OSPEDALE CHIETI: PER RUP MOLTE CRITICITA'
NEL PROJECT, LA REGIONE PRENDE TEMPO

Pubblicazione: 12 settembre 2017 alle ore 18:56

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CHIETI - Ancora intoppi per il project financing del nuovo ospedale di Chieti: il rup Emidio Primavera, direttore del dipartimento Opere pubbliche della Regione Abruzzo ha evidenziato numerose criticità di natura tecnica e anche finanziarie entrando nel merito  del progetto da 225 milioni di euro presentato dal gruppo Maltauro, che dovrebbe sostituire l’attuale noscomio che gravi problemi di sicurezza sismica e di cui si attende però oramai da tre anni la conclusione dell’iter, con la dichiarazione di pubblica utilità, a cui dovrà seguire un bando di gara europeo.

Quello di Primavera non è però un “no” definitivo. A stretto giro infatti il direttore generale della Regione Vincenzo Rivera, ha invitato il rup, con una lettera del 25 agosto, a “sospendere qualsivoglia decisione nel merito, essendo essendo necessari ulteriori approfondimenti”.

Per la Regione insomma sono possibili modifiche progettuali, che saranno oggetto di valutazione in riunioni tecniche che saranno convocate a stretto giro. Il consigliere regionale di Forza Italia, nonché presidente della commissione vigilanza, Mauro Febbo, grande nemico del projct, considera invece quella del rup una sonora e praticamente definitiva bocciatura.

La relazione istruttoria a firma di Primavera riporta la data del 22 agosto. Il rup è stato affiancatonel suo lavoro dallo staff di dirigenti e tecnici interni, ed anche dal consulente esterno Veronica Vecchi, docente responsabile dei corsi alla Bocconi in materia di partenariato pubblico e privato, che già aveva espresso parere negativo al progetto. Come del resto aveva fatto anche l’avvocato Velia Leone dello studio ‘Leone e Associati’ di Roma, incaricata dal primo gruppo di lavoro nominato dalla Asl a febbraio scorso, quando il rup era Filippo Manci, poi rimosso allorquando la Regione ha avocato a se la pratica, togliendola alla Asl di Lanciano Vasto Chieti.

Tra le criticità evidenziate da Primavera, quelle di carattere tecnico funzionali, come ad esempio le dimensioni non adeguate delle camere, l’eccesivo numero di posti letto nella sala dialisi, i molti limiti del progetto del reparto di radiologia, gli spazi da adibire a deposti troppo piccoli. Inoltre osserva il rup, nel progetto della Maltauro non viene previsto l'adeguamento dell'elisuperfice.

Ci sono poi le criticità di carattere economico finanziario. Il rup invita a ricalcolare in modo più puntuale i costi di gestione dell’ospedale, nelle singole voci, per valutare l’effettiva convenienza del project per la Regione. Si richiama alla normativa vigente, secondo la quale “la finanza di progetto è un valido strumento di coinvolgimento dei privati purché venga realizzata integralmente con capitali privati, limitando l'eventuale contribuzione pubblica ad importi non significativi”.

E a tal proposito si evidenzia la necessità che anche il project teatino “sia realizzato effettivamente con capitali privati”. Propone poi di inserire nei servizi che il proponente intende gestire in proprio, per rifarsi dell'investimento solo il servizio di manutenzione delle opere edili e affini, delle aree verdi, e della manutenzione tecnica degli impianti. Escludendo invece altri servizi, come ad esempio il lavanolo e la sterilizzazione, le pulizie, la ristorazione e la manutenzione delle apparecchiature elettormedicali.

Per questi servizi osserva il rup, "va presentato dal proponente idoneo capitolo gestionale”.

Il rup scrive poi che va prevista una revisione meccanismo del canone che la Regione dovrà pagare per l'utilizzo della struttura, che “deve essere soggetto a decurtazioni automatiche, necessarie al fine di assicurare l'effettivo trasferimento del rischio operativo in capo all'operatore economico, calcolate sulla base del valore della produzione non generato”.

 In brutale sintesi per il rup Primavera il project financing e nell’attuale versione ancora tropo sbilanciato sul pur legittimo interesse privato.

La Regione Abruzzo, come conferma la lettera di Rivera, ritiene possibile un suo aggiustamento.

Gongola invece Febbo, nemico giurato del project financing di Chieti, che nella veste di presidente della Commissione vigilanza annuncia la convocazione nei prossimi giorni del presidente Luciano D’Alfonso.

“A me pare evidente – commenta Febbo – che è arriva la seconda sonora bocciatura, dopo quella del rup Manci, emessa questa volta addirittura dai tecnici della stessa struttura regionale, che sentenzia ancora una volta e definitivamente l’impercorribilità del project financing nato e iniziato esclusivamente per volontà del presidente D’Alfonso che oggi lascia, dopo tre anni di chiacchiere inconcludenti, il SS. Annunziata di Chieti ancora senza un progetto serio e un futuro sui Dea”.

Febbo si dice poi "molto preoccupato poiché leggendo la lettera di risposta che il direttore generale Vincenzo Rivera invia al Rup Primavera si chiede ulteriore tempo e di procrastinare la decisione sulla pubblica utilità. Dal mio punto di vista è del tutto evidente che in questo modo si vuole solo perdere ulteriore tempo danneggiando la struttura di Chieti, e con il tempo la Facoltà di Medicina, in quanto il Ministero da tempo chiede di conoscere la posizione della Regione Abruzzo sulla decisione e i termini della realizzazione del Dea di secondo livello tra l’ospedale di Chieti e di Pescara”.

“Quindi non vorrei - conclude FEbbo - che questa ulteriore richiesta di procrastinare la definizione, dopo la chiara e inequivocabile relazione negativa di Primavera, sia solo un escamotage per togliere qualche reparto e spostare l’università del Policlinico a favore della città di Pescara. Su questi punti terremo vigile e alta l’attenzione”.

 

 

 

 



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