OSPEDALE L'AQUILA: GALZIO
CONGELA DIMISSIONI, OPERA
E SARA' RELATORE A FIRENZE

Pubblicazione: 27 settembre 2016 alle ore 13:46

Renato Galzio

L’AQUILA - Dopo il caso clamoroso delle dimissioni del luminare Renato Galzio, primario della Neurochirurgia dell’ospedale dell’Aquila che il 7 luglio scorso ha detto addio per le ingerenze della “lobby marsicana” nella riorganizzazione delle unità in provincia, ed è poi tornato sui suoi passi dopo qualche settimana, la situazione si va pian piano normalizzando mentre il reparto aquilano si conferma un’eccellenza anche fuori dai confini della regione.

Il noto chirurgo è tornato a lavoro già da tempo e la crisi viene considerata "ampiamente superata" da fonti aziendali, mentre in una nota l’Azienda sanitaria numero 1 spiega che al San Salvatore si affrontano “casi di notevole complessità, in media 40 aneurismi l’anno dell’arteria carotide intracranica. I pazienti che arrivano - si legge - sono spesso in condizioni assai critiche e il gioco di squadra dell’ospedale di L’Aquila, che interviene anche con anestesisti e rianimatori, diventa un modello di lavoro assai efficace”.

Non a caso, si rileva, in almeno un terzo di questi casi centri di altre regioni preferiscono affidarsi al reparto diretto da Galzio, portando mobilità attiva, ovvero fondi in entrata dalle altre regioni.

L’unità di Galzio lavora in collaborazione con la radiologia interventistica, affidata ad Aldo Victor Giordano e il San Salvatore è l’unico ospedale d’Abruzzo in cui sono presenti sia l’unità operativa complessa di Neurochirurgia sia l’unità operativa complessa di Neuroradiologia.

Uno scenario positivo nonostante i tagli in massa dei reparti disposti dal nuovo piano sanitario, che applica i paletti del decreto Lorenzin che trasforma una volta per sempre la sanità da servizio ad azienda.

In questo quadro, in occasione del convegno “Campo base neuro vascolare”, in programma a Firenze dal 28 settembre al 1° ottobre, Galzio, unico abruzzese, è stato chiamato ad arricchire le conoscenze della branca sui trattamenti degli aneurismi del sifone della carotide.

Il 30 settembre, all’interno di un novero di studiosi di primissimo piano, provenienti da Francia, Stati Uniti e Turchia, Galzio illustrerà l’attività maturata in tanti anni di gestione degli aneurismi del tratto intracranico della carotide.

L’appuntamento con gli esperti nel trattamento degli aneurismi intracranici in riva all’Arno è promosso da uno dei massimi esponenti italiani della materia, il professor Salvatore Mangiafico, neuroradiologo interventista dell’ospedale fiorentino.

“Sono trattamenti che richiedono un’alta specialità e una grande esperienza, ragion per cui spesso ci vengono affidati da strutture sanitarie che si trovano lontano dall’Aquila - fa notare Galzio - L’efficacia degli interventi dipende anche dalla possibilità di interagire con la neuroradiologia interventistica. La nostra attività riguarda sia interventi di urgenza, con arterie rotte, sia di elezione”.

LE DIMISSIONI

Galzio si è dimesso qualche tempo dopo essere finito in polemica proprio il sindaco di Avezzano, Gianni Di Pangrazio, in relazione alla chiusura della Neurochirurgia di Avezzano che, secondo il primo cittadino marsicano, sarebbe stata generata da una disposizione del professore a favore dell’ospedale del capoluogo di regione.

Una strategia sconfessata dal manager della Asl, Rinaldo Tordera, che ha parlato di chiusura temporanea, concentrando i medici all’ospedale “San Salvatore” dell’Aquila in attesa di nuove assunzioni ad Avezzano, distinguo che ha costituito la scintilla della crisi.

Prima ancora, durante la fase di interregno, c’era stato, però, l’impegno del direttore sanitario Mariateresa Colizza a difendere il presidio marsicano, lasciando inalterato lo status quo di una situazione che, ha denunciato lo stesso Galzio, vede l’Abruzzo “al di fuori di ogni regola”.

Difatti la legge prevede l’apertura di una neurochirurgia ogni 600 mila abitanti come minimo e come massimo ogni 1,2 milioni e l’Abruzzo, con 1,2 milioni di abitanti, ne ha tre, più un servizio a Chieti e uno ad Avezzano.

La Neurochirurgia marsicana è spacciata secondo il nuovo piano sanitario e questo ha messo in azione una “lobby” marsicana la cui azione, a lungo andare, ha determinato l’esplosione di Galzio.

Dopo aver incassato manifestazioni di stima e sostegno bipartisan, dopo aver parlato con il direttore Tordera e l’assessore regionale Silvio Paolucci, la crisi è rientrata con la ripresa del lavoro anche se il ritiro delle dimissioni non è mai stato comunicato ufficialmente. (alb.or.)



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