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PARTECIPATE, CHE PASSIONE: MA LA CORTE
DEI CONTI BOCCIA LE UNIVERSITA' ABRUZZESI

Pubblicazione: 20 novembre 2016 alle ore 09:54

di

PESCARA - La Corte dei Conti boccia le tre università abruzzesi, Pescara-Cheti, Teramo e L’Aquila, per non aver predisposto un piano credibile di dismissione e razionalizzazione delle decine e decine di società partecipate, come invece impone la legge finanziaria 2015.

Nelle tre distinte delibere emanate a inizio ottobre sono tanti i ritardi, le omissioni e lacune evidenziate e perentorio è l’invito ad adeguarsi quanto prima.

Tutti e tre gli Atenei abruzzesi non hanno infatti predisposto il piano operativo di razionalizzazione e la relazione tecnica, secondo i criteri stabiliti: sono cioè risultati, all’oculata analisi dei magistrati contabili, estremamente vaghi, carenti nell'analisi del conto economico, con un'analisi comparativa differenti opzioni percorribili attraverso l'applicazione di metodologie e criteri economico-finanziari.

I giudici non hanno riscontrato delle valide motivazioni per cui tenersi una partecipazione di cui non è chiaro il vantaggio, ma solo i costi. E ancora, non si è disposta la soppressione di partecipate nelle quali addirittura il numero degli amministratori è superiore a quello dei dipendenti.

Insomma, l’impressione è che le università, non solo quelle abruzzesi, magari insegnano ai propri studenti le virtù della parsimonia, della buona amministrazione e del rispetto della legge, ma poi fanno resistenza nell'applicarle.

Eppure la legge parla chiaro: le università e tutti gli enti pubblici, ha stabilito la finanziaria del 2015, impone non solo alle Università di avviare un processo di razionalizzazione delle società e delle partecipazioni societarie direttamente o indirettamente possedute, in modo da conseguire la riduzione delle stesse entro il 31 dicembre 2015.

Un obiettivo il cui risultato a oggi è a dir poco fallimentare, ma comunque un obbligo ancora in vigore. In primis, dice la legge, vanno soppresse le partecipazioni “a società non indispensabili al perseguimento delle proprie finalità istituzionali”, quelle “composte da soli amministratori o da un numero superiore a quello dei dipendenti".

Vanno cancellate pure le partecipazioni detenute in società che svolgono attività simili analoghe a quelle svolte da altre società partecipate.

Inoltre, si impone alle società partecipate “il contenimento dei costi di funzionamento, anche mediante riorganizzazione, degli organi amministrativi e di controllo e delle strutture aziendali, nonché attraverso la riduzione delle relative remunerazioni".

I Piani operativi, come si può vedere qui di seguito nel dettaglio, presentati per di più in ritardo dalle tre università, afferma impietosamente la corte dei Conti, fanno acqua da tutte le parti.

E siamo solo alla fase delle intenzioni, su quello che ci si impegna fare.


UNIVERSITA’ "d'annunzio"

L’università di Chieti ha partecipazioni in 28 organismi, di cui 17 aventi forma societaria e 11 aventi natura di consorzi.

Delle 17 partecipazioni societarie, 6 si riferiscono a società consortili, una ha natura di società cooperativa, una di società a responsabilità limitata e 9 sono riconducibili alla tipologia delle società Spin off a responsabilità limitata.

Dall'esame del piano operativo di razionalizzazione emerge l'intenzione dell'Università di mantenere 14 società e di dismetterne 3, il Distretto agro-alimentare di qualità olio d'oliva d'Abruzzo, il Consorzio Terre pescaresi e il Crivea.

A queste si potrebbe aggiungere Innovazione automotive e metalmeccanica,  ispetto alla quale l'Ateneo dichiara di aver manifestato il proprio disinteresse non versando più la quota associativa.

La Corte dei conti fa per prima cosa osservare che il piano operativo di razionalizzazione delle partecipazioni societarie e la relativa relazione tecnica sono stati approvati dal Consiglio di Amministrazione solamente in data 1° luglio 2015, pertanto con notevole ritardo rispetto al termine di legge del 31 marzo.

E questo commettendo anche un errore: sono stati inseriti nel piano i consorzi inter-universitari, non aventi nature societaria e dunque, come tali, estranei alla normativa da applicare.

Il piano e la relazione tecnica appaiono, scrivono i magistrati contabili, "estremamente vaghi" riducendosi, a una sintetica indicazione di sussistenza o insussistenza in della condizione di indispensabilità, senza alcuna esplicitazione delle motivazioni”. Carente risulta anche l'analisi del conto economico.

Alla Corte dei conti appaiono poi non condivisibili le considerazioni svolte in merito all'esclusione delle società spin off dall'ambito di applicazione delle norme in tema di razionalizzazione.

Non c’è infatti, viene precisato nella delibera, “l’obbligo diretto di dismissione di questa tipologia di partecipazioni, ma è necessaria una loro valutazione, alla stregua dei criteri di indispensabilità, di rapporti tra numero di amministratori e dipendenti, sovrapposizione con altri organismi partecipati e di contenimento dei costi delle strutture aziendali”.

Per quanto riguarda poi il requisito del rapporto tra numero degli amministratori e quello dei dipendenti, si osserva che in relazione ai 9 spin off non vengono forniti i dati.

In 7 delle 7 delle 8 società partecipate tale requisito manca. L’università ha obiettato che in questi casi i Consigli di amministrazione non sono retribuiti, oppure sono dipendenti, quindi non comportano un aggravio di costi.

La Corte dei conti fa però osservare in modo perentorio che la legge parla chiaro e che i costi non sono solo quelli dell’amministrazione: la partecipazione va dismessa senza se e senza ma.

Non viene infine “data evidenza di alcuna iniziativa concreta presa per dare attuazione alle decisioni di dismissione, le quali risultano ancora in fase di avvio all'atto della predisposizione della relazione”.

LE PARTECIPATE DELL'UNIVERSITA' "D'ANNUNZIO"

Agire agroindustria ricerca eco sostenibilità: 1,3 %
Chemical and Pharmaceutical Innovation Tank: 3%
Cotir (Consorzio di ricerca per l'innovazione tecnologica, la qualita' e la sicurezza degli alimenti): 17%
Distretto Agroalimentare di Qualità Olio d'oliva d'Abruzzo: 0,9%
Innovazione automotive e metalmeccanica: 4%
Terre Pescaresi: 0,8%
Ud'anet: 7,5%
Consorzio per la ricerca vitivinicola ed enologica in Abruzzo): 0%
Inbo consorzio lnteruniversitario per la biotecologia 19,24%
Cineca consorzio interuniversitario 0,01%
Consorzio Pitecnobio, 1,32%
Consorzio interuniversitario almalaurea 1,32%
Inrc 5,2%
Consorzio interuniversitario sistemi integrati per l'accesso 1,79%
Consorzio interuniversitario sulla formazione 2%'
Consorzio polo di innovazione dell'edilizia sostenibile 1,32%
Istituto superiore di oncologia 6,67%
Consorzio per la tutela e la valorizzazione degli ecosistemi montani 0,00%
Consorzio interuniversitario. sicurezza affidabilita' esposizione rischio 0,00%

SPIN OFF

Economics education services 5%
Inclusivo s.r.l. spin off* 10%
Innovative technologies for eco building 5%
Mediapharma 4,26
Next2u 10%
Res.gea 5%
Smart society 10%
Spin-one 10%
Sustainable urban 5%


UNIVERSITA’ DI TERAMO

Non va meglio per l’Università di Teramo. In capo a essa ci sono 25 organismi, di cui 16 aventi forma societaria e 9 aventi natura di consorzi o di fondazione di partecipazione.

Delle 16 partecipazioni societarie, 9 si riferiscono a società consortili, 5 hanno natura di società cooperativa e 2 di società a responsabilità limitata.

L'Ateneo ha dichiarato nel piano operativo l’intenzione di tenersi tutte partecipazioni, evidenziando che, però, due di esse, Gran Teramano e Crivea, erano già state poste in liquidazione prima dell'avvio del processo di razionalizzazione.

La Corte dei Conti osserva che “i risultati dell'attività valutativa delle partecipazioni, contrariamente a quanto previsto dal legislatore, non sono contenuti nel piano operativo e nella relazione tecnica, ma rimessi alla relazione finale”

Anche in questo caso non sono esplicitati nel Piano e nella relazione tecnica “le condizione di indispensabilità, motivo per cui si reputa necessario mantenere le partecipazioni.

Inoltre le partecipazioni sono percentualmente basse, e ciò non consente “un effettivo controllo o attività di indirizzo sulla gestione da parte dell'Università”.

In questi casi, allora, si potrebbe valutare l'opportunità di forme di collaborazione alternative rispetto allo schema societario,

Allo stesso modo “le considerazioni svolte in merito all'esclusione delle società spin off dall'ambito di applicazione delle norme in tema di razionalizzazione degli organismi partecipati non appaiono pienamente condivisibili”. 

In ben 10 casi su 16 società, gli amministratori sono in numero uguale o superiore ai dipendenti: per questo, nel piano dovrebbe essere prevista la cancellazione della partecipaizione, cosa che però non risulta ai magistrati contabili.

Anche qui si registrano ritardi, come nella consegna del Piano di razionalizzazione: il 22 luglio invece che il 31 marzo

LE PARTECIPATE DELL'UNIVERSITA' DI TERAMO

Agire agroindustria ricerca ecosostenibilità 1,03%
Almalaurea: 1,13%
Chemical and pharmaceuticallnnovation tank-capitank 0,88%
Cisrem: 10,00%
Consorzio di ricerca per l'innovazione tecnologica, la qualità e la sicurezza degli Alimenti: 0%
Consorzio punto Europa: 19,00%
Distretto Agroalimentare di Qualità Carne d'Abruzzo: 1,61%
Distretto Agroalimentare Qualità Latte d'Abruzzo: 1,11%
Distretto Agroalimentare di Qualità Olio d'oliva d'Abruzzo: 0,91%
Distretto Agroalimentare di Qualità Prodotti ortofrutticoli 0,62%
Distretto Agroalimentare di Qualità Vino d'Abruzzo 0,68%
Gran Teramo: 8 %
Gruppo di azione costiera costa del trabocchi: 8,00%
Consorzio per la ricerca vitivinicola ed enologica in abruzzo (in liquidazione)
Terre del Piacere: 1,9%
Consorzio lnteruniversitario Nazionale per la Bio Ocncologia 1,9%
Cineca: 1,17%
Consorzio nazionale lnteruniversitario per le Scienze del Mare: 3%
Consorzio Regione Abruzzo "Uni Biotech": 50 %
Consorzio lnteruniversitario Italiano per l'Argentina: 3,45%
Consorzio "Governo dell'impresa, dell'amministrazione e della società 50 %
Istituto Tecnico Superiore per le Nuove fondazione 1,60%


UNIVERSITA’ delL’AQUILA

In capo all'Università dell’Aquila 25 società, le 10 spin off a responsabilità limitata, una società a responsabilità limitata; per due soggetti partecipati, evidenzia la Corte dei Conti, non si capisce nemmeno la natura giuridica.

Eppure, si osserva in modo molto critico, “risulta assente la componente principale del documento, consistente nella valutazione di compatibilità delle partecipazioni con i criteri guida fissati dal legislatore. Non è presente alcuna indicazione in merito al requisito dell''indispensabilità della società rispetto alle finalità istituzionali dell'Ateneo”, “non sono fornite informazioni in merito alla dismissione della società o alle ragioni giustificatrici”.

Insomma, non viene detto in modo chiaro quali e quante partecipazioni saranno dismesse, ecco perché “la relazione tecnica non sembra corrispondere in alcun modo al modello individuato dal legislatore”.

Non bastano il riferimento dell’Università ai lavori di una specifica commissione, istituita nel 2013, l'adozione delle linee guida sulle partecipate, e una valutazione della convenienza delle partecipazioni in consorzi, con il coinvolgimento di tutti i Dipartimenti che ha “portato all'attenzione degli organi dell'Ateneo una proposta di recesso da alcune partecipazioni”.

La Corte dei conti fa infatti notare che “l'adozione di tali documenti non esonera l'Università dagli adempimenti richiesti dalla legge stabilità semmai ne facilità l'attività istruttoria”.

Altre critiche sono rivolte alle considerazioni svolte in merito all’esclusione tout court delle società spin off dall’ambito di applicazione delle norme in tema di razionalizzazione

Inoltre lascia monto a desiderare per l’Università dell’Aquila la considerazione del rapporto numerico tra amministratori e dipendenti, premessa delle dismissioni.

Infatti, per 12 delle 24 società partecipate il numero degli amministratori è uguale o superiore rispetto ai dipendenti. In ulteriori 5 casi non sono forniti i dati.

Integralmente trascurato nella relazione finale appare il tema del contenimento dei costi di struttura e di funzionamento delle società di cui si mantiene la partecipazione, anche perché si osserva l’Università dell’Aquila ha in molti case percentuali minimani di partecipazione, cosa che non consente di influire sull’organizzazione degli organismi.

LE PARTECIPATE DELL'UNIVERSITA’ DELL’AQUILA

Cotir:  (in liquidazione):  0%
Consorzio per la sperimentazione edilizia: 50%
Crivea: (in liquidazione) 0%
Consorzio per il polo universitario di Sulmona e del Centro Abruzzo. 0%
Consorzio per la ricerca per l'Innovazione Tecnologica, Qualità e la Sicurezza degli Alimenti 17,00%
Edizioni Scientifiche Abruzzesi in liquidazione 12 %
Consorzio Innovazione Automotive: 4,35%
Polo Capitank: 0,1%
Polo Agire 0,1%
Polo Palm: 10%
Consorzio Gran Sasso Velino: 0,8%
Consirozio Terre Pescaresi: 1%
Drims: 5 %
Edizioni L’Una: 51 %

SPIN OFF

lmaging TechnologyAbruzzo 10%
Beep lnnovation 5%
West Aquila 6%
Novatec 5%
Digipower : 9%
Sagi2t: 5%
BM-E: 5%
R13 Technology: 5%
Smartly: 6%
Gitais: 10%



© RIPRODUZIONE RISERVATA


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