OMBRINA: BRACCO, ''ROCKHOPPER CHIEDE 257 MILIONI DANNI, REGIONE AGISCA''

Pubblicazione: 04 giugno 2018 alle ore 18:27

ORTONA - Si affacciano nuovi timori sulla questione delle trivellazioni per un progetto fortemente contestato in Abruzzo, quello della piattaforma Ombrina Mare, per cui la Rockhopper Exploration ha chiesto un risarcimento allo Stato italiano da 275 milioni di euro per mancato profitto.

A risvegliare questi timori è il ricorso proposto dal ministero dell'Ambiente al Tar del Lazio, che avrebbe lo scopo di ottenere chiarimenti in ordine alla modalità di esecuzione della sentenza del Consiglio di Stato del 2016 nella quale è stato escluso ogni tipo di ritardo e di conseguenza la pretesa risarcitoria.

E' necessario a questo punto, come denunciato dal consigliere regionale di Sinistra italiana, Leandro Bracco, l'intervento della Regione Abruzzo "affinché non si assista a un'atroce beffa a discapito dei cittadini che rischiano di assistere impotenti al riconoscimento di un danno milionario a favore di una società che avrebbe voluto realizzare un progetto altamente impattante le cui molteplici conseguenze si sarebbero protratte per generazioni e generazioni".

Ad aprile 2017 il Ceo della Rockhopper Exploration, Sam Moody aveva richiesto un arbitarto internazionale ad Amsterdam per il cambiamento della legge o, in alternativa, un risarcimento mancati profitti e alti costi sostenuti in seguito allo stop del progetto Ombrina mare contro cui l'Abruzzo si è opposto con tutte le forze.

Nella legge di Stabilità del 2016, infatti, è stato stabilito il divieto di trivellazioni nelle zone di mare poste entro le 12 miglia nautiche, ossia 22 chilometri, rispetto alla costa.

"Non posso non domandarmi – sottolinea Bracco – quale sarà la modalità di agire che attueranno sia la Regione Abruzzo che l'avvocatura regionale considerando il fatto che altre amministrazioni sono pronte a costituirsi e in quella sede far rilevare come la sentenza del Consiglio di Stato abbia già chiarito in maniera inequivocabile la circostanza che riguarda il risarcimento danni".

"E' dunque basilare – conclude Leandro Bracco – che anche la nostra Regione assuma una posizione netta affinché non si assista a un'atroce beffa a discapito dei cittadini che rischiano di assistere impotenti al riconoscimento di un danno milionario a favore di una società che avrebbe voluto realizzare un progetto altamente impattante le cui molteplici conseguenze si sarebbero protratte per generazioni e generazioni".

 



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