SVELATO L'ENIGMA PROPRIETA': E' UNA SOCIETA' IMMOBILIARE DI AVEZZANO

PARTITA LA RICOSTRUZIONE DELLE CANCELLE,
COMPRATE DA UN PRIVATO A MEZZO MILIONE

Pubblicazione: 26 settembre 2017 alle ore 07:12

Il cantiere delle Cancelle a L'Aquila
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L’AQUILA - Partono i lavori per la ristrutturazione delle quattrocentesche Case Cancelle, una delle vedute più caratteristiche del centro storico all’Aquila, e si svela finalmente anche il mistero legato alla proprietà dell’immobile. Ad acquistare nel 2008 l’edificio da Poste italiane, infatti, con un’asta pubblica purtroppo "sfuggita" al Comune capoluogo, è stata, per un importo di circa 550 mila euro, una società privata di Avezzano (L’Aquila), la Immobiliare Preziosa Srl.

I lavori di ricostruzione post-terremoto 2009 delle antiche botteghe aquilane sono, quindi, di natura privata con affidamento diretto a una ditta senza la necessità di appalto pubblico, proprio come qualsiasi condominio o aggregato. Sono circa 370 mila euro i fondi previsti per le sole Cancelle.

Le opere riguardano “l’adeguamento sismico e la ristrutturazione rispettando tutti i caratteri architettonici e storici, come da progetto già approvato dalla Soprintendenza” precisa ad AbruzzoWeb l’architetto Fabrizio Amatilli, uno dei soci dell’Immobiliare Preziosa, proprietaria, e anche uno dei progettisti.

“L’aggregato di cui fanno parte queste storiche botteghe, spostate da piazza Duomo all’epoca della costruzione del Palazzo delle Poste e Telegrafi, negli anni Trenta, è molto più vasto - spiega ancora l’architetto - Le Cancelle saranno recuperate e restaurate per intero”.

Quanto alla destinazione d’uso dei locali, che prima del sisma del 6 aprile 2009 ospitavano il dopolavoro delle Poste “manterremo l’attuale classificazione, ovvero commerciale e direzionale al piano terreno e residenziale per gli appartamentini al piano superiore che venivano utilizzati come foresteria”, conferma Amatilli.

Il tecnico e socio aggiunge anche che la proprietà potrebbe essere disponibile a "una eventuale trattativa con il Comune dell'Aquila perché l'immobile sia messo a disposizione della città", da chiarire a quali condizioni.

Data presunta di chiusura lavori, fine 2018 “per l’aggregato che comprende anche la proprietà della fondazione 'Giorgio De Marchis' e altri edifici minori" aggiunge l’architetto aquilano Federico Santoro che del cantiere è responsabile dei lavori.

Un’unica pratica che riguarda l'intero aggregato De Marchis - Cancelle per il quale sono previsti interventi di tre tipi. "Su una porzione dei fabbricati si interverrà con un restauro di tipo conservativo, la parte delle Cancelle appunto - spiega ancora Santoro - Poi c'è una parte per la quale si può parlare di una manutenzione straordinaria, su uno stabile non sottoposto a vincolo paesaggistico. Infine, la parte di edifici restante, che è crollata e sarà ricostruita".

Si tratta, in quest’ultimo caso, di una riedificazione effettuata rinunciando a una percentuale di cubatura che tornerà a mostrare ai cittadini un pezzo di strada antica, quella che viene definita la via della “Malacucina”, così detta perché era la via del malaffare e sulla quale ci sono ancora comunque dubbi sull’esatta localizzazione.

Non è sicuro che sia proprio quella la strada citata in antichi documenti, ma d'altra parte “mancano comunque carte e documenti che attestino il contrario, cioè che non sia questa la via della Malacucina”, sottolinea Santoro.

Alle Cancelle lavorerà il gruppo Cme costruzioni di Modena e la Sm costruzioni di San Demetrio ne' Vestini (L'Aquila). Al resto dell'aggregato, cioè palazzo De Marchis, il consorzio di imprese Ze, che comprende Zoppoli & Pulcher di Torino ed Edilgamma di Roma, quest'ultima in particolare sarà la ditta esecutrice.

Si sciolgono insomma i dubbi sulla proprietà di una parte significativa della storia aquilana: fin dai primi anni del Novecento, infatti, si erano perse le tracce dei documenti di compravendita delle Cancelle, il cui ultimo proprietario accertato è stato proprio il Comune, che le aveva riscattate dalla famiglia del marchese Dragonetti e aveva intenzione di trasformarle in un mercato coperto.

Poi l’arrivo delle Regie Poste e Telegrafi che, sul finire degli anni Venti, ottennero lo spostamento delle Cancelle, la cui facciata in piazza Duomo fu smontata e rimontata in via dei Ramieri per dare decoro a un gruppo di case fatiscenti.

Quindi il buio, fino alla vendita in più blocchi del patrimonio immobiliare gestito dalla Sgi di Poste Italiane con un’asta pubblica annunciata con un trafiletto su Il Sole 24 Ore e che vide il gruppo Colella Holding del patron di Acqua Santa Croce, Camillo Colella, aggiudicarsi il palazzo delle Poste e, appunto, l’Immobiliare Preziosa acquistare le Cancelle per oltre mezzo milione di euro.



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