PARLA IL COMMISSARIO ANNABELLA PACE, ''CON 800 MILA EURO POSSIAMO FARE
BEN POCO'', SI SPERA IN EMENDAMENTO CON 150-200 MILA EURO AGGIUNTIVI

PARCO REGIONALE SIRENTE-VELINO, FONDI
INSUFFICIENTI NEL BILANCIO REGIONALE

Pubblicazione: 22 dicembre 2017 alle ore 07:00

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L'AQUILA - Non c'è nulla da fare: il Parco regionale Sirente-Velino sarà costretto ancora una volta, salvo miracoli sotto forma di emendamenti, a tirare la cinghia. 

Nel bilancio regionale che sta approdando in Consiglio regionale abruzzese, infatti, sono destinati ad una area protetta di ben 564 chilometri quadrati di natura straordinaria e che potrebbe essere un vanto dell'Abruzzo in tutto il mondo, appena 800 mila euro, che consentiranno solo la mera sopravvivenza, ovvero a pagare dipendenti part-time e coprire le spese vive di gestione. 

Con pochi spiccioli per politiche attive, promozione turistica e marketing territoriale  e per il rimborso dei danni causati dalla fauna selvatica. 

A ribadire che questa somma non è sufficiente è la commissaria Annabella Pace, a margine della conferenza stampa che ha presentato la mostra mercato dei prodotti tipici e dell’artigianato del Parco, che si svolgerà il 28 e 29 dicembre nella palestra polivalente "Sebastiani" di Rocca di Mezzo (L’Aquila). 

"Con 800 mila euro - spiega ad Abruzzoweb Annabella Pace - possiamo fare ben poco, non ci sarà consentito nessun tipo di programmazione. Possiamo retribuire il nostro personale, già ridotto all'osso e a part-time, che è una condizione di lavoro che non garantisce operatività e motivazioni ottimali. Per il resto non si possono fare programmazione e investimenti a favore del territorio. Non possiamo, ad esempio, co-finanziare progetti europei Life".

Una situazione incresciosa e paradossale, dunque, visto che con meno soldi si perdono altri soldi, quelli dell'Europa, e si condanna un ente importante e strategico alla paralisi.
A provare nelle prossime ore di aumentare il budget con un emendamento alla legge di bilancio, dall'importo di 150 mila-200 mila euro, sarà il consigliere regionale di Regione facile Lorenzo Berardinetti, presidente della Terza commissione Agricoltura, ma non sarà impresa facile, visto gli stretti margini di manovra finanziaria.

Annabella Pace a tal proposito commenta che "con 950 mila euro si arriverebbe alla somma strettamente necessaria", lasciando con ciò intendere che ben altre dovrebbero essere le coperture per rendere il Parco vitale e competitivo. 

Altro nodo aperto è quello del rimborso dei danni causati dalla fauna selvatica, che quest'estate ha provocato le veementi proteste degli agricoltori e allevatori del Parco, che attendono le loro spettanze da anni, e che sono arrivati ad occupare la sede di Rocca di Mezzo. 

Una boccata d'ossigeno è arrivata con una variazione di bilancio da 215 mila euro a favore del Parco, che sta consentendo di rimborsare almeno in parte i danni. 

Resta però il problema della norma europea del "de minimis", che pone il tetto di appena 15 mila euro in tre anni ai rimborsi per ciascun beneficiario, perche oltre sarebbe aiuto di stato. 

Il che significa che molti agricoltori rischiano di non vendere un euro o pochi spiccioli dei tanto agognati rimborsi, visto che hanno già superato il limite di 15 mila euro di finanziamenti e agevolazioni nel triennio.

Sempre Berardinetti ha fatto approvare una risoluzione per consentire il cento per cento dei rimborsi a favore di agricoltori e imprese zootecniche del Parco Sirente-Velino, come del resto è avvenuto nel Parco nazionale Gran Sasso Monti della Laga. 

La partita vera, però, è squisitamente giuridica, con controparte l'Europa. Il che non è una passeggiata di salute. 

"Siamo impegnati a risolvere nel più breve tempo possibile questo problema del de minimis. Ristorare i danni da fauna selvatica è una priorità assoluta - spiega la commissaria Pace -  In prospettiva però sarebbe necessario, come è stato fatto anche negli anni passati, avere la possibilità di reperire fondi comunitari per dotare i campi coltivati e dedicati all'allevamento, di recinzione elettrificate. Ed anche di recinzioni fisse, che nel tempo permetterebbero di abbattere i costi dei rimborsi”. 

“Tenuto conto che questo si può fare per il settore zootecnico, è molto più problematico farlo con campi coltivati particolarmente estesi, ricordando che va garantita in un'area protetta, i vincoli ambientali e la possibilità di movimento della fauna protetta”, conclude.



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