PESCARA PARCHEGGI: IN 36 FIRMANO DIMISSIONI, ''riassunti solo per sei mesi''

Pubblicazione: 29 marzo 2018 alle ore 14:37

PESCARA - "Dinanzi al vergognoso silenzio del sindaco Marco Alessandrini e della sua Giunta, i 36 dipendenti di Pescara Parcheggi oggi, a mezzogiorno in punto, hanno firmato le proprie dimissioni dalla società di somministrazione di lavoro temporaneo GiGroup. Ovvero, hanno dovuto rinunciare a un contratto a tempo indeterminato, per poter essere riassunti dalla Società Tempra, che si è aggiudicata il nuovo appalto per la fornitura del personale alla società in house, accettando però un contratto di soli sei mesi per poi affidarsi alla sorte".

La annuncia in una nota Armando Foschi, membro dell’Associazione cittadina Pescara-Mi piace che sta seguendo la vicenda per conto della Ugl.

"Dopo l'allarme lanciato ieri quei 36 padri e madri di famiglia si aspettavano un segnale dall’amministrazione comunale che ha invece preferito tacere, lanciandoli nel buio e mettendoli di fronte a un out out: o si dimettevano o sarebbe finito il loro lavoro in Pescara Parcheggi. Da sindacalista e da cittadino ritengo tale comportamento uno schiaffo imbarazzante ad anni di lotte per garantire opportune tutele a tutti i lavoratori e soprattutto riteniamo che oggi il sindaco Alessandrini si sia assunto una responsabilità che peserà come un macigno sulle sue spalle", continua Foschi.

IL RESTO DELLA NOTA

Il dado purtroppo è tratto e da oggi inizia il conto alla rovescia per i 36 dipendenti storici della Pescara Parcheggi, la società che si occupa della gestione dei parcheggi a pagamento di Pescara, che subito dopo l’estate, a settembre, potrebbero ritrovarsi concretamente in mezzo a una strada grazie all’amministrazione comunale di sinistra.

La vicenda nasce dall’ultima gara d’appalto svolta dalla Pescara Parcheggi per affidare l’incarico di somministrazione del personale attraverso un’agenzia interinale e seguita dall’amministratore unico Vincenzo Di Tella. 

La gara è stata aggiudicata alla società Tempra di Vasto, che praticamente subentrerà alla GiGroup che da anni svolgeva tale lavoro. 

Fin qui nulla di anomalo, se non fosse per le carenze riscontrate nel capitolato d’appalto dove, di fatto, non sono state previste le benchè minime misure di tutela nei confronti dei lavoratori che oggi operano per Pescara Parcheggi. Le 36 unità infatti sono a tutti gli effetti dipendenti non della Pescara Parcheggi, società in house del Comune di Pescara, ma della GiGroup, società di somministrazione del lavoro temporaneo, con contratto a tempo indeterminato. 

Con la chiusura della nuova gara d’appalto, quei 36 lavoratori si sono visti recapitare una lettera con cui, volendo continuare a svolgere il proprio lavoro, è stato comunicato loro di doversi dimettere dalla GiGroup entro il termine ultimo di oggi a mezzogiorno, poi essere assunti dalla Tempra di Vasto (Chieti).

Peccato che tutto questo rappresenti un autentico salto nel vuoto per i lavoratori perché licenziandosi perderanno di fatto tutte le garanzie e tutele di legge previste per i dipendenti a tempo indeterminato, compreso il diritto alla disoccupazione per sei mesi. 

Al tempo stesso, la nuova società di somministrazione del lavoro temporaneo, la Tempra, non li assumerà alle stesse attuali condizioni: dopo l’allarme da noi lanciato ieri la Tempra ha infatti rinunciato al mese di prova, ma comunque stipulerà contratti solo a tempo determinato e solo per sei mesi, ovvero la durata dell’appalto, ponendo un serio punto interrogativo sul futuro professionale di quei 36 dipendenti. 

Né può valere una generica rassicurazione verbale circa la ‘scontata’ proroga del contratto alla Tempra da parte di Pescara Parcheggi, perché obbligatoriamente dobbiamo attenerci a quanto dicono le carte, che hanno valore normativo. 

È chiaro che il bando di appalto del servizio è sbagliato: sul capitolato non c’è l’istituto a tutela dei lavoratori previsto dalla normativa vigente, la cosiddetta ‘clausola di salvaguardia’; non ci sono sufficienti garanzie per i lavoratori; si affida il servizio per soli sei mesi in nome del presunto concorso per l’assunzione definitiva dei 36 parcheggiatori, un concorso di cui si vocifera da quattro anni e mai partito, lasciando nell’incertezza e nel precariato quei lavoratori. 

A questo punto la Ugl, anche attraverso una lettera ufficiale firmata dal segretario generale Ugl Abruzzo Gianna De Amicis, ha chiesto al sindaco Alessandrini di congelare tutte le procedure in atto al fine di convocare un vertice chiarificatore con i vertici di Pescara Parcheggi, la Tempra, l’Ugl e gli stessi lavoratori, teso a fissare paletti utili a dare certezza di lavoro ai 36 operatori stilando un verbale congiunto sottoscritto da tutti con impegni precisi utili a salvaguardare gli attuali posti di lavoro. 

Purtroppo dopo ventiquattro ore dalla nostra richiesta su una vertenza di cui il sindaco Alessandrini e l’assessore Diodati sono a conoscenza da giorni, dall’amministrazione comunale non è arrivata alcuna proposta né risposta, un chiaro segnale per i lavoratori di doversi ‘arrangiare’. 

E così è stato: oggi alle 12 in punto i 36 lavoratori hanno firmato, loro malgrado, le dimissioni dalla GiGroup restando ora in attesa della riassunzione da parte della Tempra per sei mesi, al fine di garantire la continuità del servizio di gestione dei parcheggi. 

Da oggi c’è però una nota in più: da Pescara Parcheggi sarebbero arrivate rassicurazioni e addirittura certezze circa l’indizione e lo svolgimento, entro i prossimi sei mesi, del famoso concorso per la stabilizzazione dei precari. 

Ed è qui che ora rischiamo di trovarci di fronte a un caso ‘Attiva 2’: il concorso, per titoli ed esami, sarà ovviamente aperto a tutti i cittadini provenienti da ogni parte d’Italia, e 36 posti di lavoro, seppur da parcheggiatori e ausiliari del traffico, oggi fanno gola. 

Tradotto: semmai tale concorso dovesse effettivamente partire, per 36 posti potremmo ritrovarci sino a mille candidati, dunque ci chiediamo quali saranno le garanzie di conservazione del posto di lavoro per le 36 unità che svolgono tale servizio a Pescara anche da vent’anni, lavoratori che, in alcuni casi, hanno anche superato i cinquant’anni, e che a fronte di un lavoro apparentemente fisso, non hanno di certo avuto il tempo per curare la propria formazione didattico-scolastica. 

Un gap che, esattamente com’è successo per i lavoratori di Attiva, li metterà in chiara difficoltà nella fase concorsuale, quando chiaramente dovranno affrontare anche la competizione di ragazzi neo-laureati ma disoccupati. Ancora una volta il sindaco Alessandrini ha brillato per incompetenza politica e per assenza.

Ugl e Associazione Pescara-Mi piace continueranno a seguire la vertenza che oggi ha scritto solo il suo primo paragrafo: ora aspettiamo di leggere tutti i dettagli dei contratti che i lavoratori andranno a stipulare con la Tempra e inizieremo il conto alla rovescia per la pubblicazione dei bandi di concorso che, a questo punto, dovrà avvenire entro pochi giorni per avere il tempo di espletare tutte le procedure di candidatura e le fasi esecutive di svolgimento delle prove, per arrivare a settembre con i 36 lavoratori da stabilizzare.



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