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OPEN DAY ACCADEMIA BELLE ARTI L'AQUILA , UNA RICCA OFFERTA FORMATIVA

Pubblicazione: 14 marzo 2017 alle ore 12:31

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L’AQUILA - Un open day colorato e spumeggiante, quello organizzato oggi dall’Accademia delle Belle arti dell’Aquila.

Ragazzi colorati, dai capelli fluo alle magliette distribuite per sponsorizzare questa giornata, in cui l’Accademia ha aperto le porte a quanti volessero dare uno sguardo, curiosare o toccare con mano la ricca offerta formativa.

Una scuola in ascesa, con un boom di iscritti per l’anno accademico in corso e che conta di fare sempre di più, come spiega lo stesso direttore, Marco Brandizzi.

"Veniamo incontro a tutti - commenta ad AbruzzoWeb - quest’anno abbiamo avuto il problema degli studenti dell’ultimo anno delle scuole superiori. Tanti hanno perso già parecchi giorni di scuola a gennaio e non sono potuti venire oggi", a causa dello sciame sismico e delle chiusure delle scuole.

"E allora sapete che cosa faremo? Andremo noi da loro, stiamo organizzando proprio per i prossimi giorni degli open day nelle scuole superiori e altri due qui da noi".

Il problema reale della sicurezza degli edifici scolastici invece non sembra preoccuparlo. "Questo edificio è sicuro - ribadisce ancora una volta - ma il problema della sicurezza esiste, ci mancherebbe. Comunque qui non abbiamo avuto danni nemmeno a seguito del sisma del 2009".

La particolarità dell’open day di oggi è che non sono stati presentati semplicemente i corsi, ma i ragazzi hanno potuto vedere proprio come funziona un laboratorio nella quotidianità del loro lavoro.

E tante anche le novità, dalla triennale di fotografia, al corso sulla costruzione di un programma televisivo a cui parteciperà l'ex direttore del Corriere della Sera, Paolo Mieli.

"Una presenza importante di uno storico ancor prima del giornalista - rimarca Brandizzi - che spiegherà proprio la storia e tutto ciò che c’è dietro la costruzione di un programma".

"Stiamo lavorano affinché il boom di iscritti che ha caratterizzato quest’anno non sia un caso isolato - auspica in conclusione - Non è semplice muoversi in una città come L’Aquila, con dei problemi oggettivi. Noi cerchiamo di andare avanti, facendo dell’Accademia un’eccellenza nazionale".

Girovagando tra le aule, tanti sono gli studenti a lavoro, come per esempio quelli di scultura seguiti dai professori Italo Zuffa, Bruna Esposito e il giovane aquilano Matteo Ludovico.

"Un importante momento di condivisione con  questi ragazzi giovanissimi che vengono a vedere - spiega la Esposito - a curiosare e a rendersi conto se possa essere in caso, la loro strada per il futuro. Toccare con mano il corso di scultura e non tramite delle immagini sul computer".

Scultura non fine a se stessa, ma che abbracci anche la modernità. "Può essere considerato scultoreo - aggiunge - anche un lavoro fatto con l’aiuto di mezzi, toccare con mano la tridimensionalità dell’oggetto in perfetto connubio tra classico e moderno".

Tra Zuffa e la Esposito, Ludovico, prima studente dell’accademia e ora docente. "Sono molto felice di insegnare qui dove ho studiato, sono stato anche fuori per approfondire le tecniche di scultura", afferma.

"È bello vedere che c’è risposta in un momento particolare, in tutta Italia sono poche le iscrizioni, qui stanno aumentando - aggiunge - Va alla grande anche e soprattutto il corso di fotografia, ma c’è un grande lavoro a monte di direzione e docenti tutta la promozione che si fa all’esterno".

Positivo anche il riscontro per la professoressa di restauro ecoordinatrice dei corsi, Elisabetta Sonnino

"Queste lastre su cui stiamo lavorando vengono dalla chiesa del Suffragio dell’Aquila e i frammenti di affresco del primo secolo A.C. dal sito archeologico di Alba Fucens", fa notare.

La parte di laboratorio consiste nel ricovero dei manufatti vincolati che vengono consegnati in base alla progettazione della scuola dalle soprintendenze, tramite una convenzione che viene stipulata di volta in volta.

"Sono molto soddisfatta e orgogliosa della risposa dei ragazzi - aggiunge in conclusione - Lavoriamo sulle immagini delle porzioni dipinte come erano negli anni ’70. Queste parti rimosse sono crollate in seguito al terremoto del 2009. Il lavoro è stato avviato l’anno scorso con la catalogazione e la messa in sicurezza dei lacerti. Quest’anno stiamo effettuando delle ricomposizioni con l’ausilio di procedure tecnologiche e virtuali".

E infine il corso più colorato, nuovo e molto frequentato, con 36 immatricolazioni quest'anno: quello di fotografia tenuto dal professore e fotografo romano Stefano Cesaroni.

"Un corso nuovo triennale, che abbiamo congeniato,studiato e messo a punto", precisa Cesaroni, che presta la sua opera da molti anni, da prima del boom di immagini conseguente anche all’avvento dei social quando si lavorava ancora con le pellicole.

"Sto vedendo un mondo nuovo, che viaggia tantissimo con le immagini, che sono diventate estremamente più semplici da realizzare. Basta uno smartphone di media qualità - evidenzia - Adesso ciò che manca a questi ragazzi sono le istruzioni per l’uso, gli stiamo dando tanti strumenti senza spiegare l’utilizzo, va benissimo iniziare a ritrarre in modo istintivo ma poi si ha bisogno di essere instradati".

"Molti sono interessati a saperne di più, ma devono apprendere ciò che noi 'vecchie' guardie abbiamo imparato andando a bottega da altri fotografi. Pensare agli apparecchi fotografici a pellicola sembra quasi preistoria, riflettendo su ciò che abbiamo adesso. Chi ha  iniziato negli anni ‘80 sa benissimo quanto fosse fondamentale la teoria con gli strumenti a pellicola, altrimenti le foto non sarebbero uscite!", sostiene ancora.

Nella giornata di oggi, Cesaroni ha presentato uno stage sulle fotografie di moda, quelle praticamente dei servizi fotografici, una sala gremita e le modelle colorate in posa. "È bellissimo lavorare all’Aquila - commenta in conclusione - sono al secondo incarico e qui ho trovato un ambiente vivo, fertile, ricettivo e frizzante. Si, sono molto soddisfatto!".



© RIPRODUZIONE RISERVATA

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