VENEZUELANI ABRUZZESI, ''NO PETTEGOLEZZI, QUESTO E' IL MOMENTO DEL
CORDOGLIO''; OGGI SEQUESTRATE ANCHE DUE AUTO, UNA AL NONNO VITTIMA

OMICIDIO PESCARA: CARABINIERI ASCOLTANO PADRE, FRATELLI E ZIO DI ALESSANDRO NERI

Pubblicazione: 15 marzo 2018 alle ore 18:40

PESCARA - I carabinieri di Pescara  hanno ascoltato, nella sede del Comando provinciale, il padre, due fratelli e lo zio di Alessandro Neri, il 29enne di Spoltore (Pescara) ucciso a colpi di arma da fuoco e trovato morto giovedì scorso in un canale alla periferia Sud di Pescara. 

Il padre del ragazzo, Paolo Neri, è già stato ascoltato diverse volte dagli inquirenti, mentre per il fratello di Alessandro, Massimiliano, rientrato nelle ultime ore da Miami, e per Paolo Junior, rientrato da Dublino,si tratta della prima volta.  Con loro anche il marito della sorella del padre del giovane.

Ad una settimana esatta dal ritrovamento del corpo del giovane le indagini vanno avanti senza sosta e non si esclude nessuna pista. Al momento non ci sono indagati. 

I fratelli Neri hanno lasciato il Comando provinciale dei carabinieri evitando i giornalisti e i fotografi. In caserma, nel tardo pomeriggio, è arrivato anche un amico del 29enne che, concedendo pochi secondi ai cronisti, ha affermato: "Se Alessandro era ancora qui era meglio". 

Questa mattina poi i Carabinieri hanno sequestrato due automobili: un'Audi Q5 nella villa del nonno materno del giovane, Gaetano Lamaletto, a Giuliano Teatino (Chieti), e una Mercedes nell'azienda vitivinicola di famiglia ad Orsogna (Chieti).

Più in generale i militari stanno eseguendo perquisizioni e sequestrando materiale ritenuto di possibile interesse. 

Una delle piste battute dall'indagine portano agli interessi della famiglia della vittima in Venezuela. 

Il "core business" dell'attività economica di famiglia, ovvero l'azienda di ceramica Balgres, ha infatti sede a Caracas nella "Torre Lamaletto", fondata negli Anni '50 da nonno Gaetano. 

A  tal prosito Johnny Margiotta, consigliere del Cram Venezuela, il consiglio regionale abruzzesi nel mondo, ha oggi affermato che "la storia di questa famiglia in Venezuela appartiene soltanto alla famiglia stessa, quindi non possiamo entrare nel merito. Aspettiamo che le forze dell'ordine facciano le loro ricerche e facciano chiarezza sulla vicenda". 

Margiotta afferma poi che "personalmente non ho avuto rapporti specifici con la famiglia di Alessandro, però ho diversi amici che conoscono queste persone e che le considerano persone perbene, che hanno fatto tanto in Venezuela e tanto anche in Italia, perché in qualche modo riportiamo sempre in Italia una parte del lavoro fatto in Venezuela".

"Siamo molto scossi e sentire queste notizie ci fa rabbrividire, perché psicologicamente siamo già molto provati- ha aggiunto Margiotta - sono rientrato in Italia ad agosto per ritrovare un po' di pace, per stare più a contatto con la semplicità della vita in Abruzzo, dove tutto è tranquillo e genuino - prosegue Margiotta -. Non so cosa raccontare a mia moglie, venezuelana, alla quale nel luglio scorso dissi di prendere le valigie e andare via, perché in Abruzzo certe cose non le avremmo più vissute, e invece una volta arrivati qui ci siamo trovati a dovere fare i conti con certe notizie".  

Accorato appello anche di Maria Claudia Lopez, dell'associazione VenEuropa, componente dell'Osservatorio emigrazione per il Venezuela del Cram Abruzzo, e amica di famiglia dei genitori di Alessandro. 

"Questo è il momento di tacere ogni sentimento o impressione personale che non aggiunga nulla alle indagini e che si risolva nel pettegolezzo. In questo momento intendiamo esprimere solo cordoglio e sostegno morale ad una famiglia alla quale siamo legati da sentimenti di amicizia e dalle origini comuni - ha proseguito Lopez, parlando a nome dei numerosi appartenenti alla comunità italo venezuelana in Abruzzo - e naturalmente auspichiamo, in nome dei principi di civiltà e umanità, che la verità possa emergere al più presto". 

La comunità italo venezuelana sarà presente al funerale di Alessandro, con la bandiera del Venezuela, e "in accordo con la società civile pescarese e nel rispetto dei tempi della famiglia", organizzaerà forse una fiaccolata. 

 



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