OSPEDALE L'AQUILA: SINDACATI DIVISI SUL CASO-SALE,
CISL PRESSA TORDERA, ANAAO E CGIL CONTRO REGIONE

Pubblicazione: 19 settembre 2017 alle ore 19:02

L'ospedale 'San Salvatore' dell'Aquila

L’AQUILA - Fronte dei sindacati spaccato dopo la polemica pubblica scaturita dalla denuncia di un dipendente dell’ospedale “San Salvatore” dell’Aquila, disvelata da AbruzzoWeb, di presunti episodi di fumo in zone vietate e vie di fuga ostruite nel blocco operatorio, oltre al riutilizzo di strumenti monouso sterilizzati, alla sparizione misteriosa di stupefacenti e a indennità a suo dire pagate e non dovute.

Nei giorni scorsi era stata la Cisl, per bocca del responsabile sanità, Gianfranco Giorgi, a chiedere che, al netto delle smentite che pure ci sono state, si faccia “subito chiarezza perché, se suffragato da elementi di certezza, quanto portato alla luce sarebbe di una gravità estrema”: una posizione critica e in pressing sulla direzione generale.

Non così la vede l’Anaao-Assomed, che con il segretario provinciale, Alessandro Grimaldi, si schiera dalla parte del manager, Rinaldo Tordera, parlando di denunce da farsi “solo in presenza di prove attendibili e certe”, ricordando le smentite ed elencando una serie di problemi per i quali chiede un incontro all’assessore regionale al ramo Silvio Paolucci

Da notare che Grimaldi, primario di Malattie infettive, ha perso il “derby” contro Tordera, dopo mesi di dibattito pubblico al calor bianco tutto interno alla politica, sulla nomina del nuovo manager. Ora sta con lui.

Infine la Cgil funzione pubblica, che in una lettera oltre a Paolucci chiama in causa anche i presidenti di Giunta e Consiglio regionali, Luciano D’Alfonso e Giuseppe Di Pangrazio, per annunciare lo stato di agitazione in virtù della “cronica carenza di personale e criticità conseguenti”, con un tentativo fallito di conciliazione in prefettura.

I firmatari, Francesco Marrelli e Anthony Pasqualone, non fanno riferimento alla vicenda-sale operatorie ma chiedono comunque un incontro entro 15 giorni.

Nel merito dei rilievi denunciati dal dipendente sulle sale operatorie, per bocca del direttore generale Tordera, la Asl ha assicurato che, al termine degli accertamenti svolti dalle autorità preposte è stato smentito ogni addebito.

Il vice sindaco del capoluogo con delega alla Sanità, Guido Liris, medico ospedaliero in aspettativa, ha ulteriormente aggiunto che dal verbale di un’ispezione dei carabinieri del Nucleo antisofisticazione le accuse vengono smentite.

LA NOTA DI ANAAO-ASSOMED

In riferimento ai due recenti articoli pubblicati da AbruzzoWeb riguardanti le presunte irregolarità verificatesi nelle sale operatorie del presidio ospedaliero San Salvatore dell’Aquila, prima di esprimerci abbiamo sentito il dovere di consultare i vertici dell’azienda e della direzione sanitaria ospedaliera al fine di accertare la veridicità delle accuse formulate.

Da questi colloqui sarebbe emerso che l’ispezione effettuata dai Nas (e il relativo verbale del 18.08.2017) non abbia confermato le principali accuse presenti nella denuncia (come peraltro già stigmatizzato anche dal Direttore della Asl Tordera e dal vice sindaco Liris sugli organi di stampa).

L’Anaao-Assomed, organizzazione sindacale da me rappresentata, se da una parte ritiene sacrosanto il diritto alla critica, dall’altra considera che tali denunce debbano essere fatte solo in presenza di prove attendibili e certe, evitando di creare allarme sociale e di gettare discredito su un personale sanitario che, nel caso specifico, ha il grande merito di aver riportato, dopo il sisma del 2009, il San Salvatore a essere di nuovo il primo ospedale d’Abruzzo per mobilità attiva e per attrattività dei pazienti provenienti da altre Regioni.

Certo i problemi non mancano e oggi si lavora sempre più in condizioni di difficoltà.

In particolare abbiamo: un personale sanitario con un età media elevata (superiore ai 55 anni), molti giovani lavoratori precari e gravi carenze di personale che talora ci impediscono di andare tempestivamente incontro alle esigenze dei pazienti.

L’attuale percentuale (20%) del turnover (sostituzione) del personale, imposta per esigenze di bilancio alla nostra Asl dagli organismi tecnico-politici della Regione Abruzzo, ha fatto si che per assumere un nuovo medico (o infermiere eccetera) ne debbano andare in pensione addirittura 5.

Inoltre la carenza cronica di personale, negli anni, ha determinato persino l’impossibilità alla fruizione delle ferie da parte del personale medico e a oggi molti sanitari del nostro ospedale hanno accumulato (e in alcuni casi perso...) centinaia di giorni di ferie non goduti.

In altri casi per permettere al personale sanitario di andare in ferie si è resa necessaria una drastica riduzione dell’offerta di servizi sanitari essenziali.

Ma soprattutto quello che addolora è che ogni anno in Italia circa 12 milioni di persone rinunciano a curarsi non avendo la possibilità di accedere in tempi rapidi alle strutture del sistema sanitario nazionale.

Tutto ciò avviene perché sia il personale che le infrastrutture sanitarie risultano insufficienti per rispondere alle richieste dei cittadini.

Per questi motivi abbiamo richiesto all’assessore regionale alla Sanità un incontro-confronto urgente in cui siano presenti anche i vertici dell’azienda Sanitaria Avezzano-Sulmona-L’Aquila.

Il segretario provinciale dell’Anaao-Assomed
Alessandro Grimaldi

LA LETTERA DI FP CGIL

Egregi,
A seguito della proclamazione dello stato di agitazione del personale dirigente e del comparto della Asl n°1 Avezzano-Sulmona-L’Aquila e con riferimento prioritariamente alla cronica carenza di personale e alle criticità conseguenti che tale condizione comporta a livello provinciale, quali: sospensioni/accorpamenti di reparti durante il periodo estivo; mancato rispetto dell’art. 14 della legge 161/2014 (rispetto dei riposi obbligatori per il personale turnista); mancato rispetto delle mansioni relative alla categoria professionale di appartenenza, si è tenuta in data 13 settembre 2017 una riunione in sede prefettizia, finalizzata al tentativo di conciliazione. Tale riunione si è conclusa con esito negativo.

A tal proposito si ribadisce come il fabbisogno di personale programmato per garantire l’erogazione dei Lea (livelli essenziali di assistenza, ndr) ammonterebbe in base alle previsioni della dotazione organica aziendale a n. 4.053 unità di personale, senza tener conto delle ulteriori necessità derivanti dall’applicazione della legge 161/2014 sui riposi obbligatori a fronte dei quali si è già stimato un potenziale ulteriore fabbisogno pari a 277 unità, giusta deliberazione del direttore generale n. 1990 del 30/11/2016.

Si rammenta che allo stato attuale prestano servizio presso la Asl n. 1 circa 3.800 unità di personale (di cui circa 400 con rapporto di lavoro flessibile).

Nel corso del 2017 la Asl n°1 al fine di perseguire il rispetto dei limiti di spesa regionali, come da delibera di Giunta regionale 741 del 15.11.2016, sta attuando una riduzione della spesa di personale attraverso il blocco del turnover all’80%, con ipotetica sostituzione di massimo 24 unità di personale a fronte di oltre 120 pensionamenti/cessazioni, con una perdita di personale a oggi stimabile in circa 100 unità lavorative.

Tutto ciò pur nella consapevolezza delle criticità che potrebbero ingenerarsi nel mantenimento dei servizi e delle prestazioni.

Bisogna, altresì, rilevare come la vastità territoriale della Asl 1 (4.050 chilometri quadrati, pari al 48% del territorio regionale) aumenta le criticità logistiche/organizzative e i costi correlati.

In virtù di quanto appena rappresentato si ritiene pertanto necessario e indispensabile effettuare una congrua valutazione dell’effettivo fabbisogno da parte della Regione, anche al fine di poter attingere alle specifiche risorse stanziate a livello nazionale nell’ambito delle leggi di stabilità 2016/2017.

Infatti, “a decorrere dall’anno 2017, nell’ambito del finanziamento del Servizio sanitario nazionale è prevista una specifica finalizzazione, pari a 75 milioni di euro per l’anno 2017 e a 150 milioni di euro a decorrere dall’anno 2018, per il concorso al rimborso alle regioni per gli oneri derivanti dai processi di assunzione e stabilizzazione del personale del Servizio sanitario nazionale da svolgere ai sensi delle disposizioni della legge n. 208 del 2015” previa predisposizione di “un piano concernente il fabbisogno di personale, contenente l’esposizione delle modalità organizzative del personale, tale da garantire il rispetto delle disposizioni dell’Unione europea in materia di articolazione dell’orario di lavoro attraverso una più efficiente allocazione delle risorse umane disponibili, in coerenza con quanto disposto dall’articolo 14 della legge 30 ottobre 2014, n. 161”.

Si ritiene, altresì, necessario approfondire il tema relativo al rimborso per l’acquisto dei farmaci innovativi.

A tal proposito, la legge 190/2014, art. 1, comma 593 ha istituito un “fondo per il concorso al rimborso alle regioni per l’acquisto dei medicinali innovativi”.

Il fondo finalizzato al predetto rimborso è alimentato da: a) un contributo statale alla diffusione dei predetti medicinali innovativi per 100 milioni di euro per l’anno 2015; b) una quota delle risorse destinate alla realizzazione di specifici obiettivi del Piano sanitario nazionale, ai sensi dell’articolo 1, comma 34, della legge 23 dicembre 1996, n. 662, pari a 400 milioni di euro per l’anno 2015 e 500 milioni di euro per l’anno 2016.

La stessa previsione normativa è confermata dalla legge di bilancio 2017 al cui art. 1, comma 400 e comma 401, vengono stanziati 500 milioni di euro per l’acquisto di medicinali innovativi ed ulteriori 500 milioni per l’acquisto di farmaci oncologici innovativi.

In considerazione di quanto esposto e a seguito di formale impegno assunto in sede prefettizia dal rappresentante della Regione Abruzzo sull’attivazione di un tavolo di confronto da tenersi entro i prossimi 15 giorni, avente ad oggetto la spesa di personale per il prossimo triennio che tenga conto, all’esito dell’analisi richiesta alla Asl 1, in maniera più evidente delle peculiarità territoriali e gestionali di quest’ultima, si chiede con urgenza la convocazione di un incontro.

Francesco Marrelli
Anthony Pasqualone



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