OSPEDALE L'AQUILA: GENITTI, ''POCO RICAMBIO''
IPOTESI CONCORSO E NUOVA OCULISTICA

Pubblicazione: 19 dicembre 2017 alle ore 06:44

Germano Genitti
di

L’AQUILA - “Riusciamo a operare, ma con personale medico decisamente ridotto: quello che mi preoccupa è la mancanza di ricambio generazionale. Non ci sono concorsi da anni, i medici attivi cominciano a essere vicini alla pensione e non abbiamo persone pronte per sostituirle”.

Il grido di allarme arriva dall’oculista aquilano Germano Genitti, direttore della Microchirurgia oculare dell’ospedale “San Salvatore” dell’Aquila e della Banca degli occhi, centro regionale per le donazioni e i trapianti di cornea, una delle 10 attive in Italia e riferimento per il Centro Sud Italia.

Ad AbruzzoWeb Genitti ipotizza anche alcune contromosse che potrebbero essere realizzate nel 2018 di concerto con l’azienda sanitaria e il manager, Rinaldo Tordera: l’inserimento di giovani medici bandendo qualche concorso e la progettazione per realizzare un nuovo reparto oculistico.

La Banca degli occhi si occupa di attività di diagnosi e terapia chirurgica, trapianti di cornea, gli impianti di membrane amniotiche, iniezioni intravitreali di farmaci per la terapia della maculopatia, interventi sui glaucoma e stunt di ultima generazione per la cura del glaucoma.

A quest’attività si affianca un lavoro di routine e controllo come, per esempio, gli interventi di cataratta.

Da circa 2 anni la struttura collabora attivamente con l’unità di Oculistica dell’ospedale, in un lavoro di equipe per assicurare ai pazienti e ai tanti che vengono all’Aquila anche da fuori, un risultato efficiente e risolutivo.

A quanto riferito, stante la situazione attuale, in futuro la Banca rischia di ritrovarsi senza elementi di ricambio.

“Siamo in 4 a operare, lavorando sui grandi numeri - spiega Genitti - Con 2 mila interventi nel 2016, 10 mila visite l’anno, di cui circa 1.000 cataratte e, per il resto, un’importante attività di chirurgia vitreo retinica. Ci sono stati 1.020 interventi nel primo semestre del 2017”.

I dirigenti medici che operano presso la struttura sono Dino D’Andrea, Stefano Gentile e Massimo Saviano e in alcuni giorni anche Valerio Verrecchia e Lucrezia Marangolo come consulenti.

Collaborano, inoltre, con la banca occhi dal primo giorno di apertura Maria Teresa Vicentini, biologa e responsabile della certificazione di qualità, e il tecnico sanitario di laboratorio Mariangela Baccante, occupandosi di processazione della membrana amniotica, conservazione del tessuto osseo, oltre che di tutta l'attività amministrativa e di coordinamento del reparto.

“Non si investe più sui neolaureati e gli specializzandi, è una questione di mancanza di fondi - continua Genitti - Non si fanno più gli scambi con l’estero che, fino a qualche anno fa, hanno consentito a tanti medici poi rientrati all’Aquila di venire a contatto con delle realtà professionali europee di altissimo livello e portare la loro esperienza qui da noi”.

Genitti ricorda i tempi di Emilio Balestrazzi, direttore della Clinica oculistica del “San Salvatore” per circa vent’anni, considerato un luminare nella sua branca, che partecipò alla nascita della Banca degli occhi nel 2002, da lui fortemente voluta, quando in tutto il reparto di Oculistica dell’Aquila c’erano circa 30 figure tra medici, specializzandi, borsisti e interni.

Un dato che, paragonato alla situazione attuale, preoccupa e sul quale il direttore si confronta quasi quotidianamente con il manager Tordera.

“Stiamo cercando insieme in tutti modi di ottenere il placet dalla Regione per inserire giovani medici bandendo qualche concorso con l’obiettivo di incrementare la qualità dei nostri servizi - chiarisce - Con lui stiamo cercando di realizzare un nuovo reparto oculistico, sperando nel contempo di uscire da questo impasse sul personale medico che sta diventando un problema sempre più serio”.

Con più medici secondo Genitti si può offrire una chirurgia di alto profilo, andando a migliorare o a trovare
delle nuove tecniche innovative.

“Invece si continua a investire solo sui macchinari e non sugli uomini che devono farle funzionare, per avere la qualità dobbiamo avere persone preparate - rimarca - altrimenti è come avere una bella macchina e non la benzina per metterla in moto!”.

Le banche degli occhi in Italia sono 10, di cui 8 localizzate al Nord. “La cosa che lascia l’amaro in bocca - conclude Genitti, rammaricato - è che potremmo essere davvero un’eccellenza territoriale”.



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