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PESCARA: SEMAFORO ALLARME ESONDAZIONE, ''IL COMUNE NON LO SAPEVA''

Pubblicazione: 04 febbraio 2019 alle ore 16:41

PESCARA - Ieri pomeriggio a seguito del segnale arrivato dalla centralina di allerta esondazione del fiume Pescara, tutti i semafori posizionati all’entrata delle golene del fiume si sono attivati, e quindi  la Polizia Municipale ha deciso di transennare l’ingresso delle stesse, dando seguito alla circolare urgente del Prefetto che la centrale operativa della stessa, dice sia arrivata dal Prefetto di Pescara.

Così, in una nota, il consigliere comunale del M5S Massimiliano Di Pillo, che spiega: "Sfogliando le pagine web del sito della Protezione Civile regionale, ho individuato un comunicato che allertava la popolazione con un codice 'giallo', e che prevedeva forti piogge ed eventuali smottamenti nell’entroterra, ma niente di estremamente pericoloso".

"Dopo aver scritto un post sulla mia pagina Facebook allertando i cittadini - aggiunge -, vengo a conoscenza che il Comune di Pescara, il sindaco e il dirigente responsabile della Protezione Civile non sanno nulla della stessa allerta. Oggi attraverso un’interlocuzione con la Polizia Municipale vengo a conoscenza che lo stesso corpo di P.M. ha deciso di transennare le strade, semplicemente dopo che era scattato il segnale rosso nei semafori delle golene del fiume Pescara, senza alcuna ordinanza di chicchessia".

"Le normative però prevedono, che la chiusura delle strade almeno in riferimento a problemi meteorologici è onere del sindaco, del prefetto o del questore attraverso una ordinanza sindacale o prefettizia. La differenza sostanziale quindi è che nel Comune di Pescara, la mano destra non sa cosa fa la sinistra. L’articolo 5 del decreto legislativo 285/92 del nuovo Codice della Strada, stabilisce che: 'i provvedimenti per la regolamentazione della circolazione sono emessi dagli enti proprietari, attraverso gli organi componenti a norma degli articoli 6 e 7, con ordinanze motivate e rese note al pubblico mediante i prescritti segnali…'.

"In particolare - continua -, con riferimento alla regolamentazione dei provvedimenti concernenti le fattispecie di cui all’articolo 6 comma 4(regolamentazione della circolazione fuori dei centri abitati) del Codice della Strada, le relative decisioni sono assunte, così come espressamente previsto, dal sindaco (per per strade comunali o vicinali) o dal Presidente della Provincia (se si tratta di strade provinciali), con ordinanze che riguardano la sospensione della circolazione per motivi di incolumità pubblica, oltre il divieto o la limitazione di parcheggio, visto che parliamo degli spazi golenari del fiume Pescara adibiti quotidianamente a parcheggi per autoveicoli".

"Nel territorio del Comune di Pescara uno dei rischi maggiori per l’incolumità pubblica, è proprio quello dell’eventuale esondazione del fiume e della relativa inondazione di vaste parti del territorio comunale, non solo vicine alle sponde dello stesso fiume. Se la macchina organizzativa della Protezione Civile e dell’amministrazione comunale che dovrebbe gestire il C.O.C. (centro operativo co-munale) ed emergenze di questo genere, non riesce a coordinare e a dialogare con gli attori principali della macchina dell’emergenza e in questo caso ne abbiamo avuto evidenza, siamo davvero in una situazione di estremo pericolo".

"A meno di quattro mesi dalla chiusura di questa consiliatura, costellata di pressappochismo e negligenze, spero che i cittadini puniscano chi da anni (Comune di Pescara) non aggiorna il Piano di Protezione Civile e non ha prontezza di ciò che accade sul proprio territorio, non avendo quella giusta rete di cui una città dovrebbe servirsi e che renderebbe la sua resilienza il punto di forza di un territorio già di per se distrutto, e lasciato all’abbandono da una politica comunale e regionale inesistente sulle tante emergenze territoriali", conclude Di Pillo.



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