PARCO GRAN SASSO CHIUDE 9 STRUTTURE TURISTICHE:
NICOLETTI, ''IN CORSO LE VERIFICHE SULL'AGIBILITA'''

Pubblicazione: 16 settembre 2017 alle ore 15:43

Museo dell'Alpinismo di Prati di Tivo, a Pietracamela (Teramo)
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L'AQUILA - Due catene di plastica a delimitare l’area e tre cartelli in cui si legge: “scala non agibile”, “divieto di accesso” e, in ultimo, “pericolo”.

Resterà chiuso anche quest’anno il museo dell’Alpinismo ai Prati di Tivo, nel comune di Pietracamela (Teramo), che racconta l'epopea degli Aquilotti del Gran Sasso, un gruppo di alpinisti che hanno scritto pagine memorabili di arrampicate sulle pareti rocciose del massiccio, in oltre sessant’anni di attività. E non è il solo.

Sulle 17 strutture del Parco Gran Sasso e Monti della Laga, tra musei e centri visita, infatti, ben 9 sono chiuse.

Oltre al museo dell'Alpinismo, non risultano funzionanti: l’Antiquarium di Assergi (L’Aquila), il Centro dei due parchi ad Arquata del Tronto (Ascoli Piceno), il Centro e showroom dei prodotti tipici di Fonte Cerreto (L’Aquila), il Centro visita di Ceppo di Rocca Santa Maria (Teramo), il Museo del legno ad Arischia (L’Aquila), il museo del lupo di Arsita (Teramo), il museo delle fortificazioni di Calascio (L’Aquila), il museo didattico “Un giorno da florista” ad Accumoli (Rieti).

Un dato che viene accentuato dalla difficile situazione che sta vivendo il turismo montano del Gran Sasso, fortemente colpito dagli incendi devastanti di quest’estate e dalle numerose strutture ricettive ancora non funzionanti a causa dei lavori, come l’albergo e l’ostello di Campo Imperatore (L’Aquila).

La causa di tali chiusure, per l’Ente parco, sarebbe da ricondurre a danni e inagibilità a seguito di terremoti, nevicate straordinarie e situazioni emergenziali in generale.

“I fasti ambientali degli ultimi anni, come maltempo e terremoto, hanno creato numerosi problemi - spiega ad AbruzzoWeb il direttore del Parco, Domenico Nicoletti - molte strutture sono chiuse al pubblico perché stiamo verificando i danni e le eventuali agibilità”.

Il direttore conferma che anche per il museo dell’Alpinismo, la chiusura è dovuta all’inagibilità della scala esterna: “Stiamo eseguendo delle verifiche statiche, si tratta di una scala di evacuazione e abbiamo chiesto ad alcuni tecnici di fare un progetto per la messa in sicurezza, quest’ultima venuta meno con la grande nevicata che ha colpito la zona a gennaio di quest'anno”.  

La pensa diversamente la guida alpina Pasquale Iannetti dell’Associazione di montagna Teknoalp, che il 5 settembre ha pubblicato sul suo profilo Facebook le immagini del museo di Prati di Tivo, allegando la lettera da lui inviata al Parco, per chiede le motivazioni di tale scelta, a cui non ha mai ricevuto risposta.

“Questo è il terzo anno che il museo dell’Alpinismo resta chiuso. Scala non agibile? È in acciaio e ferro, fatta eccezione dei primi 4-5 gradini, che sono in legno, una materiale che, a quasi 1.500 metri di altitudine, con pioggia, gelate e condizioni metereologiche avverse, marcisce, ma questo è risaputo, se il problema fosse davvero solo questo si potrebbe risolvere, senza troppi giri, con una sostituzione immediata dei gradini”.

Nella lettera che Iannetti ha inviato, il 4 agosto, ai vertici del Parco si legge: “Se l’Ente Parco non è in grado di gestire queste strutture, costate fior di quattrini, restituisca i locali alla Provincia di Teramo o ceda il complesso museale al Comune di Pietracamela che, forse, troverà il modo per farlo fruire al turista”.

La gestione, come sottolinea anche Nicoletti, è coordinata tra il Parco e i Comuni, un’azione che rientra nel piano per il contenimento delle spese. “Un piano - conferma il direttore - che ci ha permesso di passare da 200 mila euro annui di spesa a 40 mila”.

I Comuni mettono in campo associazioni di volontariato per tenere al meglio le strutture, "il tutto in economia", non è, dunque, per mancanza di fondi che le strutture restano ancora chiuse, ma solo per verifiche molto approfondite sullo stato di agibilità.

Eventuali fondi regionali potrebbero comunque aiutare, come sottolinea anche Nicoletti: “Noi ogni anno facciamo richiesta per ricevere dei fondi da parte della Regione, rispondendo ai vari progetti che interessano il Parco, ma finora non abbiamo avuto alcun riscontro”.



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