PESCARA: MERCATO ETNICO, L'AMMINISTRAZIONE VA AVANTI, PUBBLICATO BANDO

Pubblicazione: 27 settembre 2018 alle ore 06:45

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PESCARA - Al via alle domande per  l'assegnazione degli stalli nell'area del "Mercato etnico e dell'integrazione" nel sottopasso ferroviario della stazione centrale di Pescara.

Ieri è stato pubblicato il bando del progetto sperimentale, per la durata di due anni, che prevede 100 stalli. L'amministrazione comunale guidata dal sindaco Marco Alessandrini ha così deciso di glissare sulle proteste di questi giorni che hanno visto gli esponenti dell'opposizione di centrodestra e M5S scagliarsi contro il progetto insieme ai commercianti della città.

"Questa Amministrazione - si legge nel testo -, nello spirito della Cooperazione Territoriale Europea, soprattutto con gli stati membri della Cooperazione Interregionale, intende in via sperimentale istituire tale mercato per il rafforzamento dell’efficacia della politica di coesione, per la promozione dello scambio di esperienze , mostrando particolare attenzione alle politiche d’integrazione ed accoglienza contenute nei relativi programmi".

"Dette politiche d’integrazione - viene spiegato - si esplicano nell’inclusione di attività artigianali e commerciali dei Paesi membri della Cooperazione attraverso percorsi di integrazione socio-culturali nel tessuto socio-economico cittadino anche con l’istituzione del presente mercato, ancorché in prima battuta sperimentale, con la forma di 'mercato etnico' allo scopo di evitare casi di esercizio abusivo del commercio su area pubblica".
 
"Con il presente bando - si legge ancora nel testo - questa Amministrazione comunale intende adibire il Mercato Etnico per l’Integrazione, sperimentale, alla vendita giornaliera di prodotti non alimentari, artigianali provenienti dai paesi membri della Cooperazione Internazionale e territoriale, e/o con marchio 'Equo e Solidale' o "Fairtrade" per la diffusione degli stessi sul nostro territorio regionale, acquisizione e scambio di esperienze. I prodotti dovranno essere unici, originali e di elevata qualità : oggettistica, casalinghi, giocattoli, abbigliamento, borse, tessuti, mobili, arredamenti con design etnico di pregio, decoro artigianale, artigianato creativo. Tali prodotti potranno essere integrati anche da altri prodotti in misura non superiore al 40% del numero degli articoli esposti provenienti da altri paesi non appartenenti alla Cooperazione".

La procedura è aperta a operatori del commercio specializzati nella vendita di prodotti artigianali etnici, provenienti dai Paesi membri della Cooperazione Internazionale. Possono partecipare soggetti costituiti come ditta individuale, in forma societaria di qualsiasi tipo. 

In una nota, Sinistra Italiana esprime soddisfazione per la pubblicazione del bando: "Abbiamo lavorato in questi anni per dare un’opportunità di reale integrazione e ora finalmente ci siamo. Regole chiare e certe per tutti: 100 posti per la vendita di prodotti al 60% etnici a bando per tutti i titolari di regolare autorizzazione all’esercizio della vendita ambulante e se stranieri in possesso anche di regolare permesso di soggiorno. La valutazione delle domande prevederà la promozione del commercio equo e solidale e della cooperazione internazionale e territoriale e l’innovazione nell’organizzazione e promozione dei prodotti. Nessuna insicurezza e nessuna illegalità". 

Nei giorni scorsi, a seguito di diversi episodi di violenza avvenuti in centro e nei pressi della stazione, era esplosa la polemica legata alla percezione che il Mercato etnico rappresenti un ulteriore ostacolo alla sicurezza. La manifestazione unitaria di esponenti politici dell'opposizione e dei commercianti aveva puntato l'indice contro l'amministrazione di centrosinistra, non ritenuta all'altezza di garantire l'incolumità dei cittadini per un progetto da 250 mila euro di cui "non usufruirà nessuno". 


"Il 99,9% dei pescaresi - ha detto il consigliere regionale di Forza Italia Lorenzo Sospiri - è contrario. È giusto mettere centinaia di persone in un buco coperto dove non entrerà nessuno? No, perché le stiamo ghettizzando, perché buttiamo 250mila euro e perché non avranno avventori, e per sopravvivere torneranno a vendere merce contraffatta, come prima".

"Parliamo di un mercatino fintamente etnico - ha aggiunto Marcello Antonelli, capogruppo Fi al consiglio comunale di Pescara - e che sarà invece mercatino dell'illegalità, come tutti sanno e fanno finta di non sapere, iniziando dal sindaco Marco Alessandrini e dalla sua giunta. Un intervento sbagliato che non risolverà, anzi andrà ad aggravare il problema sicurezza nelle aree di risulta, come evidenziato dagli ultimi gravi fatti".

"Siamo contrari e abbiamo lottato in oltre trenta consigli comunali per dire no a questo mercatino", ha aggiunto il consigliere comunale di Fratelli d'Italia Alfredo Cremonese, secondo il quale si tratta di "una scelta folle, perché non si realizza così l'integrazione, collocando una comunità in un sottopasso, questi soldi potevano essere utilizzati per opere prioritarie".



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