoto, potrebbero essere sistemati quelli della Ginestra ma non c’è alcuna possibilità di una gestione attiva o quantomeno in pareggio mentre permangono i “passivi” che si sono accumulati con le gestioni precedenti affidati a terzi. Al momento, quindi, gli impianti rimangono chiusi.



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