IL MANAGER FLACCO, ''ENTRO CAPODANNO 30 POSTI'' MA SERVIVA A OTTOBRE

OSPEDALE CHIETI: VA TROPPO A RILENTO
LO SVUOTAMENTO REPARTI A RISCHIO SISMA

Pubblicazione: 27 dicembre 2016 alle ore 09:21

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CHIETI - Seppur a rilento rispetto al cronoprogramma annunciato a fine agosto, continua lo svuotamento dei corpi “C” ed “F” dell’ospedale Santissima Annunziata di Chieti, ovvero dei due stabili di 10 piani, che per anni hanno ospitato oltre 100 posti letto.

E questo anche dopo che si è scoperto, nel 2012, che erano stati costruiti con pilastri con cemento impoverito, nonché sottodimensionati, e dunque a rischio crollo in caso di forte terremoto.

Un fatto gravissimo se si considera che il sisma da queste parti va considerato quasi un “compagno di viaggio”, alla luce degli eventi devastanti dell’Aquila nel 2009 e dei mesi scorsi nel Centro Italia, Abruzzo compreso.

Pasquale Flacco, direttore generale della Asl numero 2 Lanciano-Vasto-Chieti, con grande normalità spiega ad AbruzzoWeb che entro Capodanno “completeremo lo spostamento dell’unità di Terapia intensiva cardiologica, sul corpo M, che è sicuro dal punto di vista sismico, in tutto saranno trasferiti 30 posti letto”.

Il trasferimento, tuttavia, era previsto tra fine ottobre e inizio novembre.

“A gennaio - prosegue Flacco - sarà la volta del trasferimento del reparto di Dermatologia all’ospedale di Ortona, almeno temporaneamente”.

Le tempistiche questa volta, se rispettate coincideranno con quelle previste dal cronoprogramma. Resta ora il problema di trovare spazi idonei per Ostetricia e Ginecologia.

“Stiamo valutando le soluzioni possibili - spiega Flacco - diciamo che va fatto un lavoro di domino, liberare prima gli spazi necessari con altri trasferimenti”.

L’ipotesi in campo resta quella di spostare i reparti a rischio nel corpo “B”, negli spazi attualmente occupati da Dermatologia.

Che i corpi “C” e “F” siano pericolosi è cosa nota dal 2012, grazie a uno studio tecnico affidato dalla Regione alla Stin di Roma.

Ma solo ora, dopo anni di ritardo e riunioni, costose ma improduttive alla luce del lauto compenso degli esperti, si sta procedendo a svuotarli.

Come se non bastasse, dalle carte del processo per difetti di costruzione, andato in prescrizione, si è scoperto anche che è anche l’intero ospedale a rischio sismico e senza certificazioni.

Il nosocomio teatino, come evidenziato da questo giornale, non possiede nemmeno la certiticazione antincendio, in buona compagnia di tante altre strutture sanitarie abruzzesi e italiane.

E intanto prosegue a rilento anche la procedura, sulla quale la Asl non ha mai fatto un punto per informare la collettività, per la realizzazione del nuovo ospedale attraverso il project financing ritenuto, almeno a parole, da buona parte degli amministratori regionali e dei tecnici, l’unica chance per una nuova struttura.



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