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PARLA LA MAMMA DI ILARIA RAMBALDI, 25ENNE DI LANCIANO CHE HA PERSO LA VITA IL 6 APRILE 2009 NELLA PALAZZINA DI VIA CAMPO DI FOSSA, ''OPERA ARRANGIATA, NOSTRO PROGETTO MAI ACCOLTO''

PARCO DELLA MEMORIA L'AQUILA: PICCININI, ''UNA PIAZZETTA PER ACCONTENTARCI''

Pubblicazione: 30 ottobre 2019 alle ore 06:42

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L'AQUILA - "Non c'è rispetto e non c'è dignità in un progetto che da parco della memoria, un luogo quasi sacro per le famiglie delle vittime del terremoto dell'Aquila, si è trasformato in una 'piazzetta' arrangiata per accontentarci".

Sono le parole di una mamma ferita, quelle di Maria Grazia Piccinini, avvocato di Lanciano, che la notte del 6 aprile 2009 ha dovuto rinunciare per sempre alla figlia, Ilaria Rambaldi, studentessa di Ingegneria edile, morta a 25 anni nella palazzina di via campo di Fossa insieme al fidanzato Paolo Verzilli.

E sono parole che gettano un'ombra sul Parco della memoria per le 309 vittime del sisma, nello stesso giorno in cui, a piazzale Paoli, si è svolta la cerimonia di avvio ai lavori per un'opera attesa dal 2013 e fortemente voluta dai familiari delle vittime e, in particolare, proprio da Piccini che con la onlus "Ilaria Rambaldi" ha seguito l'iter passo dopo passo e premuto affinché venisse finalmente realizzata.

A celebrare l'avvio del cantiere, ieri, c'erano il sindaco dell'Aquila Pierluigi Biondi, l’assessore alla Ricostruzione, Vittorio Fabrizi, i progettisti dell’opera, Manfredo Gaeta e Annalisa Di Luzio, il direttore dei lavori, Domenico Cimini, il rup Pierluigi Seccia, e alcuni parenti delle vittime.

"Un parco può essere definito tale per alcune fondamentali caratteristiche, in primis uno spazio ampio e, soprattutto, verde; deve estendersi su una vasta area che non deve avere altri scopi o utilità particolari, deve solo accogliere i visitatori e rispettare la dignità di chi è morto sotto le macerie. Questa rischia di sembrare un'opera sbrigativa, studiata per 'togliersi il dente'".

La critica, è evidente, è al progetto del parco, a forma ovale, che prevede una fontana monumentale con al centro un grande obelisco. L'opera avrà un costo di 420 mila euro e la fine dei lavori è prevista a primavera 2020. Nel corso dei lunghi anni di attesa per la sua realizzazione, sono state tante le polemiche che hanno accompagnato la nascita del parco.

"A cominciare da quella residente che aveva espresso la sua contrarietà, perché non aveva voglia di affacciarsi su un cimitero - sottolinea ancora provata Piccinini - Eppure, è bene ribadirlo per chi non se ne fosse accorto, quel luogo resterà sempre un cimitero. Nel palazzo in cui si trovava Ilaria sono morte 29 persone ecco perché, in caso qualcuno lo dimenticasse, c'è bisogno di un luogo della memoria. Ed ecco perché c'era bisogno che quell'area venisse inclusa nel parco. Si tratta di una zona instabile per le caratteristiche del suolo, che volevamo strappare all'edificazione creando un simbolo, in questo caso sì che il messaggio sarebbe arrivato forte e chiaro".

Addirittura, nel corso delle riunioni con i residenti, qualcuno aveva avanzato la proposta di limitarsi semplicemente a intitolare una via alle vittime, visto che in città c'è bisogno di parcheggi e che quello sarebbe stato spazio sprecato. Piccinini lo ha definito uno 'scandalo'. Soprattutto alla luce del fatto che L'Aquila non può permettersi di sostituire un luogo dedicato al ricordo delle vittime con la semplice intitolazione di una via. Basti pensare che l'Amministrazione comunale di Fossacesia, in provincia di Chieti, guidata dal sindaco Enrico Di Giuseppantonio, a L'Aquila ha addirittura intitolato una piazza, nel decennale del sisma.

Tornando al parco, ad inquietare la mamma di Ilaria ci sono quei nomi delle vittime relegati al fondo di una vasca d’acqua, chiamata anche peschiera.

"Ho epressamente chiesto che, qualora questa idea dovesse concretizzarsi, il nome di mia figlia non dovrà esserci". "Etichette con i nomi affogati", secondo la definizione di Piccinini, che spiega: "L'idea che il nome di mia figlia venga sommerso dall'acqua, dopo le macerie, è inaccettabile, che venga ricoperto di sporcizia è vergognoso. Sotto questo aspetto, almeno, abbiamo ricevuto delle rassicurazioni e sembra siano disposti ad accogliere la nostra idea. I nomi devono essere leggibili su una superificie verticale e abbiamo individuato uno spazio a ridosso della vasca, un passaggio 'nudo', per alcuni pericoloso, che potrebbe essere dotato di un parapetto leggero in cristallo, rame, bronzo o cemento. Lì vorremmo leggere i nomi dei nostri cari".

Piccinini, con la onlus Ilaria Rambaldi, aveva regalato un progetto, pronto e gratis, al Comune, "cestinato senza che nessuno l’abbia nemmeno guardato".

Per quanto riguarda l'inizitiva, Piccini ha sempre precisato: "rivendico l’idea di aver pensato ad un parco della memoria, in quanto l’iniziativa è stata nostra, proprio perché ovunque si fanno monumenti, parchi, giardini, ma a L’Aquila nessuno ci stava pensando ed allora noi, come associazione, abbiamo prima raccolto le firme e poi realizzato un progetto che abbiamo regalato alla città".

"Abbiamo già presentato delle varianti all'opera, precisando che i costi sono sostenibili e che il progetto non verrebbe stravolto - conclude Piccinini - Spero che, almeno a questo punto, ci ascoltino".



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