OSPEDALE L'AQUILA: BIONDI ANNUNCIA, BOCCIATO
IL PROJECT GUERRATO-MANCINI, 'ERA REGALO A PRIVATI'

Pubblicazione: 20 settembre 2017 alle ore 16:15

L'ospedale San Salvatore dell'Aquila

L’AQUILA - “Si chiude mestamente la vicenda del project financing per l’ospedale San Salvatore”.

A dichiararlo in una nota è il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, per il quale “da informazioni assunte, infatti, sembra che la direzione generale della Asl abbia bocciato la proposta presentata da un’associazione temporanea di imprese”, composta dalla veneta Guerrato, oggi in concordato con un debito monstre, e la Mancini Srl.

“Non sono ancora note le motivazioni, ma è evidente che quanto avevamo già denunciato in campagna elettorale si è tramutato in realtà - prosegue - e cioè che c’era un tentativo di regalare la sanità aquilana nelle mani dei privati, perché il progetto avrebbe comportato costi insostenibili per le casse dell’Asl Avezzano-Sulmona-L’Aquila”.

Per Biondi, che come primo cittadino del capoluogo è anche presidente del comitato ristretto dei sindaci, il tema della finanza di progetto “non è da rigettare pregiudizialmente, ma il ricorso a esso è ammissibile solamente quando siano presenti due fattori: il vantaggio per la pubblica amministrazione e l’assunzione di rischio da parte del privato proponente”.

“Siamo contenti del deciso passo indietro della direzione della Asl aquilana - conclude Biondi - perché è un ulteriore segnale che l’aria sta cambiando e che in città non c’è spazio per operazioni spericolate”.

IL CASO PROJECT

Il project per il “San Salvatore” è stato presentato da Guerrato Spa di Rovigo, colosso veneto con forti interessi in Abruzzo negli appalti pubblici di manutenzione, oggi finita in concordato con un debito di 60 milioni di euro. Guerrato era in associazione temporanea (Ati) con la ditta Mancini Srl.

Il progetto è già stato bocciato in una prima versione, l’unica di cui, a oggi, siano noti alcuni dettagli.

Sulla proposta, anche attraverso alcune carte, aveva attaccato battaglia in campagna elettorale l’allora candidato sindaco del centrodestra Biondi, che oggi indossa la fascia tricolore, finendo il polemica con il manager, Rinaldo Tordera, che lo aveva criticato parlando di “considerazioni avventate” ed “effimeri polveroni”. Oggi i due sembrano andare d’amore e d’accordo.

Secondo i documenti di Biondi, la prima versione del progetto, quella bocciata, prevedeva 9 interventi con tutta una serie di servizi, a carico della sanità aquilana che avrebbe dovuto pagare un contributo dal 2020 al 2046 in tutto di 1 miliardo 25 milioni di euro.

Sempre per Biondi, in cambio dei lavori la Asl avrebbe dovuto pagare un canone annuo di disponibilità che a salire da 3,4 a 4,5 milioni all’anno, un corrispettivo di gestione dei servizi da 21,5 milioni fino a 27,9, rinnovi tecnologici da 7,3 a 9,5 milioni e, in più, un contributo forfettario 28,8 milioni. In tutto, una rata annua che sarebbe salita da 32,2 milioni fino a 41,9 nel 2046.

I lavori sarebbero consistiti nel creare parcheggi coperti a pagamento, una zona negozi, una galleria commerciale, parcheggi scoperti gratuiti, cucina e spogliatoi per sale operatorie e mensa, 12 ascensori, cappotto termico e sostituzione infissi, oltre all’adattamento di 4 edifici.

Il futuro primo cittadino aveva annunciato anche una richiesta di accesso agli atti per avere le carte della seconda proposta e verificare le differenze rispetto a questa prima, ma da allora, almeno in pubblico, non si è saputo più nulla dell’argomento fino a oggi.



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