IRA CONFCOMMERCIO: 'SU A24 E A25 COSTI PERCORRENZE PIU' ALTI DEL PIANETA'

PEDAGGI AUTOSTRADE: STANGATA IN A24-A25,
RIVOLTA; PER LA SOCIETA COLPA DEL GOVERNO

Pubblicazione: 29 dicembre 2017 alle ore 11:57

L'AQUILA - La stangata che dal primo gennaio colpirà tutti gli italiani, con aumenti del 5,3 per cento per le forniture elettriche e del 5 per quelle del gas, per gli abruzzesi peserà di più, visto che è pronto un incremento delle tariffe autostradali.

Secondo quanto svelato da Newstown, al termine di una lunga trattativa Strada dei Parchi, ministero dei Trasporti e ministero dell'Economia avrebbero concordato un aumento del 13 per cento su A24 e A25. La notizia è stata confermata nel pomeriggio dal Mit, l'importo esatto della stangata è del 12,89%.

La società concessionaria che fa capo al gruppo dell'imprenditore abruzzese Carlo Toto, per rivendicare gli aumenti, ha fatto valere la sentenza con cui a luglio il Tar del Lazio aveva accolto il suo contro il blocco degli adeguamenti imposto dal 2014 al 2016 dai ministri Maurizio Lupi e Graziano Delrio.

I rincari per le bollette di luce e gas comunicati dall'Autorità per l'energia, intanto, comporteranno nel dettaglio, per l'elettricità la spesa (al lordo delle tasse) per la famiglia-tipo nell'anno compreso tra il 1° aprile 2017 e il 31 marzo 2018 di circa 535 euro, con un aumento del +7,5% rispetto ai 12 mesi equivale>nti dell'anno precedente (1° aprile 2016 - 31 marzo 2017) corrispondente ad un aumento di circa 37 euro l'anno. Nello stesso periodo la spesa della famiglia tipo per la bolletta del gas, specifica l'Authority nella sua nota di aggiornamento, sarà di circa 1.044 euro, con un rialzo del +2,1% rispetto ai 12 mesi equivalenti dell'anno precedente, corrispondente ad un aumento di circa 22 euro l'anno.

Per il presidente del Codacons, Carlo Rienzi, "si tratta di aumenti delle tariffe del tutto sproporzionati e che avranno un impatto elevatissimo sui nuclei familiari numerosi e sulle famiglie a reddito medio-basso. I rincari sono poi determinati da fattori speculativi che nulla hanno a che vedere con i costi reali di approvvigionamento: basti pensare che alla base del rialzo del +5% del gas vi è la prevista maggiore domanda per i mesi invernali, mentre l'incremento del +5,3% per l'elettricità è causato, tra i vari fattori, anche dagli oneri per la sicurezza del sistema elettrico, che così vengono scaricati interamente sui consumatori".

Secondo Emilio Viafora, presidente della Federconsumatori, i rincari "rispecchiano in pieno quanto denunciamo da tempo: per quanto riguarda il gas, l'aumento nel periodo invernale è un fatto consolidato, sul quale è giunto il momento di indagare meglio. Per quanto riguarda l'energia elettrica, pesa soprattutto l'incidenza eccessiva degli oneri di sistema, che conoscono un nuovo aumento dovuto al rafforzamento delle agevolazioni per le industrie energivore (+1,9%)".

La Confcommercio Abruzzo ha poi scritto al presidente della Regione, Luciano D'Alfonso, per chiedere di scongiurare i rincari dei pedaggi autostradali.

"Sottolineiamo che se la notizia venisse confermata, i costi delle percorrenze sarebbero certamente i più alti praticati sull'intero pianeta terra - scrivono il direttore Celso Cioni e Roberto Donatelli - Ciò evidentemente produrrebbe un ulteriore perdita competitiva del Sistema produttivo abruzzese nel momento in cui con fatica esso sta cercando di poter fruire degli ancor debolissimi segnali di ripresa economica ed occupazionale ed in un contesto nel quale ormai la competizione non è ormai più tra singole imprese ma tra sistemi".

"Per non parlare poi dei costi che tutti i pendolari saranno costretti a sostenere per i notevoli maggiori costi che saranno sottratti ai potenziali consumi commerciali delle famiglie peraltro ancora non particolarmente brillanti. Per tali ragioni richiediamo formalmente un urgente incontro a tale riguardo teso in primis a verificare la fondatezza della notizia e sul merito ad individuare ogni iniziativa da porre in campo per evitare le pesantissime conseguenze che tale rincari potrebbero provocare al Sistema economico dell'intera Regione Abruzzo. Confidiamo considerata l'importanza di tale argomento, nella sua pronta disponibilità e, nell'attesa di un gradito riscontro, inviamo i più cordiali saluti e formuliamo i nostri migliori auguri di felice anno nuovo", concludono i vertici Confcommercio.

LA CONCESSIONARIA

STRADA DEI PARCHI: ''E' COLPA DEL GOVERNO, SI POTEVA EVITARE''

“Il governo ha disposto un aumento del pedaggio sulle autostrade A24 e A25 gestite da Strada dei Parchi Spa”: questa la versione della società del gruppo Toto concessionaria delle due tratte abruzzesi, sulla stangata del 13% di cui si è avuta contezza oggi.

Strada dei Parchi si discolpa: secondo la società gli aumenti “si potevano evitare” perché il “Piano di A24 e A25 è scaduto da quattro anni” e “abbiamo presentato 12 proposte alternative”, insomma, la colpa è del governo.

“La politica degli aumenti tariffari della concessionaria non è il frutto di una decisione autonoma e unilaterale di Sdp - viene assicurato - Al contrario, è puntualmente regolata dal contratto di concessione, messo a gara dal concedente e sottoscritto con Strada dei Parchi aggiudicataria della gara di concessione, che ha portato alla privatizzazione della gestione di A24 e A25”.

LA NOTA COMPLETA

Si tratta di un aumento del 12,89% per le tratte di A24 e A25. È un aumento importante, conseguenza diretta del blocco delle tariffe imposto negli ultimi tre anni dal ministero e della mancata approvazione, da 4 anni, del Piano economico finanziario di A24 e A25.

Ricordiamo che, a partire dal 2014 e per il 2015 e 2016, il ministero ha imposto tariffe calmierate rispetto agli aumenti previsti dalla Concessione, ignorando la clausola contrattuale del ristoro degli investimenti realizzati dalla concessionaria sulla tratta autostradale, senza di contro adottare forme compensative alternative.

Sul punto il Tar del Lazio ha condannato l’inerzia del ministero, tanto che la magistratura amministrativa, con propri sentenza, ha ripristinato le condizioni previste nei contratti di concessione.

La politica degli aumenti tariffari della concessionaria non è il frutto di una decisione autonoma e unilaterale di Sdp.

Al contrario, è puntualmente regolata dal contratto di concessione, messo a gara dal concedente e sottoscritto con Strada dei Parchi aggiudicataria della gara di concessione, che ha portato alla privatizzazione della gestione di A24 e A25.

È la legge, dunque, che stabilisce i criteri per la determinazione delle tariffe, in base a un mix di parametri che considerano il prezzo di concessione, pari a oltre 750 milioni di euro oltre interessi corrisposto in rate annuali, l’incremento del tasso di inflazione, il totale degli investimenti effettuati, gli ammortamenti e i costi di gestione.

Vieppiù inoltre che per ogni euro di pedaggio incassato dalla Strada dei Parchi, solo 43 centesimi restano nella disponibilità della concessionaria per garantire la gestione e la manutenzione dell’infrastruttura, mentre i restanti 57 centesimi vanno a vario titolo allo Stato.

Come sopra accennato Strada dei Parchi è l’unica concessionaria inoltre che corrisponde un prezzo di concessione all’Anas, pari a 55,9 milioni di euro ogni anno, ricavati, anch’essi, dai pedaggi.

Nel periodo 2003/2015, il concessionario ha corrisposto all’Anas 670 milioni di euro, che certamente non sono finiti nella manutenzione delle strade abruzzesi, a differenza degli 830 milioni di investimenti effettuati da Strada dei Parchi nel medesimo periodo di riferimento.

È bene sottolineare che la situazione attuale, che vede fare i conti con aumenti tariffari consistenti è frutto della mancata approvazione da ben oltre 5 anni del Piano economico e finanziario della società da parte del ministero dei Trasporti, da quando, cioè, è entrata in vigore la legge 228/2012.

Tale norma avrebbe consentito non solo di adeguare l’infrastruttura autostradale ai nuovi standard di sicurezza antisismici, ma anche di rinegoziare, 5 anni fa, termini e condizioni del contratto di concessione, al fine di conseguire aumenti tariffari sostenibili per l’utenza.

Dall’ottobre 2013, prima che scadesse il vecchio Pef valido per il periodo regolatorio 2009-2013, sono state presentate da Sdp ben 12 versioni di Piano economico finanziario, tutte caratterizzate da livelli di incremento tariffario nell’ordine dell’1% oltre l’inflazione.

Il ministero non ha considerato quanto proposto da Strada dei Parchi, e nel novembre 2016 ha imposto la propria soluzione, che prevede l’adeguamento in sede delle strutture, senza tuttavia esprimersi sull’impatto che detta soluzione avrà sugli incrementi tariffari programmati.

Questa è la situazione oggi per Strada dei Parchi, mentre è opportuno ricordare che il ministero ha già definito con altre Concessionarie piani di investimento, attivando le procedure con Bruxelles. Ma non c’è ancora il piano di messa in sicurezza definitivo per A24 e A25.

Tra il 2003 e il 2017 Strada dei Parchi ha sostenuto ingenti investimenti per la realizzazione di opere importantissime.

Le complanari di Roma, per cominciare: opere che hanno reso più sicuri e veloci l’ingresso e l’uscita dalla Capitale, per un importo complessivo di 258 milioni di euro; il raddoppio del tratto autostradale in direzione Teramo, gli interventi di messa in sicurezza dei viadotti, la dotazione del traforo del Gran Sasso di nuovi e più moderni sistemi antincendio, l’automazione delle stazioni di servizio, la posa di pavimentazione drenante su 100 chilometri di rete.

A tutto ciò vanno aggiunti i lavori di riqualificazione dell’intera autostrada ereditata dalla vecchia gestione della Sara (vent’anni senza lavori di manutenzione). Tutte opere e investimenti che Strada dei Parchi ha effettuato mantenendo intatti i livelli occupazionali, senza tagliare un solo posto di lavoro e nonostante le rilevanti perdite di esercizio, alle quali è stato fatto fronte con importanti immissioni di capitale da parte degli azionisti (ad oggi circa 180 milioni di euro) e non certo con l’aumento dei pedaggi.

È doveroso segnalare che Strada dei Parchi è tra le poche concessionarie ad aver completato tutti gli investimenti previsti nella Convenzione del 2009 nonché tutte le manutenzioni ordinarie dal 2003 al 2017.

È intenzione di Strada dei Parchi continuare a migliorare la viabilità autostradale abruzzese, con opere e investimenti importanti sul fronte della sicurezza e della modernizzazione.

Detto impegno potrà essere attuato solo dopo che il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti avrà approvato un progetto sostenibile sia dal punto di vista della tariffa, sia sociale sia tecnico.

LE REAZIONI

PIETRUCCI, ''STRADA CHE PORTA ALL'INFERNO, SERVE MOBILITAZIONE DI TUTTI''

"Dopo il gasdotto arriva la notizia dell'aumento dei pedaggi su A24 e A25. Parliamo, parrebbe, del 13 per cento in più: sarebbe un salasso per quella che è già l'autostrada più cara d'Italia e di fatto l'unica possibilità di collegamento dell'Abruzzo, e dell'Abruzzo interno in particolare, verso Roma e non solo. Non è una scelta equa neppure questa, e graverebbe su territori che stanno già affrontando problemi immani", le parole in una nota del consigliere regionale aquilano del Partito democratico, Pierpaolo Pietrucci.

"Non lo sarebbe per i cittadini, per le imprese, per i lavoratori. Questa strada porta dritta all'inferno, e mi chiedo quanta miopia ci sia nel decidere di gravare su un territorio e una regione che sono una risorsa per tutto il Paese. Forse la miopia sta nel non conoscere, e quindi non sapere valorizzare", prosegue.

"Faccio appello a tutti i parlamentari eletti in Abruzzo a unire le forze per una mobilitazione a tutti i livelli", conclude Pietrucci. 

SINDACI E PRESIDENTE PROVINCIA L'AQUILA, ''SE AUMENTI CONFERMATI, SAREBBE ALTRO SGAMBETTO ALLE AREE INTERNE''

"Se le indiscrezioni su possibili aumenti dei pedaggi autostradali di A24 e A25 venissero confermate saremmo di fronte al secondo sgambetto in pochi giorni commesso ai danni dell'Abruzzo e delle aree interne da  parte questo Governo che ha già, inopinatamente e nonostante sia  giunto al capolinea, deciso di localizzare la centrale del metanodotto Snam a Sulmona", affermano in una nota, i sindaci dell'Aquila, Pierluigi Biondi, di Avezzano (L'Aquila), Gabriele De Angelis, di Sulmona (L'Aquila), Annamaria Casini, e il presidente della Provincia e sindaco di Castel di Sangro (L'Aquila), Angelo Caruso.

"Ci chiediamo - proseguono - fino a quando i nostri cittadini dovranno continuare a pagare, non solo in termini economici, di far parte di quella Italia in salita che vede nei tratti autostradali la sola vera opportunità di collegamento con Roma e l'area adriatica, considerata la lentezza e l'inadeguatezza della rete ferroviaria".

"Penalizzare ulteriormente territori già messi a dura prova da calamità e disastri naturali, decisioni calate dall'alto senza alcuna condivisione e tagli ai servizi essenziali - concludono - sarebbe lo smacco finale di un Esecutivo che tra gli ultimi atti della sua vita legislativa pensa bene di mettere le mani nelle tasche degli abitanti delle zone interne e montane della nostra regione".

CONFARTIGIANATO ABRUZZO, ''VERGOGNOSO ANCHE SILENZIO D'ALFONSO''

"Vergognoso l'aumento dei pedaggi sulle autostrade A24 e A25. Un ennesimo rincaro che potrebbe divenire realtà se venissero confermate le voci circa l'accordo, giunto al termine di una lunga trattativa tra Strada dei Parchi, Ministero dei Trasporti e Ministero dell'economia, per un aumento del 13%. Si tratterebbe dell'ennesimo balzello che penalizzerebbe i cittadini e, soprattutto, gli artigiani abruzzesi. Altrettanto vergognoso è il silenzio del governatore Luciano D'Alfonso sulla questione". 

Lo affermano il presidente ed il direttore di Confartigianato Abruzzo, Luca Di Tecco Daniele Giangiulli.

La vicenda del rischio aumenti, rileva Confartigianato, emerge dopo che "il bilancio di previsione per il 2018 della Regione Abruzzo non contiene neppure un euro a favore della micro impresa e dell'artigianato, settore messo a durissima prova dalla crisi, che ha provocato la chiusura silenziosa di migliaia di imprese".

"I tanti appelli delle associazioni di categoria finalizzati a varare, nel 2018, misure a sostegno del comparto - sottolineano Di Tecco e Giangiulli - sono rimasti inascoltati. Ora si rischia l'ennesima beffa, con il rincaro dei pedaggi autostradali. Ci auguriamo che il silenzio assordante di D'Alfonso si interrompa e che il governatore faccia finalmente sentire la sua voce".



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