PER CENTROSINISTRA CAVALLO BATTAGLIA ELETTORALE; CIALENTE, RESPONSABILE PD SANITA', ''UNICA STRADA, REGIONE NON HA SOLDI''

OSPEDALI IN PROJECT FINANCING: ABRUZZO TERRA DI CONQUISTA DEI COLOSSI PRIVATI

Pubblicazione: 04 settembre 2018 alle ore 07:00

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L'AQUILA - L'Abruzzo è diventato la terra promessa in Italia per i colossi dell'edilizia e dei servizi sanitari. Sono infatti ben sette gli ospedali che, secondo quanto annunciato nei mesi scorsi e anche in questa prima fase della campagna elettorale per le regionali, saranno costruiti ex novo o ricostruiti con interventi nei vecchi stabili con lo strumento del project financing, in cui il privato ci mette i soldi per poi rifarsi del cospicuo investimento con la gestione pluri-decennale di servizi e manutenzioni.

L’Abruzzo è la capitale italiana della specialità per una scelta precisa della coalizione di centrosinistra che ritiene che il rinnovamento della rete ospedaliera con il coinvolgimento del privato possa fare la differenza nella campagna elettorale già aperta. 

Project financing interessano l'ospedale di Chieti, in dirittura di arrivo dopo un tormentatissimo iter, e anche quelli dell'Aquila, Teramo, Avezzano, Vasto, Lanciano, Penne e Sumona, per il completamento del nuovo ospedale, quest’ultimo già realizzato con la formula del "leasing in costruendo" e la partnership dei privati.

Tra i colossi italiani in partita, e pronti ad entrare in gioco, i veneti della Maltauro, proponenti assieme a Nocivelli del project di Chieti, la Guerrato, veneta anch'essa, che ha trovato la via d’uscita ad un concordato grazie ad un piano di risanamento accettato dal tribunale fallimentare, la Salini Impregilo di Milano, gli emiliani della Cmb di Carpi e della Manutencoop di Bologna, che ha gestito anche la manutenzione del progetto C.a.s.e. dell'Aquila e, prima del sisma, la manutenzione e pulizia dei vari immobili dell'Università e dell'Ospedale San Salvatore del capoluogo.

E ancora la Pessina costruzioni, dello stesso gruppo che è editrice del quotidiano L'Unità e aggiudicatrice provvisoria delle sorgenti di acque minerali di Canistro (L'Aquila), l'Antas di Piacenza, che ha vinto l’appalto milionario Consip per il servizio di gestione e manutenzione dei servizi di energia termica degli ospedali, in Abruzzo poi subappaltati alla holding degli abruzzesi Colasante, ed anche la stessa Omnia, ammiraglia della stessa famiglia Colasante che ha già molti appalti nella sanità non solo in Abruzzo.

A confermare il "debole" del Partito democratico regionale per la finanza di progetto, cavallo di battaglia dell'ex presidente della Regione e ora senatore Luciano D'Alfonso, è il documento che traccia le linee guida sulle politiche sanitarie dem, e che sarà il vademecum anche nella prossima campagna elettorale in vista delle elezioni di novembre e dicembre o al massimo nel marzo 2019. 

Documento elaborato a partire dalla conferenza programmatica "#Abruzzo 2030”,  varata dal Pd nello spazio Agorà a Piazzano di Atessa a metà dicembre 2017, e al centro di successivi incontri programmatici come "Il futuro della sanità",  organizzato a palazzo Silone a L'Aquila il 31 luglio scorso, e il giorno dopo all'ex Aurum di Pescara, primo di un appuntamento itinerante in programma nei prossimi mesi. In prima linea ovviamente, per le politiche sanitarie, l'assessore regionale al ramo Silvio Paolucci e il responsabile regionale Sanità del Pd Massimo Cialente, ex parlamentare ed ex sindaco dell'Aquila, e il segretario regionale del Partito democratico, Marco Rapino.

"C'è solo un modo per fare nuovi ospedali, adeguati sismicamente e dal punto di vista logistico e funzionale: il project financing. L'alternativa sarebbe contrarre un mutuo, ma questa strada è  preclusa alla nostra Regione", ha spiegato Cialente ad Abruzzoweb a margine dell'incontro dello scorso 31 luglio. 

E ha precisato: "Certo, anche la finanza di progetto equivale ad un indebitamento, ma alltrimenti le opere come le fai?".

Più o meno le stesse argomentazioni che hanno ribadito come un mantra l'oramai ex presidente della Regione D'Alfonso, oggi senatore, e anche l'assessore Paolucci: "Sono un convinto sostenitore dello strumento del project financing in edilizia sanitaria perché conosco bene il potere della ‘lentocrazia’ in questo ambito”, aveva detto D'Alfonso senza mezzi termini già ad inizio legislatura, facendo leva sul fatto che la Regione che ha faticosamente ripianato in deficit sanitario con anni di commissariamento e cura lacrime e sangue, non ha soldi necessari, sia pronto cassa sia per accendere un mutuo, per adeguare sismicamente e ammodernare mosocomi vecchi di parecchi decenni. 

Ben vengano dunque i capitali privati, che possono come i veneti della Maltauro a Chieti, proporre direttamente l'intervento e il piano di gestione: una fase che dopo la dichiarazione di pubblica utilità da parte della Regione, nel caso di Chieti per l’immobilismo della Asl, o della Asl, sfocia nella pubblicazioone di un bando di gara europeo nell’ambito del quale il proponente mantiene il diritto di prelazione.

Ma c'è  anche la formula adottata per il nuovo ospedale di Avezzano, dove al contrario la Asl ha lanciato un bando per individuare il progettista, e il progetto sarà  poi messo a gara per individuerà il privato che comparteciperà all'investimento.

Altrettanto aggguerito è però il fronte contrario allo strumento del project financing, con in testa il Movimento 5 stelle, la Cgil, Forza Italia, in particolare a Chieti e per voce del consiglere regionale Mauro Febbo, e Sinistra italiana. Perplessa nella sua base, ma silente a livello di rappresentanti politici anche Art.1 - Mdp, che pure è stato nell'ultima legislatura alleato del Pd in consiglio regionale.

Nelle parole del consigliere regionale M5s Sara Marcozzi, relative nello specifico al project del nuovo ospedale dell'Aquila, il succo delle argomentazioni del fronte del no: "Abbiamo più volte dimostrato, conti alla mano, che il project financing è una procedura dannosa per le casse della Regione che si indebiterà per decenni pagando molto di più la struttura sanitaria. E' questo il risultato se si mercifica l’offerta sanitaria pubblica mettendo le strutture in balia di privati che hanno come primo scopo il profitto. La sanità in Abruzzo non si cura con la finanza creativa". 

Nel documento programamatico del Pd si fissano come obiettivi il completamento del riordino della rete ospedaliera, impegno imposto dalla vigente legge Lorenzin, assunto dall'Abruzzo con il prededente governo, in occasione dell'uscita dal regime commissariale, e che prevede nell'interpretazione del Pd la creazione di due super-ospedali di secondo livello L'Aquila-Teramo e Pescara-Chieti, e la riconversione dei piccoli ospedali, la realizzazione nel lungo periodo di una Asl unica regionale al posto delle attuali quattro. E poi ancora la creazione di un’unica rete digitale regionale, la cartella clinica informatizzata, la riduzione dei super ticket sanitari, l'abbattimento delle liste di attesa, un freno alla fuga degli abruzzesi in ospedali di altre regioni (mobilità passiva), nuove assunzioni e acquisti di macchinari.  

E appunto, molto telegraficamente, lo strumento del project financing: nel documento ci si limita per ora a ribadire e quantificare le somme necessarie nell'edilizia sanitaria negli ospedali interessati da project financing, in termini di compartecipazione del pubblico per abbassare la quota annuale da erogare al privato: Chieti, 30-185 milioni di euro, Lanciano, Vasto e  Avezzano, 80 milioni di cui 40 per cento in project financing, Teramo 40 milioni, L'Aquila, 40 miloni, Sulmona, 30 milioni, Penne 12 milioni.

Per quanto riguarda i project financing abruzzesi ha fatto da spartiacque, ancor prima, l'annuncio del giugno 2017 di D'Alfonso e Paolucci, della ferma l'intenzione di realizzare cinque nuovi ospedali a Teramo, Vasto, Lanciano, Sulmona e  Avezzano, oltre alla ristrutturazione dell’ospedale di Penne.

In quella sede la Regione si è detta pronta a mettere sul piatto un investimento di 371 milioni di euro, aprendo così la strada anche in questo caso a cinque altri project financing, seppure più "moderati", in quanto a differenza di Chieti, e quello dell' Aquila rilanciato a giugno di quest'anno.

In ogni caso una ghiotta occasione a cui i grandi player continuano a guardare con estrema attenzione, pronti a farsi avanti. 

Sempre che un'eventuale sconfitta del Pd alle prossime elezioni regionali, non muti completamente lo scenario, anche in tema di politiche di edilizia sanitaria e ruolo dei privati. Non e' un caso che il centrosinistra, nonostante la consigliatutra sia finita, sta in ogni modo cercando di velocizzare le varie procedure.


 
 


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