PESCARA: UN INCONTRO TRA I DOCENTI ABRUZZESI ''ESILIATI'' DALLA BUONA SCUOLA

Pubblicazione: 01 novembre 2017 alle ore 16:27

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PESCARA - La legge 107 e non solo: la questione meridionale dei docenti del Sud Italia, proposte e idee in un incontro organizzato a Pescara il 2 novembre alle 17, presso lo Spazio più di via Arapietra, organizzato dai comitati Nastrini Liberi Uniti, Comitato nonsisvuotailsud , Nastrini Rossi, Ods, 8000 Esiliati Fase B, Coordinamento docenti fase C.

Nello stesso momento si sono riuniti per discutere del problema, anche i docenti di Acireale (Catania) e oggi 3 novembre, sono previste manifestazioni a Napoli e a Cagliari.

Sono in tutto 4 quindi le regioni coinvolte, quelle maggiormente colpite dal fenomeno dei docenti ''esiliati''.

I docenti, riuniti nei gruppi spontanei e nei comitati nati a seguito della entrata in vigore della legge 107/15, hanno incontrato i rappresentanti sindacali scuola (Cgil, Uil, Cisl, Snals, Gilda) e delle istituzioni. 

In Abruzzo sono oltre 600 i docenti titolari fuori regione, che hanno chiesto quest’anno il ricongiungimento ai familiari tramite l’assegnazione provvisoria. Ma ben 200, non l’hanno ottenuta.

"Tantissimi docenti ricorrono alle vie legali per vedere garantiti i propri di diritto e rientrare a casa. I giudici ovunque stanno dando ragione ai docenti: ma quanti di loro possono davvero permettersi di affrontare le spese legali ed i rischi connessi ad una causa giudiziaria?", chiedono dai comitati.

"La legge 107 del 2015, protagonista della riforma cosiddetta Buona Scuola,  nata dal non ascolto delle parti in causa, ha generato assunzioni che in moltissimi casi stanno costando carissimo ai docenti della scuola pubblica italiana", si legge in una nota inviata dal comitato Nastrini Liberi Uniti - Abruzzo, a firma della portavoce Francesca Carusi

"Dopo l’entrata in vigore di questa legge - continua la nota - il corpo docente è sempre più diviso e di fatto non esiste più una uguaglianza giuridica all’interno di uno stesso settore. Circa 30 mila assunti nelle ormai tristemente note fasi B e C sono finiti molto lontano dalle proprie regioni di residenza, pilotati da un algoritmo smascherato ormai nel suo sistema fallace. Questo fatto costituisce da oltre due anni  una vera e propria emergenza sociale tutta del Sud".

"L’unica certezza - prosegue la nota - ad oggi, è che i docenti esiliati da tutte le regioni del Mezzogiorno sono rimasti in numero sostanzialmente immutato, mentre è cresciuta l’emergenza, i disagi sono aumentati, come pure l’esasperazione di molti. Si tratta di intere famiglie in difficoltà, di sofferenze vere, concrete, di persone che sono al limite delle dimissioni. Le voci dei docenti esiliati continuano a trovare eco nei gruppi e movimenti organizzati che continuano strenuamente a contrastare l’ingiustizia generata dalla legge 107".

"Sta diventando sempre più paradossale la necessità costante di ricorrere alla giustizia per vedere garantiti i propri diritti di lavoratrice/ lavoratore nel sistema amministrativo scolastico. Questo meccanismo perverso è spia di un cattivo funzionamento dell’istituzione scolastica, che non riesce ormai da anni a stabilire regole certe e corrette per la gestione del proprio personale", conclude la nota.



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