PESCARA: EX COFA,CENTRODESTRA, ''REGIONE NON PUO' DECIDERE DI VENDERE'' Abruzzo Web Quotidiano on line per l'Abruzzo. Notizie, politica, sport, attualitá.

PESCARA: EX COFA,CENTRODESTRA, ''REGIONE NON PUO' DECIDERE DI VENDERE''

Pubblicazione: 14 giugno 2018 alle ore 16:31

L'area dell'ex Cofa

PESCARA - "Giù le mani dall’ex Cofa". Questo l'appello del capogruppo di Forza Italia al Comune di Pescara Marcello Antonelli  a seguito dell’annunciata vendita dell’ex Cofa da parte della Regione Abruzzo al prezzo di 13milioni di euro. 

"Anziché fare il sit in di protesta di fronte alla Prefettura contro la giusta chiusura dei porti, il sindaco di Pescara Marco Alessandrini vada (con tutta la sua giunta) a protestare in viale Bovio, di fronte alla sede della Regione Abruzzo, contro la decisione del presidente Luciano D'Alfonso di mettere in vendita l'area dell'ex Cofa, che rappresenta,  insieme all'area di risulta, una zona strategica per Pescara e per l'intera costa abruzzese", aggiunge Guerino Testa, Fratelli d'Italia.  

"Contro la decisione - attacca Alessandrini -, annunciata oggi dalla Regione Abruzzo, di mettere in vendita i 25mila metri quadrati dell’ex mercato ortofrutticolo, sulla riviera sud di Pescara, un’area di assoluto pregio che rischia di finire in mano ai privati, chiediamo al sindaco Marco Alessandrini di far convocare immediatamente una seduta straordinaria del Consiglio comunale, per approvare all’unanimità un documento a tutela degli interessi di Pescara".

"Chiediamo inoltre - aggiunge - l’apertura di un Tavolo con la Regione Abruzzo del governatore D’Alfonso, un’amministrazione regionale che non può continuare a pensare di fare il bello e il cattivo tempo su Pescara senza neanche parlare con il Comune, peraltro colpevolmente silente e inerte".

"Peraltro - incalza Antonelli - una decisione arrivata quando la prossima settimana approderà in Commissione regionale una nuova legge urbanistica che intende togliere ai Comuni qualunque competenza pianificatoria sui propri territori, un vero e proprio furto che Forza Italia impedirà con migliaia di emendamenti”.

“Siamo all’atto finale di quella che, sin dall’inizio, è apparsa come una strategia, certamente non tesa alla tutela dell’interesse pubblico, del Pd sulla destinazione e sul riutilizzo di quella superficie strategica e di assoluto rilievo – ha commentato il Capogruppo Antonelli -. Un’area sulla quale, con il centrodestra al governo di Regione, Provincia e Comune di Pescara, avevamo progettato un’iniziativa pubblica di valorizzazione, scongiurando ogni possibile intervento edilizio speculativo, ma piuttosto prevedendo uno sviluppo che avrebbe valorizzato la destinazione turistico-ricettivo-ambientale della superficie, trasformandola nel nuovo Polo attrattivo di Pescara".

"Avevamo trovato una quadra perfetta - spiega ancora Antonelli -, attraverso un accordo tra Regione e Camera di Commercio, ovvero tra Enti pubblici, che garantiva investimenti pubblici per un progetto condiviso con e dalla città, e con un immediato ritorno economico per Pescara pari a 6 milioni di euro, ovvero pari alla metà dei proventi derivanti dall’alienazione del terreno a favore della Camera di Commercio. Purtroppo tutti ricordiamo il pessimo atteggiamento ostruzionistico assunto dal Pd che con cieca pervicacia ha alzato un muro in Consiglio comunale e ha bloccato, con la complicità di qualche esponente dell’allora maggioranza, vero cavallo di Troia all’interno del centrodestra, quell’iniziativa straordinaria di fatto impedendola e paralizzando nel degrado il destino di quell’area almeno per altri quattro o cinque anni".

"Poi è arrivato il governatore D’Alfonso che, a fine primavera 2015, ha mandato improvvisamente le ruspe per abbattere i ruderi dell’ex Cofa, spendendo centinaia di migliaia di euro di soldi pubblici e lasciando presagire chissà quali progetti, in realtà da allora tutto si è fermato di nuovo e la demolizione sembrava, sino a oggi, essere diventata funzionale solo all’installazione di una ruota panoramica. Oggi scopriamo che non è così - lamenta Antonelli -, e che la Regione del governatore D’Alfonso ha addirittura già deciso di mettere quell’area, sicuramente appetibile, sul mercato con tutta la sua possibile volumetria e cubatura, un’area attorno alla quale per anni il centrodestra ha alzato un cordone di protezione difendendo la necessità di prevedere un’iniziativa pubblica, e che invece ora rischia concretamente di finire nelle mani di privati, e questo la Regione lo sa".

"Di fatto oggi è come se la Regione o, appunto, il Comune avessero deciso di mettere in vendita piazza Salotto o pezzi dell’area di risulta, ovvero le aree di maggior pregio del territorio, su cui i privati potranno fare ciò che riterranno più opportuno. E, cosa peggiore – ribadisce il capogruppo Antonelli –, questo accade nel momento più umiliante della storia politico-amministrativa della nostra Regione: la prossima settimana, infatti, approderà in Commissione un nuovo disegno della legge urbanistica regionale che esproprierà tutti i Consigli comunali della possibilità di assumere decisioni circa la pianificazione urbanistica dei propri territori. Tradotto: semmai dovesse passare quella legge, il Consiglio comunale non potrà decidere più alcunchè rispetto alle scelte pianificatorie, non avrà più alcuna voce in capitolo sullo sviluppo urbanistico della nostra città. È evidente che, se mettiamo i due elementi insieme, ovvero la messa in vendita dell’ex Cofa, che potrebbe tranquillamente essere acquistata da privati, e la nuova legge regionale urbanistica, è legittimo che nascano dei sospetti, e che si instilli il dubbio di trovarci dinanzi a un disegno amministrativamente eversivo che potrebbe potenzialmente permettere qualcosa in più su quell’area, qualcosa che il pubblico non avrebbe mai consentito né realizzato".

"A questo punto il rischio è concreto – sottolinea ancora – e per questa ragione chiederemo al sindaco Alessandrini innanzitutto di far convocare una seduta urgente e straordinaria del Consiglio comunale per discutere della vendita dell’ex Cofa, una seduta nella quale chiameremo il Pd ad assumersi le proprie responsabilità dinanzi alla città e, soprattutto, ad assumere una posizione netta contro un tale provvedimento che va fermato. A tal proposito chiediamo al sindaco Alessandrini di aprire subito un Tavolo con la Regione, aperto anche alle forze politiche di opposizione, perché l’attuale governo regionale, peraltro agli sgoccioli, non può pensare di assumere simili decisioni, che influenzeranno lo sviluppo urbanistico di Pescara per i prossimi vent’anni, senza neanche interpellare, né interloquire con il Comune e con l’assise municipale, costituita da eletti dal popolo".

"Purtroppo - attacca Antonelli - quanto sta accadendo rispecchia l’atteggiamento tipico del Pd di Pescara che, anziché prevedere investimenti per la valorizzazione pubblica dell’area di maggior pregio del territorio, accanto al porto turistico, facendola diventare la più importante sotto il profilo turistico, non si fa scrupolo di mettere quella superficie in mano ai privati".

"Con il gruppo di Forza Italia in Regione bloccheremo, evidentemente, il cammino del disegno di legge sull’urbanistica, ma nel frattempo il messaggio che spediamo al sindaco Alessandrini e al governatore D’Alfonso dev’essere chiaro: non è la Regione a decidere cosa si fa o meno con gli spazi di Pescara - conclude -, il Consiglio comunale di Pescara ha il potere e il dovere di rivendicare la propria competenza, e faremo valere questo diritto nell’interesse esclusivo della nostra città”.

"Tutti ricorderanno l'ostruzionismo becero del centrosinistra - aggiunge Guerino Testa -, in consiglio comunale, nel 2013. Un ostruionismo che non consentì la ratifica dell'accordo di programma tra Regione, Provincia, Comune e Camera di Commercio di Pescara che avrebbe permesso a quest'ultima di comprare l'area a circa 12 milioni di euro per realizzare una struttura turistica ricettiva in grado di valorizzare ulteriormente l'area del porto turistico".

"Nel 2015 la Regione Abruzzo - ricorda Testa -, oltre a non aver incassato milioni di euro per la vendita, spese circa 7/800 mila euro (soldi dei contribuenti abruzzesi),  per la bonifica dell'area che è rimasta una landa desolata, a distanza di 3 anni. In quella occasione il Presidente D'Alfonso promise che avrebbe regalato l'area al comune di Pescara, operazione ovviamente  impossibile".

"E ora il governatore 'fregandosene' di Pescara, dei pescaresi e del consiglio comunale, decide di vendere quell'area. Fratelli d'Italia già domani chiederà che venga aperto subito un tavolo con la Regione Abruzzo: non consentiremo che quest'area sia oggetto di speculazione a danno dello sviluppo turistico della città", conclude Testa.

 



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