PESCARA: CENTRODESTRA, ''IRRISOLTA QUESTIONE SMALTIMENTO FANGHI PORTO''

Pubblicazione: 11 settembre 2017 alle ore 13:39

PESCARA - "Entro il 31 dicembre 2017 tutti i fanghi derivanti dal dragaggio di tre anni fa e depositati ‘temporaneamente’ nell’area portuale andranno rimossi, eppure a tre mesi dalla scadenza non sappiamo nulla delle operazioni, ovvero quando partiranno, chi le eseguirà e soprattutto come verrà smaltito tutto il materiale di risulta".

Lo affermano in una nota i gruppi consiliari di Pescara di Forza Italia, Pescara in Testa e Pescara futura, alla vigilia della seduta del Consiglio comunale che dovrà affrontare la spinosa questione.

"A questo punto cercheremo risposte alle nostre domande nel corso della seduta straordinaria aperta del Consiglio comunale di Pescara che, dopo il confronto aperto in Commissione Vigilanza, presieduta da Carlo Masci, è stata convocata per domani, martedì 12 settembre, alle 15,30. A rispondere sono stati chiamati il Provveditorato alle Opere pubbliche e l’ammiraglio Enrico Moretti, comandante della Direzione Marittima".

"Pescara ancora una volta è parte lesa in una vicenda paradossale - spiegano i consiglieri di centrodestra -. Nel 2014, a fronte dell’ennesima emergenza portuale, determinata dal periodico e costante insabbiamento dei fondali al punto da non consentire più l’ingresso e l’uscita delle imbarcazioni, sono state effettuate le operazioni di dragaggio e, per non incorrere nei problemi degli anni precedenti e per ridurre sostanzialmente le spese inerenti lo smaltimento dei fanghi dragati, è stato autorizzato il deposito del materiale di risulta all’interno dell’area portuale creando una vera collina sopraelevata ben visibile da ogni punto di osservazione della città, a partire dallo scenografico Ponte del Mare che, anzi, rappresenta una prospettiva privilegiata in tal senso".

"L’impresa che si è aggiudicata l’appalto tre anni fa, aveva però l’impegno contrattuale a rimuovere quella collina artificiale, entro il 31 dicembre 2017, ovvero entro tre mesi esatti".

"La scorsa settimana - ricordano i consiglieri nella nota - la Commissione Vigilanza ha affrontato la problematica, per sapere a che punto fossero le procedure per l’avvio delle operazioni di svuotamento di quello che è un vero detrattore ambientale, visto che quella collina contiene pur sempre fanghi dragati da un porto, non fiorellini o erba selvatica e la situazione di degrado che si è venuta a creare è ormai insostenibile".

"Purtroppo in quella sede nessuno ha saputo fornire notizie circa l’avvio delle operazioni, facendo scattare l’allarme rosso visto che tre mesi passeranno in un batter d’occhio: fatti due calcoli, l’intervento doveva già essere partito, perché non è pensabile rinviare tutto a novembre-dicembre, quando potrebbe essere il maltempo a ostacolare le operazioni. Ma soprattutto ciò che preoccupa è il silenzio sceso su tale attività - proseguono i consiglieri di centrodestra -: per contratto, la rimozione dei fanghi spetterebbe alla ditta che nel 2014 si è occupata del dragaggio, eppure nella realtà concreta vediamo solo immobilismo, mentre qualcuno ipotizza la realizzazione di ‘fantomatiche terrazze sul mare’ proprio nell’area oggi occupata dai fanghi".

"A questo punto abbiamo ritenuto necessario aprire un dibattito pubblico per inchiodare tutti gli Enti pubblici coinvolti alle proprie responsabilità: quella collina andrà eliminata entro il 31 dicembre 2017, ora saranno Provveditorato alle Opere pubbliche e Direzione Marittima a doverci dare i dettagli, quindi quale ditta si occuperà dell’intervento, con quali autorizzazioni e modalità e dove verrà smaltito il materiale".

"E nel merito abbiamo chiesto di sentire in aula anche il presidente o direttore del Porto Turistico ‘Marina di Pescara’ e il presidente della Camera di Commercio, in qualità di parte lesa da quella presenza ingombrante. Poi: l’appalto complessivo del 2014 prevedeva già lo smaltimento dei fanghi, oggi, dopo tre anni, cambia qualcosa sotto il profilo economico? Oppure, ed è il nostro timore, stiamo pagando un’impresa che non sta facendo quanto previsto nel capitolato d’appalto? Per domani ci attendiamo risposte precise".

 



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