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PERCORRERE LA BELLEZZA A PASSO LENTO,
ARRIVA L'ATLANTE DEI CAMMINI ABRUZZESI

Pubblicazione: 02 dicembre 2018 alle ore 07:00

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L'AQUILA - "Camminare a piedi è sfogliare il libro e invece correre è guardarne soltanto la copertina". 

In questa suggestione dello scrittore Franco Cassano, sta l'importanza dell'approvazione in Giunta regionale del regolamento che renderà finalmente operativa la legge regionale 52 del 2017, "Disposizioni per il Riconoscimento, la valorizzazione e la promozione dei cammini abruzzesi", a firma dell'assessore regionale Lorenzo Berardinetti, che intende dare una decisa sferzata al livello qualitativo, alla promozione e alla valorizzazione dei tanti sentieri abruzzesi, bellssimoi ma che se non gestiti in modo professionale, perdono pe strada molte delle loro ptenzialità di attrarre fruitori e turisti.

L'iniziativa è nata sulla scorta del progetto Atlante nazionale dei cammini, varato due anni fa da Dario Franceschini, ex ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo. Atlante di cui già esiste un portale web. 

Il regolamento abruzzese ha come obiettivo di certificare, con precisi requisiti e condizioni minime di una efficace gestione, gli itinerari che meriteranno di entrare a far parte dell'Atlante abruzzese dei cammini, e in prospettiva destinatari di finanziamenti, se e quando la legge regionale avrà un budget economico. 

Gli itinerari dell'Atlante abruzzese entreranno poi soprattutto di diritto in quello nazionale, garantendosi così una visibilità ben maggiore. 

Gli enti proponenti, si specifica innanzitutto nel regolamento, "in forma singola o associata interessati all'inserimento di un cammino nell’Atlante", dovranno trasmettere alla struttura regionale una relazione contenente la scheda del cammino e la documentazione mediante foto o video delle diverse caratteristiche dello stesso.

E si fissano dunque le caratteristiche che questi cammini dovranno avere per meritare di entrare a far parte dell'Atlante.

Innanzitutto devono essere dotati di segnaletica orizzontale e verticale per tutte le tappe come da protocollo del Cai, la percentuale di strade asfaltate non potrà essere superiore al 40 per cento.

Dovranno avere almeno tre tappe, ciascuna di una lunghezza che può variare dai 15 ai 35 chilometri.

Lungo il cammino dovranno essere garantiti i servizi utili per il fruitore, in primi alloggio e ristorazione, nelle immediate vicinanze. Dunque, altro aspetto importante, le tappe andranno giocforza localizzate nei paesi, a benficio delle attività economiche, e anche della valenza storica e culturale dell'itinerario. 

Ma non basta: l’Organo di governo del cammino, che può essere il Comune, una pro loco, un'associazione operante sul territorio, oltre a garantire la percorribilità del percorso e relativa manutenzione, dovranno avere cura di georeferenziare l'intero percorso con indicazione di almeno un punto d’acqua per tappa ove possibile. Il Regolamento individua un supporto per la cartografia e la georeferenziazione omogenei. 

Il sito web del Cammino dovrà essere aggiornato periodicamente, in lingua italiana e inglese, minimo una volta al mese o anche più frequentemente nel caso si rendesse necessario segnalare avvenimenti straordinari (ad esempio di natura metereologica.

Per quanto riguarda la "Sicurezza e Fruizione", il regolamnto stablisce che dovrà essere collocata apposita segnaletica, come da protocollo CAI, che fornisce agli escursionisti e alle guide/accompagnatori le indicazioni necessarie per "percorrere in sicurezza i Cammini regionali, individuare le caratteristiche paesaggistico-ambientali, storico-culturali, religiose o sportive del territorio dove è localizzato il percorso, individuare i punti tappa, le aree attrezzate per la sosta, le strutture ricettive, i punti di ristoro, i centri di accoglienza, le aree di soccorso, le fontane di acqua potabile".



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