OSPEDALE CHIETI: MALTAURO CONTRATTACCA
''IN REGOLA CON IL FISCO, LA ASL DIA L'OK''

Pubblicazione: 09 febbraio 2017 alle ore 07:04

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CHIETI - "Siamo in regola con il fisco, la Asl di Lanciano Vasto Chieti disponga, dunque, l'archiviazione della procedura e dia l'ok al project financing per la realizzazione del nuovo ospedale entro i termini del 20 febbraio".

Questo il succo di una lunga lettera del 3 febbraio scorso inviata dal gruppo Icm, che fa capo al colosso veneto delle costruzioni Maltauro, che come noto ha presentato a novembre la finanza di progetto definitiva per la realizzazione della nuova struttura sanitaria teatina, dal momento che l'attuale impianto viene ritenuto da perizie pericoloso dopo la scoperta di difetti di costruzione e l’utilizzo di cemento impoverito.

Una lettera dati toni duri e perentori inviata alla Asl chietina e, per conoscenza, all’Autorità nazionale anticorruzione (Anac), che suona anche come un’intimazione che prelude a future azioni legali e richieste di risarcimenti milionari, qualora la Asl continui sulla strada del diniego alla manifestazione di interesse al progetto con motivazioni che il gruppo Icm ritiene insussistenti.

In essa, infatti, si smonta pezzo per pezzo la posizione sostenuta dalla relazione di Filippo Manci, responsabile unico del procedimento, e dal parere di Stefano Spadano, dell’ufficio legale dell'azienda sanitaria.

Secondo i due professionisti, infatti, non si potrebbe dare parere positivo al project, a causa del mancato pagamento di una cartella esattoriale da 17.360 euro da parte della società Centrale Mazzoni Srl, incorporata al gruppo Maltauro nel 2011, in quanto questa omissione costituisce una “violazione grave” delle disposizioni di legge, che impone la regolarità fiscale a chi presenta un project financing.

La Asl ha segnalato questa irregolarità anche alla procura della Repubblica di Chieti e alla stessa Anac. E il 26 gennaio ha comunicato alla Imc il preavviso di rigetto della proposta di project.

Entro il 20 febbraio, la Asl dovrà esprimersi sul “pubblico interesse” dell’opera, un atto propedeutico all’avvio dell’iter di gara europea, in merito alla quale la proponente Maltauro avrà sì un diritto di prelazione, ma dovrà competere con altri colossi delle costruzioni pronti a scendere in campo. Ma se la Asl resterà ferma sulle sue posizioni, tutto salterà.

Una vicenda a suo modo clamorosa: un progetto di finanza per un nuovo ospedale dal valore di 225 milioni, da realizzare al posto dell'attuale nosocomio, vecchio e con gravi problemi di sicurezza sismica, rischia infatti di sfumare per una presunta pendenza fiscale di appena 17.360 euro, imputabile per di più non direttamente alla Icm, ma a una sua società controllata.

Tutto questo in un clima sempre più teso: non a caso che c’è chi insinua che dietro questo "eccesso di zelo" ci sia, in realtà, la volontà di mandare a ramengo il progetto del nuovo ospedale, che è fortemente sostenuto dal presidente della Regione, Luciano D’Alfonso, e dall’assessore alla sanità Silvio Paolucci. Un po' meno entusiasta la stessa Asl, diretta da Pasquale Flacco.

Forte infine, è l'opposizione del centrodestra in Regione, con in testa il consigliere regionale teatino Mauro Febbo, lo stesso che era assessore nella precedente Giunta guidata dal presidente Gianni Chiodi, che ha recepito la proposta originaria di project.

Venendo al contenuto della lettera dell’Icm, firmata dall'amministratore delegato Alberto Liberatori, e dagli avvocati Arturo Cancrini e Francesco Vagnucci, due nomi di punta nel panorama nazionale. In essa si sostiene che "appare evidente che il debito fiscale (non definitivo) della Centrale Mazzoni non è idoneo a incidere sul possesso del requisito di regolarità fiscale della Icm".

E questo perchè semplicemente l’esistenza di questo debito con in fisco non era stata comunicato da chi di dovere.

"È pacifico e conclamato - scrivono i legali dell’azienda - che alla data di presentazione della domanda di presentazione della proposta di project financing, il 19 luglio 2016, né all'incorporata Centrale Mazzoni né alla Icm era stata notificata la cartella di pagamento in contestazione, sicché nella fattispecie, non essendoci un debito definitamente accertato, non è configurabile un'ipotesi di falsa dichiarazione".

A dimostrarlo una comunicazione ricevuta dalla competente direzione regionale del Veneto allegata alla lettera che, su richiesta dalla società Icm, ha confermato la "non sussistenza di carichi pendenti”. Datata del 6 luglio 2016, prima, dunque, della presentazione del progetto di finanza non definitivo.

Il diniego della Asl si basa, tuttavia, su una comunicazione dell'Ufficio Territoriale di Vicenza, che invece aveva rivelato l’esistenza del debito.

Ma l’Icm ribatte che "le discrasie tra la certificazione rilasciata dall'Ufficio Grandi Contribuenti della Direzione Regionale per il Veneto e quella rilasciata dall'Ufficio Territoriale di Vicenza, ferma la competenza della prima in relazione alla posizione fiscale della Icm, sono addebitabili unicamente a un errore del sistema informativo dell'anagrafe tributaria e precisamente, a un vizio nel flusso informativo tra la l'Ufficio di Vicenza e la Direzione Regionale del Veneto”.

L’Icm ha appreso, insomma, per la prima volta della sussistenza del pendenza debitoria a seguito della procedura della Asl teatina, il 28 ottobre 2016, e appena tre giorni dopo ha provveduto a pagare spontaneamente la cartella, "con ciò dimostrando la propria assoluta buona fede e volontà di adempimento rispetto a una pendenza mai conosciuta né conoscibile prima di allora".

Nella lettera, infine, si richiamano norme nazionali e comunitarie per le quali l’esclusione dal project financing non può essere applicata quando l'operatore economico “ha ottemperato ai suoi obblighi pagando o impegnandosi in modo vincolante a pagare le imposte dovute, compresi eventuali interessi o multe”.

E una sentenza del Consiglio di Stato che, pronuciandosi su una vicenda molto simile, ha stabilito che “solo le violazioni note e definitivamente accertate, in quanto non più impugnabili dinanzi al Giudice tributario, onerano i concorrenti a dichiararle e ne legittimano l'esclusione al ricorrere dei presupposti di legge”.

Insomma, per l’Imc quanto sostenuto dalla Asl di Chjeti non sta in cielo né in terra e anche se nella lettera non viene detto, sembra pronta a dare battaglia legale in caso di respingimento del project financing per il nuovo ospedale.

Un'altra dimostrazione di un clima giorno dopo giorno sempre più incandescente è un passaggio in cui come già scritto, si ricorda che, “ritenendo incomprensibilmente insufficienti” le giustificazioni addotte dalla Icm, sulla presunta mancanza la Asl ha segnalato la vicenda sia alla procura che all'Anac, dimenticandosi però di fare altrettanto con i diretti interessati: "Dell'esistenza di tale nota abbiamo avuto conoscenza solo a mezzo stampa", la critica.



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