PERDONANZA: ''FU ARROTOLATA E PIEGATA'', LA BOLLA
DI CELESTINO RESTAURATA; I DETTAGLI E LE FOTO

Pubblicazione: 28 agosto 2017 alle ore 12:58

La Bolla prima (a sinistra) e dopo (a destra) il restauro
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L’AQUILA - È stata arrotolata e perfino piegata, negli anni, la Bolla del Perdono di Papa Celestino V, il documento che 723 anni fa ha istituito il primo giubileo della Cristianità: ma ora è stata restaurata ed è tornata all’Aquila, sua sede naturale, per rimanere esposta fino alle 21 di domani alla Banca d’Italia.

La cerimonia di rientro dall’Istituto centrale per il restauro di Roma ha richiamato numerosi esponenti istituzionali e anche molti cittadini, curiosi di rivedere il documento originale che nel 2015 era stato esposto a Milano all’Expo.

Aveva strappi, pieghe e l’inchiostro stava sbiadendo: dopo l’intervento di circa 3 mila euro, pagato dalla Soprintendenza con il contributo di Bcc Roma, è tornata quasi come nuova.

“Bankitalia ha accettato subito la nostra proposta di esporre questo straordinario documento e ringrazio il direttore Marzano, che ha anche anticipato il ritorno dalle ferie - ha detto il sindaco, Pierluigi Biondi - Confesso una grande emozione che ho provato a Roma entrando in quel mausoleo della cultura che è l’Istituto per il restauro”.

“L’emozione più grande è che questo documento prezioso per tutti i cristiani sia tornato nella sua collocazione abituale e si possa rendere pubblico per tutti quelli che fino alle 21 vorranno visitarla - ha aggiunto - Vedremo poi, con i lavori al Municipio di palazzo Margherita, quale collocazione futura darle”.

Dopo la Perdonanza la Bolla tornerà alla Scuola ispettori e sovrintendenti della Finanza, che la ospita dal 6 aprile 2009, quando fu recuperata dalla cella della torre di Palazzo a rischio crollo, dov’era tenuta sotto chiave nel pre-sisma, con uno spericolato blitz di vigili del fuoco e dipendenti comunali.

“Un onore per la Banca d’Italia”, per il direttore della sede aquilana, Massimiliano Marzano, “aver preso parte a questo evento straordinario che ha suscitato entusiasmo e partecipazione del personale della filiale, composto per lo più di aquilani che sentono moltissimo questa festa e hanno coinvolto anche me. Custodiremo il documento con ogni cura e con l’aiuto dell’Arma dei Carabinieri - ha aggiunto - Grazie per questo bagno di emozione che mi avete fatto vivere e a cui non ero preparato”.

Le restauratrici dell’Icr, presente con il vice direttore, Eugenio Veca, hanno spiegato i danni della Bolla e gran parte dell’intervento di restauro.

“All’arrivo c’era un pessimo stato di conservazione, con notevoli deformazioni della pergamena di origine ovina che avevano causato una grave decoesione dell’inchiostro - ha spiegato Lucrezia Vardaro - In più era avvenuta una frattura dello strato superficiale della pergamena. Dopo le analisi preliminari, siamo passati all’intervento”.

La pergamena interagisce con l’ambiente, si contrae e dilata al variare della temperatura e dell’umidità mentre l’inchiostro tende a sbiadire e il testo a scomparire - ha aggiunto Marta Filippini - Il nostro intervento è servito a fermare il danno e rendere testo leggibile anche in futuro”.

Si è partiti da una “pulitura superficiale, accurata e delicata, di ogni tratto e lettera dell’inchiostro con un pennellino sottile, fatta al microscopio, con l’uso di un consolidante estratto da un’ alga giapponese. Successivamente - ha aggiunto l’esperta - abbiamo messo in sicurezza il testo e risolte pieghe e infiltrazioni. La pergamena segue i movimenti del dorso e dei fianchi della pelle dell’animale con cui è fatta, piccole grinze resteranno sempre”.

La Bolla di Papa Celestino V è stata poi “esposta per 30 minuti a vapori freddi generati a ultrasuoni. Così è diventata flessibile e si è potuto distenderla con magneti. Abbiamo riavvicinato le fibre delle spaccature e quindi c’è stato il restauro vero e proprio di lacune e strappi - ha proseguito - Abbiamo impiegato una carta fatta a mano in Giappone per intervento estetico di adeguamento traumatico”.

“In ultimo, l’inserimento di angolini in polipropilene per fissare la Bolla nel contenitore in modo che non possa più muoversi”. Le restauratrici, che hanno allontanato l’ipotesi che lo “sballottamento” di Expo 2015 possa aver causato ulteriori danni, hanno evidenziato anche invece “l’ottimo stato di conservazione” del sigillo di Papa Celestino, esposto nella stessa teca.



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